Barbara Comyns – L’albero di ginepro

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Editore Safarà
Anno 2026
Genere Gotico
256 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Cristina Pascotto


“Me ne ero completamente dimenticata; ma ora, in quella brutta strada piena di automobili in fila, mi tornò in mente con grande chiarezza ed era come se fossimo ancora al Cespuglio Ardente, sotto l’albero di ginepro con le gazze che saltellavano tra i rami più in alto, e io le stessi facendo quella promessa solenne.”

Dopo un periodo difficile e solitario a Londra, Bella, madre single della piccola Marline, ritrova equilibrio e felicità a Twickenham, dove si trasferisce per gestire un piccolo negozio d’antiquariato. Le giornate trascorrono serene e Bella, grazie all’amicizia e all’affetto di Gertrude e del marito Bernard Forbes, sembra aver dimenticato l’amarezza e le insicurezze di un tempo, imparando anche a convivere con la cicatrice che le sfigura il volto, ricordo indelebile di un terribile incidente in cui è stata coinvolta molti anni prima. Ma il destino sa essere imprevedibile e i coniugi Forbes rivelano un lato totalmente inaspettato, minando le certezze di Bella. Un’ombra oscura aleggia spietata sulla sua vita, minacciando di trasformare quello che sembra un dolce sogno in un incubo senza ritorno.

Dopo “Chi è partito e chi è rimasto”, “La ragazza che levita” e “Le sedie crudeli” Safarà – casa editrice indipendente dal catalogo sempre molto interessante – prosegue la pubblicazione delle opere di Barbara Comyns, autrice inglese di notevole talento, scomparsa nel 1992 e le cui opere sono considerate piccoli capolavori del genere gotico.
Inquietante, magnetica e seducente, L’albero di ginepro è una rivisitazione moderna dell’omonima fiaba dei fratelli Grimm, di cui riprende le atmosfere oscure e il sostanziale nucleo narrativo, evolvendo in una trama reinterpretata in chiave contemporanea, ben costruita, potente e accattivante. Una storia che si dipana sinuosa, affilata, che penetra lenta nella coscienza, invischiata in una spirale di ansia sottesa. Quella che incombe costantemente sulla vita della protagonista, Bella, personaggio femminile che si sviluppa e cresce in quel contrasto fra luce e ombra, presente e passato, libertà e soggezione, che è fulcro della sua stessa vita e contemporaneamente cuore pulsante di una narrazione densa di presenze soffocanti, che si fa tesa, angosciante e sinistra man mano che il racconto si palesa nelle sue sfumature più tragiche, risolvendosi solo nel finale, unico momento di reale speranza.

Un’esperienza di lettura davvero di alto livello, che tocca l’inconscio, coinvolge nel profondo e lascia pienamente soddisfatti, cullati dall’incanto malinconico di una prosa evocativa, poetica e sempre elegante – di cui è possibile apprezzarne la cifra grazie all’ottima traduzione di Cristina Pascotto –, espressione del valore di un’autrice che non ci si stanca mai di leggere. Un ultimo accenno merita in conclusione la copertina del romanzo, davvero molto bella e curatissima in ogni dettaglio. Evocativa, particolare e magnetica, riesce, grazie all’immagine originale e ai colori intensi, ad attirare subito l’attenzione distinguendosi e rimanendo impressa al primo sguardo.

Linda Cester


La scrittrice:
Barbara Comyns (Bidford-on-Avon, 27 dicembre 1907 – Stanton upon Hine Heath, 14 luglio 1992) è stata un’artista e scrittrice inglese. Nata in una famiglia della piccola nobiltà decaduta, inizia a illustrare e scrivere all’età di dieci anni, dimostrando fin da subito un talento precoce e quello sguardo acuto e trasognato che sarà in seguito la cifra inconfondibile del suo stile. Pubblica i primi romanzi intorno ai quarant’anni e nel frattempo, navigando acque finanziarie spesso tempestose, attraversa molteplici vite, come modella, arredatrice di interni, allevatrice di barboncini, antiquaria, restauratrice di pianoforti e copywriter. Alla fine degli anni Cinquanta critici e lettori si accorgono della profonda originalità del suo talento e del valore delle sue opere, frutto di una singolare combinazione di meraviglioso e grottesco, suscitando l’ammirazione di letterati e scrittori come Graham Greene e nutrendo una comunità di appassionati sostenitori che non smetterà mai di crescere, la cui eco arriverà fino ai giorni nostri. È autrice di undici romanzi, oggi più che mai considerati piccoli capolavori della letteratura gotica. Le sue opere sono in corso di pubblicazione per Safarà Editore, che ha già dato alle stampe Chi è partito e chi è rimasto, La ragazza che levita e Le sedie crudeli.
«Il mondo di Barbara Comyns è strano e meraviglioso. La si potrebbe addirittura definire un genio dimenticato».
The Guardian