Roberto Silvestri – Dove finisce il silenzio

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Editore Morellini / Collana Varianti
Anno 2026
Genere Giallo
334 pagine – brossura e ebook


“Il mio passato. La mia famiglia. Com’erano? Me lo chiede spesso. Anzi no. Forse me lo chiede meno di quanto dovrebbe. Ma è comunque troppo per me. Vorrei non aver avuto una storia e una famiglia. Vorrei poter dire che la mia vita è iniziata con lei”. (Riccardo)
Che romanzo. Letto d’un fiato, senza prendere respiro.
Quando ci si imbatte in un romanzo diverso nella trama, avvincente, profondo, è come respirare una boccata di aria nuova. Il fatto che poi si svolga a Genova ( io l’ho “visto” mentre leggevo!) e in Norvegia, paese che ho visitato fino a capo Nord e che mi è rimasto nel cuore, aggiunge punti a suo favore.
Durante la lettura ho percorso strade e zone note, avendo vissuto a Genova alcuni anni; ho viaggiato fra lande gelide e desolate, con rare casette di pescatori, passaggi di renne, fiordi affascinanti. Cambi repentini di tempo.

Ma la storia – la storia! – è la parte più intrigante.
In una zona signorile di Genova viene trovato il cadavere di un magistrato in pensione, noto per la sua rigorosità, la sua rettitudine morale. Al suo cospetto i due figli, Riccardo e Rebecca, ciascuno depositario di storie talmente dolorose da non riuscire neppure a portarle in superficie.
Gli investigatori restano senza parole quando Riccardo confessa: – Eravamo venuti per ucciderlo, ma qualcuno ha provveduto prima di noi -.
E infatti, il delitto rimane insoluto: nessuna prova, anche minima, e la faccenda a poco a poco passa nel dimenticatoio.
Ma la storia, quella vera, ha inizio prima, molti anni prima, con un padre dalla doppia vita: magistrato irreprensibile, marito violento e crudele, tanto da uccidere la moglie davanti ai figli, lasciando loro traumi non facilmente recuperabili. L’uomo riesce anche a fare accusare un innocente.

Riccardo si porta addosso da allora una tosse nervosa e delle manie, per cui è seguito da una psicologa. La sorella Rebecca è scomparsa, e solo dopo anni si scopre che si è trasferita in una landa remota della Norvegia dove vive il popolo Sami; ha cambiato nome. Lavora su un peschereccio. Questo rende l’idea di quanto danno riesca a produrre sulle persone una violenza familiare.
Il ritrovamento dell’arma del delitto innesca in Riccardo il desiderio di fare riaprire il caso e finalmente fare condannare il padre, così si reca con la compagna in Norvegia a cercare Rebecca. Da qui in poi , un susseguirsi di momenti drammatici, dolorosi.

Portare a galla il passato, un passato come il loro, fa male.
Tra presente, qualche flash back, molta introspezione psicologica, il lettore riesce a costruirsi un quadro perfetto dei protagonisti, soprattutto di Riccardo, perché Rebecca- che ora si chiama Liv – è sfuggente, dura, talvolta poco simpatica.
La storia procede con ritmo serrato e porta in superficie cose non dette, rancori, tensioni.
La violenza familiare lascia nelle vittime segni profondi e incancellabili, anche quando è ben mascherata: nei tempi odierni ne abbiamo prove quotidianamente. Da certe storie vengono a galla orrori mai confessati, traumi difficili da cancellare, che talvolta portano a epiloghi dolorosi. Come in questa storia.

Magnifico lo stile dello scrittore, asciutto, ma efficace, sia nelle descrizioni dei personaggi che dei luoghi (il paesaggio norvegese narrato in modo superbo).
“Ora il rumore delle gocce impetuose sulla lamiera diventa sempre più intenso. Il colore del panorama è tornato quello di qualche ora fa: un grigio opaco che rende tutto sfuocato anche se vicino.
…La tempesta ha sottratto la scena a tutto ciò che ci sta intorno”.
Quando, durante una lettura, si procede avvinti dalla storia e pare di vedere i luoghi – come ho già accennato – di conoscere i protagonisti, e soprattutto di vedere come si concluderà la vicenda, beh, direi che lo scrittore ha fatto centro!
Per me, promosso con lode.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Roberto Silvestri vive a Genova e da sempre progetta edifici pensati per la vita delle persone, mettendo al centro l’esperienza umana e i suoi aspetti più interiori. Da questo sguardo nasce il suo percorso narrativo, iniziato nel 2019 con il romanzo “Le risposte che non so darti”, menzione d’onore al Premio Letterario Città di Sarzana 2020. Sul sito www.robertosilvestri.it e attraverso i propri canali social racconta storie di vita contemporanea e di regioni estreme del Nord Europa, in dialogo costante con una comunità di lettori sempre più ampia.