Francis Brett Young – Cold Harbour. La casa degli orrori invisibili

418

Editore Agenzia Alcatraz / Collana La biblioteca di Lovecraft
Anno 2026
Genere Horror
312 pagine – brossura e book
Curatore e traduttore Lucio Besana


La Prima guerra mondiale è finita da qualche anno, la vita civile è ripresa, racconti di orrore e traumi vengono rielaborati, ferite del corpo guariscono ma spettri nuovi e antichi rimangono. I coniugi Wark sono nel sud Italia in vacanza, in un clima accogliente e panorami bellissimi, un idillio che volevano da tempo. Qualcosa però ha seguito la coppia fino a Capri, un peso, un’ombra di cui Ronald ed Evelyn Wake, adesso in compagnia di nuovi e vecchi amici, devono liberarsi. È successo qualcosa prima di arrivare in Italia, sono stati poche ore in compagnia di un’altra coppia, i Furnival. Quella casa nel Black country, quell’incontro, la conversazione, l’aria e l’atmosfera, tutto intorno a loro, li ha inquietati profondamente. Hanno sentito una presenza oscura, qualcosa che una coppia perbene e istruita al massimo legge nei racconti di spettri. Sono stati a Cold Harbour, in compagnia di un certo Mr. Furnival per poco tempo e hanno visto, percepito un male insidioso, profondo come le notti infernali. Devono fare qualcosa e intanto, sotto il cielo di Capri, Evelyn e Ronald raccontano.

Tacque. Aspettammo che continuasse. Non disse una parola. Per un attimo rimase immobile; la vita era come sospesa. Tutto era silenzioso come la morte. Non un fremito dagli olivi; non un sussurro dal mare; la montagna incombeva su di noi come una nuvola in assenza di vento; solo nel vuoto sopra di essa, dove la luna aveva proseguito il suo arco senza che ce ne accorgessimo, il blu ardente di Sirio pulsava attraverso la nebbia al chiaro di luna.

Cold Harbour, scritto nel 1924 da Francis Brett Young, tradotto e curato egregiamente da Lucio Besana, è un horror complesso, intrigante per struttura e scrittura. Atmosfere e tropi gotici si combinano pagina dopo pagina in un viaggio sempre più in profondità fino a evocazioni e immagini dell’orrore cosmico. Questa discesa avviene nel racconto di un’esperienza che continua a perseguitare i protagonisti, personaggi che raccontando sembrano provare a uscire da un pozzo solo per ritrovarsi in nuovi e continui abissi e poi fino a una sorta di scontro finale dove la verità di tutto il racconto e di tutta l’esperienza è stravolta, irriconoscibile. Un incontro casuale diventa un viaggio nel tempo e negli strati dell’oscurità del Male. I coniugi Ward parlano e intanto, alla ricerca di un senso razionale alla propria esperienza, diventano degli archeologi del fronte interiore e del tempo della presenza umana a Cold Harbour.

Una presenza che è insieme antica e moderna, alla periferia di una regione, la “Black Country” che è il centro minerario dell’Inghilterra, il luogo dalle cui viscere si è estratta l’energia per far funzionare la macchina della Rivoluzione industriale con i suoi cieli neri climalteranti. Il racconto della coppia è un caleidoscopio di possibilità per la lettrice e il lettore. Sono testimoni sotto shock che cercano di capire quello che è successo svolgendo l’esperienza con i propri amici e conoscenti. Al centro del racconto c’è il signor Furnival, un villain gotico eccezionale, carismatico, con i tratti e le manie del genio occidentale ma anche le sue tare e cecità. Capace di esercitare un grande fascino e allo stesso tempo di provocare una reazione ancestrale di repulsione e allarme. Cosa infesti le lande di Cold Harbour e i sogni dei Ward, un demone, un fantasma, un abilissimo manipolatore, è un mistero strutturato che rende la lettura del romanzo ulteriormente appagante e costituisce parte essenziale della qualità complessiva del libro. Quello che scorre sottotraccia, tra evocazioni di riti innominabili e ansie incontenibili, sono vari modi in cui l’individualità, “l’anima”, può essere strappata dal corpo.

Se volete un parallelo, la differenza tra la guerra spirituale di duemila anni fa e quella di oggi è la stessa tra una carica di lancieri e un’ondata di gas velenoso, o la diffusione di germi nocivi. I poteri delle tenebre non combattono più allo scoperto, ma in segreto, e in modo vicario.

Questa storia di demoni e fantasmi e maledizioni, così gotica e così allo stesso tempo moderna dove donne e bambine rimangono bloccate in una casa isolata per volontà di uomini ossessionati, in cui incantesimi culturali e costrizioni economiche sembrano parte di un orribile rito occulto che potrebbe essere solo un delirio nevrotico anche se l’inconscio grida che qualcosa, insieme inconoscibile e reale, sta davvero avvenendo e vite e anime sono a rischio. Bella edizione, piena di cura e attenzione, per un romanzo che si può ben considerare un classico dell’horror.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Il britannico Francis Brett Young (1884-1954), romanziere, poeta, drammaturgo e compositore, durante la Prima guerra mondiale servì come ufficiale medico nel Royal Army Medical Corps, prestando servizio in Africa orientale. A causa delle dure condizioni climatiche e delle malattie contratte fu congedato nel 1918 e non poté più esercitare la medicina.
Queste esperienze influenzarono profondamente la sua produzione letteraria, portandolo a scrivere opere come Marching on Tanga (1917), un resoconto delle sue esperienze belliche, e The Young Physician (1919), ispirato ai suoi primi anni nella professione medica. È noto per i suoi romanzi ambientati nelle Midlands inglesi (“Mercian novels”) in cui esplora i cambiamenti sociali e morali dell’Inghilterra del primo Novecento.
La prosa lirica e i personaggi e paesaggi vividi lo resero popolare nel panorama letterario inglese del primo Novecento, e nel 1930 ricevette il James Tight Black Memorial Prize per la narrativa, uno dei premi più rispettati nel Regno Unito. Nella sua produzione variegata trova spazio anche l’orrore psicologico di Cold Harbour, pubblicato nel 1924.