Christian Verardi – La memoria dell’acqua

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Editore 8tto Edizioni
Anno 2025
Genere Giallo
272 pagine – brossura e ebook


Un luogo di lusso e benessere, ricco di fascino, meta di benestanti della zona e non solo, camerieri che si aggirano tra le sale, ghiaccio che tintinna nei bicchieri, acconciature sofisticate, automobili sfarzose: il Grande Albergo delle Terme, situato a Porretta Terme, nell’appennino bolognese (zona particolarmente cara anche a Francesco Guccini) negli anni Novanta del secolo scorso è al massimo del suo splendore, affollato di ospiti e personale di servizio, utilizzato anche come set cinematografico.

Trent’anni dopo, tutto è cambiato: l’albergo è chiuso, ormai un rudere infestato da ruggine ed erbacce, della sua antica fama resta a malapena uno sbiadito ricordo. Cosa è andato storto? Cosa non ha più funzionato? “In quale momento il tracollo ci ha trascinato via e abbiamo iniziato a piangerci addosso, a guardare andare tutto in rovina senza muovere un dito”? Quanti posti hanno subito la stessa sorte per incuria, incompetenza, indifferenza, senza che nessuno si sia opposto al declino con idee, energie, buona volontà, capacità di sognare un futuro diverso e migliore?

A fare da spartiacque, nel 1992, il ritrovamento del cadavere martoriato di una giovane donna ai bordi della strada, un ricordo che rimarrà indelebile nella memoria di chi ha rinvenuto il corpo, Romeo, un ragazzino che correva nei campi e che non potrà scordare mai più quello sguardo privo di vita. È lui il protagonista de La memoria dell’acqua (8tto Edizioni), romanzo d’esordio di Christian Verardi, ispirato ad un fatto di cronaca realmente accaduto.
All’ombra dell’Appennino tosco-emiliano, in un luogo dove l’acqua e la memoria sono una cosa sola e tutti sembrano avere una verità da nascondere, le stagioni si susseguono con i loro colori, i bambini sono diventati adulti con le loro difficoltà e i loro affetti. E l’acqua, in questo libro dove le belle descrizioni di paesaggi, di episodi, di stati d’animo sono pennellate con cura, ha davvero molta importanza, il suo scorrere ora placido ora tumultuoso, ora sotterraneo ora alla luce del sole, segue e anticipa i sentimenti di Romeo, la sua paura e il suo non arrendersi, la sua volontà di andare a fondo a quanto successo per dare finalmente una risposta ai tanti dubbi mai chiariti, per scoprire quello che il mondo degli adulti di allora voleva tenere segreto, nascosto. Per chiudere, dopo averlo fatto con gli occhi di Olga, la vittima adagiata sull’erba, anche la propria inquietudine, lasciarsi alle spalle gli inganni e dare finalmente giustizia a quella persona, che ha sempre sentito vicina.

Un giallo che indaga nelle pieghe della memoria, nei timori e nei sentimenti non solo dei protagonisti, ma anche di una comunità, sulle relazioni sociali che influenzano i comportamenti, su quanto viene taciuto ai bambini per comodità, sui cambiamenti che avvengono nei luoghi e nelle persone, a come ci si possa ribellare all’indifferenza e all’oblio, alla ricerca di un colpevole qualunque, a come si possa riuscire a non fuggire, a non voltarsi dall’altra parte, a sollevarsi dal peso dei ricordi più dolorosi: “Malati di noi stessi e del bisogno di un colpevole, non abbiamo reso giustizia alla vittima, tradita da questi luoghi e da chi li abita”.
Un linguaggio delicato e commosso, una riflessione su quanto quello che ci accade da piccoli, da adolescenti, ci influenzi per il resto della nostra vita, che racconta, con ritmo lento ed elegante, in una continua alternanza temporale, il protagonista bambino e quello adulto.

Mauro Cremon


Lo scrittore:
Christian Verardi, classe 1976, nasce a Bologna, ma vive da sempre a Porretta Terme. Ama lo sport in ogni sua forma, la musica, i film e i libri. Ma soprattutto ama scrivere. Ha partecipato alla Palestra di Scrittura di Enrico Brizzi nel 2012; più di recente ha affinato la sua passione per le parole e le storie grazie ai laboratori InRitiro dell’associazione SassiScritti. La memoria dell’acqua è il suo romanzo d’esordio.