Luisa Ferrero – Il borgo delle streghe

11

Editore Bertoni Editore
Anno 2026
Genere Giallo
284 pagine – brossura e ebook


Triora: “Il borgo delle streghe”, la Salem dei giorni nostri.
Per chi conosce questo paese, abbarbicato nella Valle Argentina, in Liguria, pensare a una storia qui ambientata suggerisce già un’aura di mistero e di paura. Mistero e sorprese che avremo a piene mani, cari lettori.
La vicenda si svolge partendo da due direzioni apparentemente discoste l’una dall’altra. Da un lato, a Porto san Maurizio viene ripescato dal mare un cadavere, zavorrato: è un uomo, senza identità e non ricercato da nessuno. Solo in un secondo tempo verrà identificato, ma non sarà questa la scoperta più significativa quanto quella, durante l’autopsia, di un ciondolo nell’esofago, raffigurante un Cerbero, cane a tre teste. Inserito a forza o ingerito volontariamente? Primo quesito.
Guarda caso, è il simbolo del paese di Triora, luogo da dove si muove l’altra storia parallela.

Qui conosciamo Lisa Pozzi che, fresca di laurea, ha ottenuto un incarico presso la locale biblioteca; Il paese le appare subito sotto il suo aspetto più affascinante, ma anche inquietante, per alcune persone che incontra.
La sorella Mara Pozzi, consulente informatica, la raggiunge, anche per lavoro; collabora infatti saltuariamente con le forze dell’ordine, in alcune indagini. E qui spunta il legame fra l’una e l’altra vicenda: il commissario Leo Farri e l’ispettore Denis Ghinazzi (detto Ghina) si servono delle sue competenze per indagare sul ciondolo, sulla simbologia della figura rappresentata. E per dare un nome al cadavere sconosciuto, ovviamente.
La festa di Strigòra si avvicina: è una festa ancora oggi in uso, che racconta la storia del paese e delle donne che nel cinquecento furono qui accusate di stregoneria.
Lisa Pozzi entra a fare parte della compagnia teatrale dilettante del luogo, e giorno dopo giorno, tra il lavoro, le prove dello spettacolo e qualche momento di svago, ha modo di conoscere vari personaggi locali, alcuni dei quali ambigui ed ostili.
Nonostante il cadavere sia stato identificato, la strada da percorrere è ancora lunga ed irta di insidie: bisogna trovare il colpevole o i colpevoli.

L’atmosfera cupa del paese accresce la tensione; a volte, mentre la ragazza rientra a notte, pare di percepire figure minacciose, di immaginare inseguimenti, di temere il peggio. E poi: qualcuno nasconde qualcosa, o non è quello che sembra.
Gli investigatori giungeranno alla soluzione del caso, grazie ad alcuni indizi e al lavoro di squadra, non senza momenti ansiogeni, come in un giallo che si rispetti!
Romanzo intrigante e di piacevole lettura. Scritto con ottimo stile, che denota una solida conoscenza della lingua italiana (non è da tutti, ahimè).

L’autrice mostra di conoscere bene i luoghi che descrive, non solo con maestria, ma con amore. È il segreto, questo, per far sì che anche il lettore “veda” gli scenari dove si svolgono le varie vicende e di conseguenza, li viva con i protagonisti.
L’idea dell’ambientazione in questo borgo suggestivo; del ciondolo misterioso e del suo significato, accrescono il valore del romanzo.
Non meno importanti sono gli argomenti trattati di grande attualità, che si percepiscono durante la lettura, attraverso il romanzo: la violenza domestica e soprattutto la mancanza di valori di una certa tipologia di giovani, che può condurre anche a gesti estremi e violenti. Non manca nulla in questo romanzo. Una lettura davvero piacevole!

Rosy Volta


La scrittrice:
Luisa Ferrero, nata a Torino e vivo a Torino. Dopo una laurea in Materie Letterarie ha ricoperto il ruolo, per tre anni, di assistente ricercatore presso l’Università degli Studi di Torino e ha poi, successivamente, insegnato nella scuola per oltre trent’anni. Un suo racconto giallo “Un, due, tre… stella!” è stato inserito nell’antologia crime “Dieci piccoli colpi di lama” – Morellini Editore (luglio 2022) e il suo romanzo d’esordio “Cicatrici”, finalista alla quinta edizione del concorso “1 giallo x 1000”, è stato pubblicato il 31 marzo 2023 da 0111 Edizioni.
Dal 2016 è non vedente ma come scrive l’autrice, non è un problema in quanto per dirla come Antoine de Saint-Exupéry “l’essenziale è invisibile agli occhi”.