Editore Einaudi / Collana Einaudi Stile Libero
Anno 2026
Genere Giallo
240 pagine – brossura e ebook
Decima avventura di Giovanna Guarrasi, detta Vanina, vice questore della squadra mobile di Catania. Ritrovare Vanina e il suo mondo è un po’ come tornare a casa.
Luoghi, personaggi, cibo! Tutto in queste storie ci è familiare; solo l’indagine trattata ogni volta è nuova, e stuzzica la nostra curiosità.
Questa volta il caso ci coglie impreparati, e impreparata è soprattutto la nostra Vanina, che si sta godendo alcuni giorni di meritata vacanza, con gli amici cari e il suo amore “ritrovato”, il Pm Paolo Malfitano, dopo un periodo di allontanamento.
Sarà a causa dell’azzeccata serie televisiva omonima, o che altro, ma leggendo si riesce a immaginare ogni personaggio, ogni suo gesto, e la lettura diventa così più coinvolgente.
Nelle rovine di un complesso termale di età imperiale, nel centro di Catania, viene scoperto il cadavere carbonizzato di un senzatetto. Solo il suo volto non è danneggiato dalle fiamme e, nonostante non abbia alcun documento, il poveraccio viene identificato in un primo tempo come un misterioso clochard.
Perché misterioso? Perché nessuna delle persone che bazzicano quei luoghi – soprattutto emarginati come lui – conosce il suo nome! L’uomo ha sempre mantenuto un grande riserbo sulla sua vita, a eccezione di un’occasione particolare: era stato aggredito dagli scagnozzi di un clan per avere difeso un altro barbone e averlo curato con tale perizia da far pensare a lui come infermiere o medico.
Vanina interrompe i suoi “ozi” e con la squadra fedele inizia a indagare proprio da questo dettaglio.
Inutile aggiungere che collaboratore immancabile è il commissario in pensione Patanè, fine conoscitore di fatti passati, ottimo investigatore che, superati i problemi di salute della moglie Angelina, non aspettava altro che scendere di nuovo in pista. Insieme, i due sono una coppia vincente, perché Patanè ha dalla sua una lunga esperienza, mentre Vanina è un segugio di prim’ordine.
La storia procede tranquilla, senza fatti eclatanti, ma – come in ogni noir che si rispetti – con graduali scoperte, piccoli tasselli aggiunti con pazienza. La vicenda porta a vecchi fatti, a sorprese, a nomi già sentiti.
L’idea di creare come co-protagonista un clochard è buona, perché si dà così voce a chi non ne ha, a chi è spesso ignorato, invisibile a tutti, anche se la scelta di scomparire dal mondo “civile” fosse stata la sua.
Questo ci fa riflettere su quante storie potrebbero nascondersi dietro certe scelte di vita, dolore, infelicità, fallimenti, solitudini… E ci invita a non giudicare, a guardare oltre: si scoprirebbero dei mondi sorprendenti (questo mi ha insegnato una lunga militanza presso una Mensa dei bisognosi, dove i senzatetto erano numerosi!).
Infatti, in questo caso specifico, emerge un passato fatto di legami spezzati, di paure, di scelte estreme. Solo in un secondo tempo l’identità del morto verrà scoperta, e da quel momento l’indagine procederà in discesa, con un esito positivo – fatto di cui nessun lettore dubitava!
Unico appunto: devo ammettere di avere trovato la storia un po’ ripetitiva, nel complesso. Tanti dettagli già noti, al di là del caso in sé; si sente una sorta di stanchezza, di minore originalità, anche se il romanzo è molto scorrevole, nel complesso.
Dopo dieci “puntate”, si può anche comprendere. Ma non ho trovato la freschezza dei primi romanzi… La Sicilia è una grande protagonista in queste storie, alla stessa stregua delle persone. I paesaggi, così magistralmente descritti; il calore della gente – pensiamo solo alla padrona di casa di Vanina, che l’ha adottata – il cibo! Ci pare di sentire sulla lingua il sapore di quei cannoli, delle cassatine; le innumerevoli brioches e dolcetti vari (ma non ingrassa, la fortunata donna?).
Poi, la parlata, deliziosa, che ci riporta a quella del maestro Camilleri, che dà un tono di sicilianità perfetta! La storia in un certo senso non si conclude: nonostante sia stato scoperto il colpevole, un dettaglio dell’ultima riga ci fa pensare a un sicuro seguito. Un piacevole libro da portare sotto l’ombrellone, o al fresco in montagna.
Rosy Volta
La scrittrice:
Cristina Cassar Scalia è originaria di Noto. Medico oftalmologo, vive e lavora a Catania. Ha raggiunto il successo con i romanzi Sabbia nera (2018), La logica della lampara (2019), La Salita dei Saponari (2020), L’uomo del porto (2021), Il talento del cappellano (2021), La carrozza della Santa (2022), La banda dei carusi (2023), Il Castagno dei cento cavalli (2024) – tutti pubblicati da Einaudi Stile Libero – che hanno come protagonista il vicequestore Vanina Guarrasi; da questi libri, venduti anche all’estero, è stata realizzata una serie tv con Giusy Buscemi nei panni di Vanina. Con Giancarlo De Cataldo e Maurizio de Giovanni ha scritto il romanzo a sei mani Tre passi per un delitto (Einaudi Stile Libero 2020). Nel 2025 con Delitto di benvenuto (Einaudi), inaugura una nuova saga con protagonista il commissario Scipione Macchiavelli.












