Blogtour: Paolo Roversi – Il mestiere del buio

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Paolo Roversi è un giallista, sceneggiatore, docente per la scuola Holden e autore di soggetti per teatro, cinema e serie Tv. Ha scritto per diverse case editrici molti romanzi, tradotti in otto paesi. Per Il Battello a Vapore ha pubblicato quattro avventure del giovane detective Ricky: Il mistero dell’Ombra dell’alba, Il segreto del Barone Rosso, Tutankhamon – La maledizione del Faraone bambino e Il codice segreto di Leonardo.

Dal 22 settembre 2026 è disponibile il suo nuovo romanzo, Il mestiere del buio, edito da Piemme, nel quale inaugura un nuovo personaggio: Lorenzo Visconti, detto il Drago. Inoltre, è il primo di una nuova saga, Le indagini di via Gluck.

Nel frattempo, è partito un blogtour – del quale facciamo parte anche noi – che evidenzia i diversi temi del romanzo. Noi ci occupiamo di:

L’animalismo militante e la piaga del traffico illegale
Il lato animalista del Drago e la sua lotta contro il traffico di cuccioli e animali esotici.

Ecco un estratto:
“Torno a concentrare la mia attenzione su Sonia; ci conosciamo da parecchio. Gestisce l’ambulatorio nello stesso palazzo dove abita. Sopra c’è il suo appartamento, così può scendere in qualsiasi momento per le emergenze. Casa e bottega. Per gli animali che arrivano qui dentro è una fortuna. E pure per il sottoscritto. Il nostro rapporto si basa su un accordo che abbiamo ribattezzato la legge del Drago. Lei mi rimette insieme quando torno a pezzi: tagli, escoriazioni, costole incrinate, punti saltati, ferri da estrarre dalla carne. Tutto quello che può evitarmi una visita al pronto soccorso con annessa serie di domande scomode da parte delle autorità. Io, in cambio, mi occupo delle persone che fanno male agli animali. Cani presi a bastonate, gatti bruciati con gli accendini, bestie torturate per noia o per crudeltà. La veterinaria mi fornisce i nomi. Io faccio il resto. Applico il contrappasso a quegli stronzi. È un sistema molto efficiente.

«Quindi questa non vale come visita di controllo?» chiedo.

Lei non ride. C’è dell’altro, ne sono certo.
Allunga la mano verso un cassetto e recupera una pagina piegata di giornale. Mi aspetta una paternale. L’articolo che mi mostra racconta di due uomini trovati legati come bestie vicino a una cascina abbandonata.

«Sai niente di questa bravata degli Animal Liberation Militia?»

«Bravata? A me pare che abbiano fatto qualcosa di buono.»

Non è la prima volta che affrontiamo l’argomento. Gli ALM sono una scheggia impazzita, fuoriuscita dal Fronte di Liberazione Animale. Quelli storici si limitavano a sabotaggi e liberazioni, sempre evitando la violenza contro le persone. Questi, invece, la pensano in modo diverso. Occhio per occhio. Se fai del male a una creatura, qualcuno farà del male a te. Usano nomi di battaglia, si coprono il volto e operano come una piccola cellula clandestina. Liberano animali dalle gabbie, li portano in rifugi sicuri, levano i microchip se presenti e poi spariscono. A volte Sonia ha dato loro una mano, curando degli animali che avevano salvato.

«Sono degli estremisti» ribadisce.

«Non mi importa, io sono un cane sciolto. Niente sigle, niente comunicati, niente maschere. Quando qualcuno tortura una creatura indifesa, vado a trovarlo: una visita privata che si ricorderà.» Indico la pagina del giornale. «Quelli invece hanno deciso di farne una guerra. Si organizzano, pianificano, si danno nomi di battaglia. Sono più… sistematici.»

«E tu li aiuti.»

«Ogni tanto. Ma non faccio parte del gruppo. Non mi interessano le loro riunioni o i loro proclami. Però, quando devono tirare fuori qualche bestia da un posto dove è meglio entrare in due o tre, mi chiamano. Oppure quando serve qualcuno che tenga a bada gli aguzzini mentre loro liberano gli animali.»

Sonia sospira. Sorrido: non devo essere un gran spettacolo con un cerotto in faccia e un occhio livido.”

Questa la sinossi, in attesa di leggere il romanzo per voi:
A Milano tutto si compra e tutto si vende. La metropoli corre veloce: grattacieli, eventi, milioni di euro in movimento. Ma basta allontanarsi dalle rotaie dei tram del centro per scoprire un’altra realtà: quella dei magazzini abbandonati, dei serragli clandestini e delle persone che scompaiono senza lasciare traccia. Lorenzo Visconti, detto il Drago, esce dal Policlinico dopo cinque giorni di ricovero. Tre uomini mascherati lo hanno accoltellato sotto casa. È vivo per miracolo, ma deciso a scoprire chi vuole farlo fuori. Ex poliziotto espulso dalla Questura, investigatore senza licenza né padroni, vegetariano per scelta e allergico alle ingiustizie, il Drago attraversa la città in sella alla sua Ducati Monster seguendo un istinto che raramente sbaglia. Così quando Yichen, il giovane assistente di una clinica veterinaria, finisce in carcere con l’accusa di appartenere a un’organizzazione criminale internazionale, il Drago si convince che qualcuno stia cercando di incastrarlo. Quell’arresto, infatti, è soltanto l’inizio di una vicenda in cui si intrecciano traffici di animali esotici, denaro sporco, ricatti, sparizioni e segreti che qualcuno è disposto a proteggere a qualsiasi costo. E più il Drago si avvicina alla verità, più diventa evidente che dietro fatti solo in apparenza scollegati si nasconde un disegno più vasto. Dalla palestra Carnera ai ballatoi di via Gluck, da Chinatown e via Padova ai depositi intorno alla Stazione Centrale, Paolo Roversi costruisce un noir teso e contemporaneo, che si inserisce nella grande tradizione della Milano nera di Scerbanenco.