Cristina Cassar Scalia – Il Castagno dei cento cavalli

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Editore Einaudi / Collana Einaudi Stile Libero
Anno 2024
Genere Noir/Giallo
320 pagine – brossura e ebook


E brava, Cristina Cassar Scalia, che è riuscita a sorprendermi con un romanzo fresco, intrigante al massimo. Per me forse il migliore fra i suoi!
I personaggi usciti dalla sua penna sono ormai vecchi amici – amicizia ancora più forte, per chi avesse visto la trasposizione televisiva delle sue storie, molto riuscita e accattivante.

Vanina Guarrasi è una donna tosta, poliziotta tenace e intuitiva, benché nel suo privato si nascondano immense fragilità dovute all’assassinio del padre molti anni prima (questione per lei non ancora del tutto risolta), e all’amore tormentato per il magistrato antimafia Paolo Malfitano. Chi ha seguito le sue storie vive questa vicenda con trepidazione!

Chi non lo ha visto, si chiederà che cosa sia il Castagno dei cento cavalli. Esiste veramente, nei pressi di Catania, ed è quasi impressionante nella sua imponenza.
La leggenda vuole che la regina Giovanna D’Aragona si riparasse, con i suoi cento cavalli e relativi cavalieri, sotto le sue fronde durante una tempesta. Questo esemplare maestoso è meta di turisti tutto l’anno. Può accadere che sotto queste fronde avvengano anche fatti “brutti”; infatti due guardie forestali, durante un sopralluogo per un piccolo incendio, scoprono il cadavere brutalmente mutilato di una donna. E qui Vanina entra in scena con la sua fedele squadra.

La morta è una donna misteriosa, che di più non si può: non documenti, né vestiti, nulla.
Solo in un secondo tempo viene identificata come “la Boscaiola”: donna che viveva solitaria vendendo funghi.
Ma la donna non ha passato. È apparsa un giorno, anni prima, e nulla si sa di lei.
Dunque, la faccenda si presenta impegnativa. Per fortuna, arriva provvidenziale a dare una mano il vecchio commissario in pensione Patanè, figura simpatica e ricca di esperienza, come un padre per Vanina, che si mette volentieri al servizio della squadra.
L’indagine prosegue fra mille scoperte, ma non vorrei anticiparne neppure una, per non togliere il gusto!
Scoperte che sono frutto del lavoro di un gruppo perfettamente coeso – nonostante sia composto da elementi diversissimi fra loro, vedi solo l’eterea e vegana Marta Bonazzoli o il grasso e irresistibile Nunnari, che ci regala qualche momento di comicità nel dramma.

Romanzo davvero piacevole e ricco di sfumature. Il personaggio di Vanina, nella miriade di poliziotti della letteratura noir, spicca per le sue molte sfaccettature.
Grande fumatrice di Gauloises, divoratrice di cioccolata e di cibi tipici siciliani: quando li mangia, lo fa con tale gusto che li assaporiamo anche noi. E non ingrassa, beata lei!
Sorella affettuosa, amica fidata, collaboratrice nel lavoro seria e determinata. Si porta dietro queste due pene: il dolore per il padre assassinato e l’amore per Paolo, combattuto a lungo; alla fine ne è uscita sconfitta. E più innamorata di prima.

In questa vicenda, i sentimenti si spargono a piene mani: l’amore fraterno per la sorella Costanza, l’affetto filiale nei confronti del vecchio commissario e (fresca scoperta!) per il patrigno; l’amicizia verso i due medici della sua vita; l’apprensione di Patanè per la moglie Angelina. Senso di protezione, sorellanza, dolore, ansia, complicità, tanto amore.
Inoltre, in seguito a scoperte terribili, sorpresa, sgomento, orrore. Tanta roba.
Ma tutta “roba” che rende questo romanzo speciale, una commistione perfetta di trama gialla, storia corale di un squadra e nello stesso tempo di piccole vicende private.
Non mancano, come in un noir che si rispetti, momenti di suspense, viaggi affannosi Catania- Palermo, assenze, delusioni…
Un’ultima considerazione: l’uso del dialetto. Delizioso.

Maggiore rispetto ai romanzi precedenti: rende la lettura ancora più gradevole, per chi abbia amato Camilleri e conosca i rudimenti del dialetto siciliano. Ma non è uno scimmiottare il Maestro: è diverso, personalissimo e tanto, tanto intrigante.
Una storia che non si legge, si “beve” tutta d’un fiato! Finale che lascia aperte molte possibilità: noi le attendiamo con ansia.

Rosy Volta


La scrittrice:
Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Ha raggiunto il successo con i romanzi Sabbia nera (2018 e 2019), La logica della lampara (2019 e 2020), La salita dei Saponari (2020 e 2021), L’uomo del porto (2021 e 2022), Il talento del cappellano (2021 e 2022), La carrozza della Santa (2022 e 2023), Il Re del gelato (2023), La banda dei carusi (2023) e Il Castagno dei cento cavalli (2024) – tutti pubblicati da Einaudi – che hanno come protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi; da questi libri, venduti anche all’estero, è stata realizzata una serie tv. Con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020).