Patrizia Debicke van der Noot – Figlia di re. Un matrimonio per l’Italia

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Editore AliRibelli
Anno 2024
Genere Narrativa
342 pagine – brossura e ebook


 

Maria Clotilde di Savoia era la primogenita del futuro re Vittorio Emanuele II e di Maria Adelaide d’Asburgo-Lorena. Nata nel palazzo reale di Torino il due marzo 1843, non aveva alcun diritto al trono perché l’ascesa spettava solo all’erede maschio. Il successore di suo padre, dal 1878, sarà infatti il secondogenito Umberto, e si può dire che già per questo il destino si è preso gioco di lei. La sua infanzia è stata però serena, la madre Maria Adelaide l’ha cresciuta personalmente nella tranquillità del Castello di Moncalieri senza affidarla a balie e nutrici, spostandosi d’estate tra il castello di Casotto, a Garessio, e in quello di Racconigi. Almeno, fino al 1855, quando morì per una violenta gastroenterite.
Maria Clotilde, detta Chechina, era una bambina tranquilla e pia, molto incline alla preghiera, che dalle lettere che ha scritto e che sono arrivate fino a noi sembra anche molto matura per la sua età.

Era la cocca del papà, forse perché la prima. Chechina si trovava proprio in vacanza nel castello di Casotto mentre, il ventun luglio del 1858, Camillo Benso conte di Cavour era a Plombières con l’imperatore francese Napoleone III per stringere gli accordi che avrebbero dato il via all’unità d’Italia.
“Figlia di re: un matrimonio per l’Italia “, l’ultimo lavoro di Patrizia Debicke van der Noot, inizia proprio da quell’estate in cui la ragazza, appena quindicenne, si sta divertendo insieme ai fratelli con cui organizza corse a cavallo. Ovviamente, l’autrice ha romanzato e immaginato le sue parole e il suo modo di fare, ma lo fa in modo molto credibile e coinvolgente tanto che il lettore ha la sensazione di essere parte integrante della storia.
Come sappiamo, in cambio del suo aiuto al Regno di Sardegna nella Seconda Guerra d’Indipendenza, Napoleone III chiese e ottenne la cessione di Nizza e della Savoia. Meno noto è che chiese pure un matrimonio di garanzia con una principessa dei Savoia che rendesse più saldo l’accordo e portasse prestigio alla sua stirpe, imparentandosi con una delle casate più antiche d’Europa. Dalla sua parte, Napoleone proponeva come sposo il cugino, Napoleone Giuseppe Carlo Bonaparte, noto anche come Girolamo Bonaparte, detto Plon-Plon, colto, intelligente al limite della genialità ma impulsivo e imbevuto di un idealismo esasperato, donnaiolo e per nulla credente, ma soprattutto trentaseienne. Inevitabilmente, la scelta del conte di Cavour cadde su Clotilde.

Il re di Sardegna aveva sette figli, due sole femmine, e pur essendo ancora una bambina , Clotilde era quella che più si avvicinava all’ “età da marito”. Re Vittorio Emanuele II non fu per niente entusiasta della prospettiva. Era molto legato alla sua prima figlia e gli dispiaceva sia di mandarla in Francia, sia di darla in moglie così giovane e innocente a un uomo maturo e libertino. Gliene parlò comunque per lasciare a lei la scelta, e inizialmente Maria Clotilde non accettò. Non era nelle sue previsioni finire così lontana da casa, dai suoi affetti, non era neanche sicura di volersi mai sposare. Il padre disse al conte di Cavour che non l’avrebbe costretta, e Cavour rimase in attesa. Ma con il passare dei giorni, una ragazza intelligente come lei sentì sulle spalle il peso del destino di un’intera popolazione. Pregò molto, ci pensò su ma prima di decidere voleva, però, incontrare il suo eventuale marito Girolamo Bonaparte.
I due si incontrarono a Torino il 16 gennaio 1859. Clotilde lo trovò accettabile e prese la decisione di immolarsi spontaneamente al suo destino e si convinse che il suo sacrificio per una buona causa fosse gradito al Signore.
Quattordici giorni dopo, il 30 gennaio 1859, sposò quello sconosciuto dalla pessima fama, più grande di lei di ventun anni nella cappella reale della Sacra Sindone di Torino, portando una dote ingente in denaro, corredo e gioielli.

Decisamente molto interessante per non dire geniale l’idea dell’autrice di raccontare la storia franco-italiana dal 1859 al 1861 con tutti i cambiamenti politico epocali annessi partendo dal matrimonio della principessa Maria Clotilde di Savoia.
Il lettore ha la possibilità di immergersi nella storia di quegli anni attraverso gli occhi di questa giovane donna.
Nonostante la giovane età Maria Clotilde era molto matura, buona ma risoluta al limite della testardaggine se qualcosa non le andava a genio, sicura di sé ma dimostrava la sua determinazione sempre con grande umiltà e rispetto per il prossimo.

La profonda fede in Dio l’accompagnerà per tutta la sua vita e proprio la religione sarebbe stata l’ostacolo al suo matrimonio fino a quando non lo vide come una missione: riportare il principe Giuseppe Napoleone sulla retta via.
La Debicke ci “racconta” con grande abilità stilistica un’altra figura femminile che, probabilmente, ha contribuito almeno un po’ a fare la storia.
Ci si affeziona a questo “personaggio”, si gioisce, si soffre, si combatte con lui. Pagina dopo pagina si crea una sottile empatia tra il lettore e la principessa Maria Clotilde che condurrà quasi all’identificazione.

La bravura della scrittrice è quella di aver messo in evidenza il lato umano, sensibile, devoto (non solo a Dio ma anche a suo marito) di Maria Clotilde di Savoia. Quel lato che spesso è trascurato perché visto come una sorta di debolezza.
Interessante anche la figura di Giuseppe Napoleone che fa da contro altare a quella di Clotilde.
Il cadetto, il ribelle dei Bonaparte che nonostante fosse imbevuto di sentimenti repubblicani e paladino di idee liberali era lusingato dall’idea di un matrimonio reale.
Un affascinante viaggio nel tempo che dà la possibilità di “toccare con mano” la storia come se in quella storia anche noi fossimo stati dei protagonisti.

Benedetta Borghi


La scrittrice:
Patrizia Debicke van der Noot: romanzi, gialli, thriller, gialli storici e d’avventura, racconti. Critica letteraria e collaborazioni editoriali con: Milanonera, The Blog Around The Corner, Contorni di Noir, Writers Magazine Italia e Libro Guerriero. Romanzi gialli storici: L’oro dei Medici, La gemma del cardinale, L’uomo dagli occhi glauchi, La Sentinella del Papa, La congiura di San Domenico, L’eredità medicea, per le collane Delos History Crime e Convoy, a doppia firma con sua figlia Alessandra Ruspoli, L’enigma del Fante di Cuori e Il Menestrello di Notre-Dame. Conferenze storiche per il FAI, per gli Istituti Italiani di Cultura di Francia e Lussemburgo, per l’Università del Lussemburgo, per circoli letterari. Workshop di scrittura per scuole medie e superiori. Coordinatore e conduttore per il 10° e 12° Festival del Giallo di Pistoia.