Jean-Yves Le Borgne – Libertà colpevole

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Editore Carbonio / Collana Cielo Stellato
Anno 2025
Genere distopico
208 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Francesca Bononi


Francia, nel futuro.
Théo è un professore universitario di mezza età, vive a Parigi in una bella casa, conduce una vita normale, senza eccessi, circondato dal prestigio e il benessere che una buona posizione sociale garantisce. Un giorno decide di ufficializzare la sua relazione amorosa con Léa. I due non intendono sposarsi ma la procedura di “coniugalizzazione” appone una sorta di sigillo di Stato su una relazione sentimentale e sessuale e ha dei benefici, il principale è quello di poter viaggiare insieme, registrarsi in un albergo. La procedura prevede un controllo della sicurezza e salute emotiva della relazione attraverso un colloquio con un funzionario, un interrogatorio in realtà, per accertarsi che la relazione non sia abusiva in alcuna accezione del termine.

Scorrendo le pagine la lettrice e il lettore cominciano a comprendere che la Francia di Libertà colpevole ha attraversato un radicale cambio di regime e i rapporti personali, ma non solo, sono sotto la sorveglianza, più o meno discreta, di uno Stato, in qualche modo, “moralista”. Il lutto per la recente morte del padre, l’interrogatorio, causano uno strano momento di lucidità per Théo che si mette in viaggio. Lontano dalla capitale comincia un comodo e insieme tormentato vagabondaggio per la campagna francese in cerca dei resti del mondo passato.

“Il sesso è diventato più un crimine che un piacere. Almeno, questa è la visione imposta dalla società. Lei stessa poco fa parlava dei giudici e delle loro domande su costrizione e violenza. I nostri padri, oggi, sarebbero considerati depravati, viziosi, dissoluti. Il comportamento del cittadino responsabile consiste anche nel riconoscere la fine di una libertà e nel trarne le conseguenze, qualunque sia la propria opinione personale”.

Questa di Jean-Yves Le Borgne è una distopia soft. La proprietà privata non è stata abolita ma limitata, così come la libera circolazione dei cittadini. Nessuna tecnologia avanzata, il controllo di massa è low tech, gestito principalmente da impiegati e piccoli burocrati al servizio di un comitato di salute pubblica che supervisiona la cittadinanza. Il sistema sembra impegnato a immettere un’etica pubblica condivisa nella sfera privata in una negazione della privacy che si spinge fino ai rapporti interpersonali come rimedio a un supposto “allarme morale”. Lo scenario è suggerito e in nessuna pagina si mostra la repressione dello Stato in quella che appare una repubblica ideale “woke” in cui il protagonista all’improvviso si sente fuori posto, a gestire un disagio per una idea di libertà confusa che non sente più libera. È un romanzo scritto bene, con descrizioni puntuali e uno svolgimento scorrevole. A volte il debito con le atmosfere, le ambientazioni tipiche, il nucleo della critica alla contemporaneità di Houellebecq, è eccessivo, quasi derivativo.

Libertà colpevole è un buon esercizio narrativo e polemico contro certe tendenze della società di massa contemporanea, su cui l’autore vuole suonare l’allarme, per noi e per i posteri. Un sottotesto conservatore nella tradizione del distopico francese che merita rispetto e ricorda che il genere non è progressista per sé.
Molto interessante è il finale, che lasciamo a chi leggerà, che prova ancora una volta che l’inconscio strepita per dire la verità quando si scrive. Sempre più indizi portano a pensare al woke come quasi una psyop per distrarre da altre questioni. Il meme dai capelli blu grida per far crollare l’ordine liberale e l’Occidente è un mito utile per una certa parte politica, un complotto americano contro l’Europa e i suoi valori invece sembra davvero, ogni giorno di più, reale.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Jean-Yves Le Borgne è uno dei più noti avvocati penalisti francesi. Figura di riferimento del mondo giudiziario e voce autorevole del dibattito giuridico d’Oltralpe, ha pubblicato saggi di rilievo come La garde à vue: un résidu de barbarie (2011), Changer la justice (2017) e Accusés, levez-vous (2022), nei quali indaga i limiti e le contraddizioni della giustizia contemporanea. Libertà colpevole (2025) è il suo primo romanzo.