Kerstin Ekman – Il buio scese sull’acqua

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Kerstin Ekman, nata nel 1933 in un piccolo villaggio al centro della Svezia, è considerata una delle più importanti autrici del Nord Europa. Dopo l’esordio narrativo nel 1959, ha scritto romanzi, saggi e biografie e nel 1978 è stata la terza donna a diventare membro dell’Accademia svedese, che ha lasciato nel 1989. Tradotta in 30 lingue e tra le scrittrici più lette in patria, con Il buio scese sull’acqua ha ottenuto il prestigioso Premio August, il secondo della sua carriera. Il suo ultimo romanzo, Essere lupo, bestseller in Svezia, è in corso di traduzione in 17 paesi.

Il 10 luglio 2024 con la traduzione di Carmen Giorgetti Cima, il nuovo romanzo intitolato Il buio scese sull’acqua, pubblicato da Iperborea nella collana Gli Iperborei, sarà disponibile nelle librerie:

Alla vigilia della festa di mezza estate, la piccola comunità di Svartvattnet, stretta tra le foreste, i laghi e i fiumi del Nord della Svezia, è scossa dal brutale omicidio di due stranieri in una tenda. Due decenni dopo, negli anni Novanta, il caso è ancora irrisolto, ma tutti sembrano essersene dimenticati, tranne qualche curioso turista con il gusto del macabro. E tranne Annie Raft, che un giorno si allarma vedendo la figlia Mia baciare lo stesso volto scorto nella foresta tanto tempo prima, poco dopo il ritrovamento dei due corpi, quando madre e figlia erano appena arrivate per vivere in una comune.

Via via il passato riaffiora, svelando i ventennali intrecci che legano la vita dei tre protagonisti. Birger, che quella fatidica notte è fuori a pesca e pensa alla sua tormentata relazione con la moglie depressa da anni e da poco attivista radicale. Johan, un giovane di origini sami in crisi di identità e in conflitto con la sua famiglia svedese, che accetta il passaggio in macchina di una misteriosa donna diretta in Norvegia. E la pacifica e razionale Annie, che rischia di diventare una miccia pericolosa in un villaggio sempre più diviso tra chi vuole preservare la foresta e chi in cambio di una vita più comoda preferisce disboscare, dove si coltivano vecchi rancori e la paura del diverso è un mezzo di autoconservazione.

In un thriller dal respiro filosofico e dai risvolti politici, Kerstin Ekman dipana una vicenda labirintica in cui umani e natura condividono la stessa oscura sensualità, generosa o manipolatrice, e l’odio più nero e l’amore più puro sembrano coincidere, fino a sfociare nella stessa violenza.

Un giallo letterario ambientato nelle foreste del Nord della Svezia, paragonato a Gorky Park e a Il senso di Smilla per la neve, in cui le vicende dei personaggi sono avvincenti quanto il magnetico paesaggio nordico che li avvolge.