Carla Valentine – Anatomia del delitto

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Editore Apogeo
Anno 2026
Genere Saggistica
304 pagine – brossura e ebook


Prima di addentrarci a ispezionare le pagine di questo saggio, vale la pena soffermarci sulla sua autrice. Carla Valentine è inglese e, lo dice lei stessa, fino dalla più tenera età ha manifestato un interesse spiccato per le scienze della morte. Ha studiato anatomopatologia forense, ha lavorato nelle sale autoptiche e ha condotto ricerche scavando nelle fosse comuni della peste veneziana e della Prima Guerra Mondiale. Attualmente è curatrice del Museo di Patologia Vittoriano, dove restaura i 5.000 pezzi presenti per poi organizzare eventi e mostrarli al pubblico.
Una persona interessante, senza dubbio. Non stupisce che legga libri gialli e che, nel tempo, abbia sviluppato un’altra grande passione, quella per Agatha Christie che del genere è la regina. Unendo i due filoni, nasce questo curioso saggio in cui ci conduce in un viaggio straordinario lungo tutti i sessantasei romanzi e i settantaquattro racconti di Agatha che, scopriamo, vanno di pari passo con il cammino delle Scienze Forensi.
La Valentine arricchisce le pagine con la narrazione di episodi e aneddoti della vita della scrittrice ma soprattutto di casi reali dell’epoca, molto appassionanti, che hanno inciso sia sulle scoperte tecnologiche sia sulle trame dei romanzi stessi.
Fin dall’inizio, Agatha Christie fa suo il principio di Locard: ogni contatto lascia una traccia.

Questa è la base delle Scienze Forensi, che tuttavia nel 1920, data della prima pubblicazione, non esistevano. Ma la scrittrice era attentissima a ogni progresso scientifico, forte anche della sua preparazione in Farmacia, e fu tra le fondatrici del Detection Club, un consesso di scrittori di gialli, a cui appartenevano tutti i nomi della cosiddetta epoca d’oro, che si riunivano periodicamente a scambiarsi opinioni e notizie e anche, perché no, idee per gli intrecci.
I metodi investigativi dei detective di Agatha Christie seguono il progresso reale delle Scienze Forensi, a partire dalle impronte digitali, su cui l’autrice mostra un’ottima conoscenza.
La sua attenzione per le prove raccolte sulla scena del crimine può sembrare in contraddizione con il suo protagonista, Hercule Poirot, che sembra sottovalutare le evidenze fisiche in favore del pensiero psicologico, per non dire di Miss Marple che si basa sull’intuito.

Tuttavia, c’è un dettaglio che mostra la novità della sua visione: dà all’assenza di determinate prove lo stesso valore della loro presenza, in quanto molto dicono dell’organizzazione dell’assassino e della premeditazione dell’atto.
Man mano che procediamo con la lettura, scopriamo come nei suoi romanzi si trovi tutto lo scibile della Scienze Forensi e tutto trattato con estrema competenza: la distinzione tra i peli umani e animali, i capelli come rilevatori di droghe e veleni, l’importanza della direzione in cui si rompe un vetro, la composizione del terreno.
A ogni capitolo, la Valentine ne affronta una branca, ne narra la storia e ci mostra l’utilizzo nel romanzo, così che possiamo notare come vadano di pari passo. Addirittura, Agatha arrivò a precedere la scienza stessa, quando dotò gli investigatori della scena del crimine di una valigetta contenente un kit-base, in un’epoca in cui le prove si raccoglievano come capitava.

Agatha Christie viene solitamente associata al veleno come arma del delitto ma, fatta la conta, ha ucciso molto di più con le armi da fuoco. Non le amava e qualche volta le confondeva, ma si nota un grande impegno per conoscerle a fondo. Parla con disinvoltura di proiettili, bossoli, tracce di polvere da sparo, scanalature, fino a inserire un accenno al microscopio bioculare, inventato in contemporanea al suo romanzo.
Allo stesso modo si interessa dei documenti forensi, del modo in cui possono venire salvati dopo un tentativo di distruzione. I suoi protagonisti sanno di grafologia, analisi di macchine da scrivere, tipi di inchiostro.
Nei gialli di Agatha, i dettagli cruenti vengono solitamente lasciati alla immaginazione del lettore. Allo stesso modo risparmia i dettagli autoptici, ma in tutto quello che scrive si nota la ricerca minuziosa. Distingue i tagli dalle abrasioni, conosce i segni che lascia un proiettile, anche quelli meno scontati. Un dettaglio rilevante è la distinzione tra schizzo e spruzzo quando parla di sangue, la direzione degli schizzi stessi, soprattutto quelli lasciati da un corpo contundente. Ed è quanto mai necessario per il lettore, in quanto la Christie gioca molto sugli indizi e spesso l’arma che si trova sulla scena non è quella con cui si è compiuto il crimine.

La Valentine lascia per ultimo il capitolo sui veleni, dove la competenza della scrittrice è magistrale. Non solo conosce gli effetti dei più noti, ma ne introduce altri, che la cronaca non ha ancora portato alla ribalta, per esempio il tallio nel romanzo Un cavallo per la strega. Scrivendo questo libro, salvò delle vite perché ci furono dei lettori che, leggendolo, riconobbero i sintomi che presentavano dei loro conoscenti da tempo malati e senza diagnosi. Non è poco, per uno scrittore di gialli.
In conclusione, un saggio che consiglierei agli appassionati di Scienze Forensi, ai fan di Agatha Christie e anche, perché no, a chi un giallo vorrebbe scriverlo e cerca libri con i quali prepararsi.

Lilli Luini


La scrittrice:
Carla Valentine è una specialista di anatomia patologica e curatrice del Barts Pathology Museum di Londra. Ha lavorato per anni nelle sale autoptiche su casi clinici e forensi, collaborando con progetti scientifici e museali. È autrice anche di Past Mortems e si occupa di divulgazione storica della medicina legale.