Editore Rizzoli / Collana Le narrative
Anno 2026
Genere Giallo
240 pagine – brossura e ebook
“Lui ammirava affascinato e intanto pensava che questo famoso Sessantotto non gli sembrava più un passaggio così epocale, ma solo uno dei tanti, infiniti capitoli della commedia umana”.
Sorpresa, questo romanzo. Quando una storia, che possiamo definire gialla, riesce a farti soffermare, riflettere a ogni pagina, significa che la definizione di “giallo” è molto riduttiva. Qui c’è tanto, tanto di più.
La trama, in breve.
C’è Alberto Novelli, un padre – anche se del padre ha molto poco – che viene trovato morto, ucciso da un colpo di pistola, suicida senza ombra di dubbio, visto il messaggio che ha lasciato. Messaggio enigmatico, però: “Conveniva a tutti”.
C’è un figlio, Pietro Novelli, che vive all’estero, dopo un’infanzia con due genitori inesistenti dal punto di vista affettivo, e che si è faticosamente costruito una vita, una specie di famiglia, tenendosi il più discosto possibile dalle emozioni.
Quando il commissario Peppuccio Loporto lo convoca in Italia per la morte del padre, Pietro parte controvoglia senza immaginare che quei pochi giorni che verranno porteranno un uragano nella sua vita, nei suoi (pacati) sentimenti, nelle sue certezze!
Loporto, bel personaggio, vicecommissario venuto dal Sud con ambizioni di carriera, vede in questo caso la possibilità di qualcosa di diverso e si appassiona, diventando addirittura amico di Pietro, con cui simpatizza immediatamente.
Per Pietro questo ritorno è traumatico. Per la prima volta, dopo anni, ritrova oggetti, memorie; ritrova soprattutto il mondo di questo padre (che non voleva esserlo) e lo “vede” con occhio diverso. Non con occhio di amore filiale, che non nasce a comando, ma più umano. Cerca di capire le sue motivazioni, certi suoi comportamenti.
Prova per lui sentimenti contrastanti: pena? Maliconica tenerezza? Rabbia, anche?
Il momento più drammatico arriva però quando – alla vigilia del ritorno verso la sua tranquilla quotidianità – gli viene recapitata una lettera del padre, lunga, impregnata di dolore, che gli rivela un segreto terribile. Tutto a questo punto è messo in discussione. Persino il suicidio. Persino la paternità. E qui lascio il seguito al lettore.
Romanzo, come ho già accennato, che attraverso la vicenda ci fa rivivere tutto il Sessantotto (specie a chi, come la sottoscritta, in quegli anni frequentava la scuole superiori e che ha vissuto il periodo da spettatrice).
Un esame crudo, disincantato, a più voci. Non solo dalla lettera di Alberto Novelli al figlio, ma dal lungo colloquio con uno dei “capi” di allora, e che ora, perfettamente integrato nel sistema, è passato dalla parte più comoda della barricata, diventando un potente e ricchissimo banchiere.
Si parla di mancato coraggio a prendere posizioni; di grandi ideali, ma pure di aspettative deluse. Di strade che, alla fine, non portavano da nessuna parte.
“Non esistono poteri cattivi da abbattere e sostituire con poteri buoni, il potere non è né buono né cattivo, è neutro e immutabile, sembra che cambi a seconda di chi lo esercita, ma succede il contrario : è il potere che lentamente modella e uniforma chi lo raggiunge”.
Un ritratto impietoso del Sessantotto: “A volte gli ideali finiscono nel sangue, più spesso in poltrona”.
Il romanzo è anche il lungo ritratto dolente di un rapporto padre – figlio, con un tentativo, se non di affetto, almeno di comprensione. Perché, a dispetto delle generazioni tra loro, del distacco, delle vite diverse, il Pietro che ritorna a casa (??) non sarà più lo stesso che era arrivato a Milano pochi giorni prima, credendo di liquidare tutto in poche veloci formalità. Un romanzo, perciò, poco giallo e molto psicologico, sui sentimenti; sulla memoria storica, sugli errori del passato, sulle delusioni. Sui silenzi colpevoli. Sulle dinamiche familiari difficili.
Consigliato.
Rosy Volta
Lo scrittore:
Franco Currò, giornalista, una lunga carriera cominciata all’ANSA e poi in vari quotidiani e periodici, fino all’approdo nel 1997 alla comunicazione d’impresa a livello strategico, prima come direttore della Comunicazione di Fininvest, quindi come consulente, lavorando a stretto contatto con la presidente Marina Berlusconi.
fonte: ANSA.IT












