Clare Mulley – La spia che amava

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Editore 21lettere
Anno 2020
Genere Spy-story
550 pagine – brossura e epub
Traduzione di Valeria Cartolaro


Era una neonata piccola e apparentemente fragile, talmente fragile che i genitori temerono per la sua vita, e fu battezzata in fretta Maria Krystyna Janina Skarbek da un parroco locale, entro due settimane dalla nascita.

Krystyna cambiò nome, data di nascita, nazionalità parecchie volte. Nata in una famiglia benestante polacca, da madre ebrea, ereditò fin dall’infanzia il forte patriottismo paterno, arrivando così a voler combattere per il proprio Paese, la Polonia, quando questa venne minacciata dalle forze tedesche e russe.

Nel dicembre del 1939, i rapporti dei servizi segreti britannici riportarono che “un patriota polacco…esperto sciatore e grande avventuriero”, presentò un piano audace per raggiungere la Polonia occupata dai nazisti attraverso l’Ungheria, passando per i Carpazi. Il patriota era Christine.

Krystyna, poi conosciuta da tutti come Christine, fu una donna caparbia, avventuriera, indomita ma anche una donna fragile, la cui storia spesso si è intrecciata con uomini che non seppero resistere al suo fascino: fascino che spesso le salvò la vita. Sposata due volte, e con numerosi amanti, non fu però solo una donna di bellezza straordinaria.

Christine e Andrzey furono inviati a Belgrado il 30 giugno, ma era iniziata una nuova fase chiave del loro lavoro a Budapest.

Un viaggio, quello della vita di Christine, che ci porta da Londra a Budapest, e poi a Il Cairo e Istanbul, fino alle Alpi francesi e italiane dove la donna, dal 1944, ha collaborato con la Resistenza Partigiana. Una donna i cui compiti non erano solo di controspionaggio ma anche relativi all’aiuto per la fuga: grazie a lei infatti molti polacchi riuscirono a fuggire dai campi di prigionia ungheresi.

Nel 1940 la sezione D era stata chiusa. I suoi collaboratori migliori furono integrati nel nuovo SOE, un’organizzazione di sabotaggio politicamente connotata e modellata in parte sull’IRA. Era stata notoriamente lanciata da Winston Churchill nel luglio del 1940 con l’entusiasmante invito a “incendiare l’Europa”.

Ed è proprio grazie a Christine che arrivò a Churchill il microfilm in cui si parlava dell’Operazione Barbarossa, ovvero il piano nazista per l’invasione della Russia. Christine fu agente, spia, paracadutista e seguì tutte le procedure dell’addestramento anche se non amò mai usare le armi, preferendo in realtà una granata e un revolver.

Il 22 giugno 1941, una settimana dopo che Wilkinson ebbe licenziato Christine e Andrzej, Hitler lanciò l’operazione Barbarossa, l’invasione tedesca della Russia.

La sua figura, rimasta fino ad oggi sepolta, ci racconta di una donna che, vista l’epoca, non ebbe neanche il giusto riconoscimento a guerra finita, rimanendo una figura più legata ai consorti e agli amanti che al lavoro svolto in maniera efficace e senza remore. Claire Mulley ha avuto la grande forza e il grande merito di aver portato a noi la storia, raccontata nei minimi particolari, di una donna che ha avuto un impatto decisivo nella risoluzione della Seconda Guerra Mondiale.
Il romanzo è una biografia minuziosa delle sue gesta e dei suoi incontri amorosi ma specialmente ci presenta una donna tenace guidata dalla passione e dall’amore per la sua patria, costretta poi a vivere nell’indigenza gli ultimi anni della sua vita proprio a causa del suo essere una donna in un ambiente maschile, tanto che molti uomini che fecero parte della sua vita, riuniti in un circolo, cercarono a lungo di boicottare e censurare ogni forma di pubblicazione al riguardo.

“La spia che amava” è un volume adatto agli amanti della storia, e delle figure che a lungo non ricevettero l’onore meritato, che ripercorre tutti gli eventi che dall’inizio dell’ascesa fascista portarono poi alla caduta di Hitler e al riconoscimento della Polonia come stato comunista nel 1949. Ed è inoltre la storia di tutte le donne che, nelle guerre e dopo, svolsero mansioni e ruoli fondamentali ma non vennero mai riconosciute come tali se non moltissimi anni dopo.
In ogni pagina, in ogni riga, è possibile ritrovare il profondo e meticoloso lavoro svolto dall’autrice alla ricerca dei documenti – ogni fonte è fedelmente riportata – relativi a Christine, ai suoi amori, ai suoi divorzi e ai suoi spostamenti sul suolo.

Adriana Pasetto


La scrittrice:
Clare Mulley, autrice pluripremiata, presenza costante nei media inglesi, frequenta numerosi canali televisivi e radiofonici (BBC, History Channel, ITV, Channel 5, History Hit TV…). Scrive e si occupa di recensioni presso i giornali Telegraph, Spectator e History Today. Voce affermata in ambito storico-letterario, nell’aprile del 2019 ha presentato La spia che amava alla Camera dei Lord, nel Parlamento inglese.
Autrice anche di The Woman Who Saved the Children (2009) e The Women Who Flew for Hitler (2017).
Questo libro le è valso la medaglia Bene Merito della Repubblica di Polonia. Madrina onoraria del Wimpole History Festival, ha tenuto conferenze presso la Royal Albert Hall e la British Library. Ha partecipato alla giuria per il premio non-fiction della Historical Writers Association. Prima di dedicarsi alla scrittura ha lavorato per Save the Children e Sight Savers International. Vive nell’Essex con marito, tre figlie e un levriero.