Andrea Nagele – Grado Nella Nebbia

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Editore Emons Edizioni / Collana Gialli Tedeschi
Anno 2021
Genere Giallo
250 pagine – brossura e epub
Traduzione di Monica Pesetti


Ho fatto scalo a Grado, la domenica di pasqua. Gente per le strade, correva, andando a messa“. Sono i primi versi di Scalo a Grado, una bellissima canzone di Franco Battiato che mi ha accompagnato (assieme all’album che la contiene) per alcuni anni della giovinezza. Ogni volta che l’ascoltavo – e che l’ascolto – nonostante Grado l’abbia visitata, la sensazione è sempre quella di un luogo a sé, di una sorta di mondo di mezzo, capace di essere al tempo stesso integrato ed isolato per via della sua natura di isola, legata al resto del mondo da un ponte. E così sono i suoi gradési, fugaci, ma supportivi quando necessario a scorno di quanto si racconta normalmente degli isolani e della loro riservatezza che sconfina spesso nel totale disinteresse verso ciò che non è loro. Un luogo in cui la magia della natura è più forte che altrove, proprio perché l’isola è una sorta di propaggine naturale del territorio nel mare, come a volerlo solleticare. E il mare ripaga Grado con tutte le sue caratteristiche: gli odori, i profumi, il vento, il rumore della risacca… La nebbia.

La nebbia è un luogo ideale per svanire ed allo stesso tempo un luogo perfetto per nascondersi. Siamo naturalmente impauriti dalla nebbia poiché ci nega la vista, ci nasconde i pericoli, muta in modo drastico il paesaggio intorno a noi, ci disorienta. Questa è anche la sensazione della Commissaria Degrassi, convinta d’aver risolto un caso molto spinoso e truce, ma che di colpo si rende conto di come le sue convinzioni siano fallaci, di come tutto sia da rivedere. La nebbia pervade gli eventi: mostra scorci di orrore, nasconde brandelli di verità, mischia le carte. Fa credere che un povero malato di mente, Totò, sia il vero colpevole, per ribaltare le carte poco dopo ed instillare dubbi a profusione.

Tutto questo impatta con la vita personale di ciascuno dei personaggi che vengono tirati in ballo da Nagele. Nessuno di quelli che incontrerete durante la lettura di questo romanzo è lasciato semplicemente attaccato ad un nome: di alcuni scoprirete paure, speranze, di altri sarete testimoni di morte inevitabile. Anche chi perpetra tutto ciò vi metterà di quando in quando a conoscenza delle sue follie. Su tutto, con grande maestria, incombe un costante una pressione, un climax incalzante, un susseguirsi di eventi che a un certo punti sembrano pregiudicare tutto. Sarete spinti a sfogliare la pagina, a girare l’angolo, a correre a perdifiato verso una laguna avvolta nella nebbia, con una sensazione d’indistinto disagio – ancor più terribile della paura evidente.

Tengo per ultime le mie considerazioni su questo libro che mi ha rapito in un attimo, che ho finito prestissimo e che mi ha fatto venir voglia di leggere anche gli altri libri di Nagele – sempre ambientati a Grado – che non farebbero che arricchire le sensazioni avute da questo. Sebbene siano sette (di cui tre tradotti), la lettura a sé stante non pregiudica nulla e non avrete la sensazione che vi “manchi un pezzo”. Nagele ha un incedere molto chiaro e anche quando la narrazione s’interseca e si complica, non perde mai il filo e non troverete mai una digressione che suoni da tappabuchi, ma ogni aspetto declinato è sempre congruo al resto del racconto, in alcuni casi fornendovi una chiave di lettura nuova o stimolando le vostre paure ancestrali.

Un aspetto forte, che rimane come filo conduttore per tutta la durata del racconto, è quello incentrato sulle figure femminili protagoniste sui vari fronti. Maddalena Degrassi è una commissaria a capo di una squadra formata da uomini e la sua posizione di rilievo è ovviamente trattata come tristemente siamo abituati, oltretutto con un mai celato pregiudizio da parte del suo superiore. Le altre sono le donne che hanno subito violenza, che la subiscono costantemente e dalla quale non hanno spesso la forza di fuggire, soccombendovi. La denuncia, mai diretta, mai urlata, ma tangibile, trapela in tante descrizioni e nelle discussioni che i personaggi fanno tra loro, mettendo a nudo loro stessi e le loro intime paure

Per stemperare questo aspetto, Nagele ricorre ad una delle cose che mettono d’accordo tutti: la descrizione di piatti e ricette, un momento di serenità e di calore umano che tenta di stemperare la tensione e la paura. Per carità, non pensate minimamente alla reiterazione delle tristezze televisive delle quali oramai siamo preda pressoché ovunque: qui i piatti sono un supporto al racconto, le sensazioni e gli odori, gli ingredienti, i modi di prepararli, dicono tanto dei personaggi che lo fanno e – credetemi – sapere che alla fine del libro ci sono le ricette vere e proprie vi darà ulteriori motivi per leggerlo.

Michele Finelli


La scrittrice:
Andrea Nagele, scrittrice austriaca, divide la sua vita tra Klagenfurt, dove esercita l’attività di psicoterapeuta, e la cittadina di Grado, dove ha ambientato la serie di romanzi gialli con protagonista il commissario Maddalena Degrassi.