Editore IDobloni / Collana Enigmi
Anno 2026
Genere Giallo/Noir
200 pagine – brossura e ebook
Questa giovane autrice per il suo romanzo d’esordio ha scelto una storia noir ambientata in un paese immaginario dell’Alto Adige che ha chiamato Freudhental.
La protagonista è Leni, una psicologa bolzanina che lavora nel Servizio Sanitario Nazionale.
Leni da diversi anni ha smesso di lavorare con i bambini e gli adolescenti, provata da un episodio che ha rischiato di distruggerla. Ed è proprio su questo che si apre il romanzo, con un prologo retrodatato in cui una madre accompagna una figlia adolescente alla stazione, da dove partirà per una gita degli scout. La scena colpisce perché quella madre potrebbe essere chiunque di noi: vorrebbe accompagnare la ragazza fin sul binario, ma lei non vuole, si vergogna e allora non lo fa. Si intuisce subito che quella sarà una scelta sventurata.
Nove anni dopo Leni accetta un incarico fuori sede, in un paese di montagna dove i pochi abitanti vivono in un loro mondo chiuso e isolato. Il caso è quello di un bambino che improvvisamente ha smesso di parlare. Leni deve capire il perché e si trova di fronte a un muro non solo di omertà ma anche di rifiuto della sua presenza.
La suspense è notevole, l’ambientazione cattura il lettore in una spirale di diffidenza, sospetto e paura. L’autrice è stata davvero brava, perché per tutte le duecento pagine ho visualizzato un paese sospeso tra buio e nuvoloni neri. Anche quando cadeva la neve, non si riesce a cogliere la luce, bensì i vicoli avvolti perennemente in un crepuscolo grigio, con i pochi passanti che si muovono lungo i muri. Mi sono ritrovata a pregare Leni di tornare a casa, a Bolzano, e di lasciarsi alle spalle quel triste Freudhental. Mentre vive l’ansia del presente, Leni ci racconta anche la vicenda che l’ha segnata nove anni prima.
Ci si affeziona a questa ragazza che ci appare molto sola, oppressa da un senso di colpa che in realtà non dovrebbe avere perché non si possono salvare tutti, in particolare non chi mente allo psicologo, o quanto meno omette.
La famiglia del bambino non attrae simpatie: il padre ostinato, la madre sottomessa, la zia autoritaria. Pian piano viene ricostruita anche la loro storia e nei loro silenzi scopriamo come la vita non abbia fatto sconti a nessuno di loro. Merito dell’autrice è anche di averci mostrato come ciò che capita in un secondo possa cambiare per sempre le persone e la loro esistenza, sfuggendo a scelte tranquillizzanti tanto più facili. Il personaggio di Berta ne è il paradigma, un personaggio straordinariamente complesso, sospesa, o meglio fluttuante tra lucidità e follia, delineata secondo me in maniera magistrale.
Il punto debole del libro è, a parere mio, nella parte finale. I colpi di scena – tre – sono tanti. Il primo è indispensabile, ma forse avviene in maniera un po’ troppo facile… Del resto siamo in un romanzo e io sospettavo già da diversi capitoli. Mi è piaciuto tanto il modo dolcissimo in cui Leni è riuscita a conquistare la fiducia del bambino.
Il secondo è quello più problematico, che riguarda Leni stessa (ovviamente non voglio spoilerare): a parere mio dovrebbe avvenire nella prima occasione utile, o quanto meno lì dare un indizio, anche piccolo, che però si conficchi nella testa del lettore. Così com’è, quando ci si arriva, si resta spaesati.
Del terzo non anticipo nulla, è un vero e proprio colpo di scena, un inatteso finale del libro. La scena è scritta benissimo e forse ci anticipa un seguito, chissà.
Un esordio davvero molto interessante, una scrittrice da tenere d’occhio.
Lilli Luini
La scrittrice:
Annelies Romanin: la lettura e la scrittura fanno parte di lei da sempre: tutto è iniziato un giorno, in una biblioteca scolastica, quando ha scoperto che leggere poteva essere un gioco meraviglioso. Nel 2022 questa passione l’ha portata a partecipare e a vincere il concorso Ladri a Milano con il racconto La ladra di Covi, pubblicato nell’antologia Ladri a Milano Vol. 3, accanto a nomi noti nel mondo della scrittura. Nello stesso anno il racconto Darthbue è stato pubblicato nella raccolta Racconti del Trentino-Alto Adige. Nel 2023 ha vinto il concorso di scrittura dell’Associazione D come Donna con il racconto Un viaggio senza viaggiare. L’anno successivo scrive Una morte stellata, un racconto noir che si classifica quarto al concorso C.I.B.O.
Da settembre 2025 collabora con Il Covo della Ladra e Il Calamaio Elettronico, dove scrive di libri e storie che la emozionano.












