Editore Solferino / Collana Narratori
Anno 2026
Genere Noir
272 pagine – brossura e ebook
Abbiamo un immenso potere: sensibilizzare rispetto a una realtà ancora troppo trascurata. Non è una guerra contro i maschi. È piuttosto una lotta contro l’ingiustizia.
Si legge in un giorno il nuovo romanzo di Marilù Oliva, inarrestabile scrittrice, saggista e docente di lettere bolognese arrivata alla sua diciannovesima opera.
Abbiamo imparato a conoscere la poliedricità dell’autrice, capace di pubblicare romanzi tra i più disparati, passando dai bestseller mitologici, ai noir, ai saggi, ai libri per ragazzi e tanto altro.
Sempre con un fortissimo focus sulle donne, i suoi personaggi sono difficili da dimenticare: dalla Guerrera Alice Guerra, alle Sultane, a Bianca in Biancaneve nel Novecento, alle donne della mitologia e della Bibbia. Donne dalle mille sfaccettature, che hanno combattuto, sofferto, subìto, trionfato, sempre con quell’orgoglio che contraddistingue il sesso femminile.
Questa volta Oliva ci conduce nella Via delle Streghe, vicolo nel centro della città petroniana, nella quale vivono quattro donne, vicine di casa e diversissime tra loro per età, estrazione, carattere.
Conosciamo Serena, poco più che trentenne: ha perso la sorella in circostanze violente, il suo ex fidanzato l’ha uccisa brutalmente e per mancanza di prove l’ha fatta franca. L’avrebbe rifatto, sicuramente, e questo pensiero turba talmente tanto Serena che la sua vita è come sospesa. È appassionata di kung fu ed è fidanzata con un poliziotto.
Poi c’è Zulmira, settantenne, cresciuta in una famiglia contadina che aveva compreso le sue potenzialità fin dalla sua tenera età: prediceva il futuro, preparava pozioni con le erbe. Ora le coltiva nel suo terrazzo, dove convivono amabilmente cicuta e marijuana. Un figlio che si vergogna di lei tanto da escluderla dalla sua vita, tranne quando si autoinvita a mangiare le lasagne.
Segue Magalie, quarantaquattro anni, figlia di una haitiana, docente universitaria, studia anche il fenomeno storico e antropologico della stregoneria e ne insegna Adottata quando aveva sei anni dopo che il padre ha ucciso di botte la madre, è finita in una famiglia a dir poco discutibile, ma che non le fa mancare niente. Alla nascita di una figlia, Angelica, le cose però cambiano.
Infine Iside, il nome di una delle divinità più importanti dell’antico Egitto, vent’anni e tanta voglia di cambiare il mondo. Intanto ha cambiato se stessa, una transizione che aveva sognato sin da quando aveva compreso che quel corpo maschile non le apparteneva. Si sarebbe librata come una farfalla, finalmente. Solo che si ritrovava su una sedia a rotelle. Informatica con la passione per l’hackeraggio, cerca l’amore ma trova solo illusioni.
Quattro donne che non si conoscono, ma che condividono lo stesso pensiero e per questo fanno nascere la Congrega. Tra tisane, torte e chiacchiere, gli incontri sono dei veri e propri sabba, in cui l’obiettivo è trovare il modo di rendere giustizia – al di fuori dei tribunali – alle vittime di femminicidio punendo i loro carnefici.
Come sempre, quando si legge un romanzo di Marilù Oliva i temi trattati sono molteplici, primo fra tutti una società che, nonostante faccia qualche passo verso l’uguaglianza dei sessi, rimane ancorata al passato. Lo è nei giudizi, lo è anche nei processi, si evidenzia ogni giorno e a tutti i livelli.
Donne sempre un passo indietro, che hanno fiducia nei propri mariti e compagni, sempre se rispettano le regole, che non si allontanano dal loro campo d’azione. Ma le quali, appena cercano di sconfinare, ne subiscono le terribili conseguenze.
Questo sin dai tempi antichi, quando appunto le donne che riuscivano a guarire attraverso le erbe medicinali venivano considerate delle streghe e messe al rogo. Interessante la storia di Gentile Budrioli, studiosa di astrologia e di erbe medicinali, che fu messa al rogo dall’Inquisizione nel 1498 a Bologna con l’accusa di stregoneria.
L’autrice scrive di non aver citato i casi di cronaca, ma non si riesce a non pensare, attraverso questa narrazione, a Giulia Cecchettin o alla Tramontano, alle tante – troppe – donne uccise dai propri compagni, anche quando non c’erano state delle avvisaglie che avrebbero fatto presagire quei gesti estremi.
Si parla di sorellanza, di quanto un legame possa essere fortissimo al di là del grado di parentela. Di come l’unione, la complicità e l’amicizia possano scalfire il muro dell’indifferenza. Della voce sempre più forte che si diffonde creando un’eco che disturba e che non abbassa il volume. Di voglia di cambiamento cominciando dalle scuole, perché se invece di infliggere pene più severe si educasse al rispetto e all’uguaglianza, vivremmo in un mondo migliore. Perché farsi giustizia da sole non è la soluzione. Perché vogliamo che i nostri figli vivano in un mondo migliore del nostro.
Tutti possiamo fare le magie. Le facciamo ogni giorno. Solo non ce ne rendiamo conto.
Cecilia Lavopa
La scrittrice:
Marilù Oliva, nata a Bologna, è scrittrice, saggista e docente di lettere. Collabora con diverse riviste ed è caporedattrice del blog letterario Libroguerriero. Per Solferino ha pubblicato i bestseller mitologici L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre (2020), L’Eneide di Didone (2022), L’Iliade cantata dalle dee (2024), La Bibbia raccontata da Eva, Giuditta, Maddalena e le altre (2025), il romanzo Biancaneve nel Novecento (2021), il saggio I Divini dell’Olimpo (2022) e le riedizioni di tre dei suoi noir di successo, Le Sultane (2021), Repetita (2023) e Questo libro non esiste (2025, Premio Scerbanenco dei Lettori). Con il saggio Atlante goloso del mito (Rizzoli 2024), ha vinto il Premio Bancarella Cucina 2025.












