Oriana Ramunno – Sangue su Berlino

260

Editore SEM
Anno 2026
Genere Thriller
384 pagine – brossura e ebook


“Danzarono, ma stavolta Hugo non aveva bisogno di scappare. Il mondo si stava disfacendo. Lui stesso stava cadendo a pezzi. Eppure, in quella danza lenta, ogni cosa tornava al suo posto. Le macerie di Berlino si sollevavano e ritrovavano la propria collocazione. Il duomo, il Rotes Rathaus, la Kaiser-Wilhelm si innalzavano dalla polvere, granello dopo granello. Le schegge di vetro si addensavano fino a far tornare intatte tutte le vetrine dei negozi ebrei. L’orologio scorreva al contrario. Quando la musica terminò, Hugo realizzò che era tutta un’illusione. Si accontentò di averla vissuta per qualche minuto.”

Sono davvero poche le storie che riescono a toccare il cuore conquistandone di diritto un angolo speciale, pochi i personaggi cui ci si affeziona tanto da diventare indimenticabili. E quando questo accade, quando la magia di una scrittura riesce a entrare così sottopelle e nelle ossa diventando parte di un vissuto emotivo, non ci si stanca mai di leggere, divorando ogni pagina, ogni dettaglio, totalmente immersi fra le pieghe di una narrazione da cui non ci si vorrebbe mai staccare.
È questo quello che succede con il nuovo romanzo di Oriana Ramunno, attesissimo seguito della serie con protagonista Hugo Fischer – di cui vi consiglio assolutamente di recuperare, se ancora non l’avete letto, il primo volume, tradotto in 15 Paesi e pubblicato in Italia nel 2021 da Rizzoli con il titolo “Il bambino che disegnava le ombre” e quest’anno ripubblicato da Sem in una nuova veste e con il titolo “Cenere” -, criminologo dall’intuito eccezionale e il cuore grande che lavora per la Kriminalpolizei di Berlino ai tempi della Germania nazista.

Questa volta Hugo, rientrato nella Berlino del 1944 devastata dai bombardamenti, si trova a dover risolvere il mistero che si nasconde dietro la morte dei coniugi Weidt, ritrovati senza vita nel proprio appartamento, due personalità di spicco del partito, lui luminare dell’oculistica e lei antropologa, collaboratrice di Robert Ritter al Centro di ricerca per l’igiene razziale, tenuta in altissima considerazione per i suoi studi sugli zingari. E anche se la soluzione del delitto sembra servita su un piatto d’argento, Hugo sente che qualcosa non torna e decide di continuare a investigare, trovandosi coinvolto in una spirale di eventi che lo porterà a scoprire segreti inconfessabili rischiando la sua vita stessa e quella di chi gli sta più a cuore.

Oriana Ramunno ci consegna una storia intensa, coinvolgente e intrigante, ricca di colpi di scena e densa di emozione, che intreccia sapientemente una trama gialla ben strutturata alla Storia con la “S” maiuscola, spalancando le porte sugli orrori di un tempo che abbiamo il dovere di non dimenticare e che s’impongono vividi alla coscienza, regalandoci personaggi straordinari che lasciano un segno indelebile. Primo fra tutti Hugo, che si conferma protagonista originale e carismatico, umanissimo, dotato di una sensibilità e di un’empatia eccezionali che lo rendono assolutamente unico, ma anche Edmund, suo padre, personaggio davvero ben riuscito che lascia la voglia di leggerne ancora, o Lukas Eder, aspirante aiutante di Hugo che vuole imparare da lui.

E come loro tanti altri, bambini, medici, oppositori del regime, specchio di un’umanità preziosa, incredibile, che commuove e tocca l’anima. Come specificato nelle note conclusive dell’autrice, infatti, nel racconto è possibile identificare persone realmente esistite che hanno avuto il coraggio di stare dalla parte giusta – come per esempio Otto Weidt, lo Schindler berlinese, o l’infermiera Maria Stromberger, che rifiutò la logica dello sterminio -, vere e proprie “luci nel buio che hanno fatto la differenza”, elemento potente di una narrazione che riesce a fondere armoniosamente fiction e realtà. Ed è proprio nell’incontro fra queste due componenti e nel loro intreccio sempre equilibrato, che risiede la forza pulsante di un romanzo da cui ci si separa a fatica, trascinati da una scrittura che avvolge, che si legge sempre con piacere e che riesce ad alternare con sapienza dialoghi significativi a descrizioni che colpiscono nel profondo.

“ L’Unter den Linden non era mai stato così grigio, nonostante le bandiere naziste che sventolavano rosse come fiamme. Era di notte, però, che Berlino risultava davvero mortificata. Dove un tempo scintillava un tripudio di luci e di insegne al neon che illuminavano una città che non dormiva mai, ora c’era il buio più profondo. Una sfumatura di nero salvifica, certo, perché i bombardieri perdevano i propri punti di riferimento, ma a volta troppo simile alla morte.”

Una storia intensa, quindi, necessaria, esperienza di lettura vibrante e assolutamente imperdibile, che lascia totalmente soddisfatti e che, restituendoci il ritratto autentico di un tempo crudele e spietato, può diventare spunto per riflessioni importanti.
Un ultimo accenno merita infine la copertina del romanzo, curata in ogni dettaglio e perfetta in ogni elemento. Dalla grafica accattivante all’immagine evocativa, attira subito l’attenzione grazie al contrasto di colori azzeccatissimo, rimanendo impressa nella memoria.

Linda Cester


La scrittrice:
Oriana Ramunno ha vissuto a Berlino prima di trasferirsi a Bologna. Nel 2021 ha esordito con il primo romanzo della serie del criminologo Hugo Fischer, tradotta in quindici paesi, fra cui Gran Bretagna e Stati Uniti. Per Feltrinelli sono usciti Cenere (Liberitutti, 2026) e Sangue su Berlino (Sem, 2026).