Giancarlo De Cataldo – Io sono il castigo. Un caso per Manrico Spinori

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Editore Einaudi / Collana Stile Libero Big
Anno 2020
Genere Giallo
240 pagine – brossura e epub


A Roma, in un mercoledì piovigginoso di novembre, al Teatro Comunale va in scena Tosca, di Giacomo Puccini. Tra gli spettatori, molti dei quali abitué, melomani, grandi appassionati d’opera, spicca ai nostri occhi un uomo di mezza età, dai capelli grigi, con un volto dai tratti fini e di una bellezza classica. Si tratta di Manrico Spinori, Rick per gli amici, Sostituto Procuratore della Repubblica, che è costretto a recarsi sul palcoscenico di ben altra tragedia:  un incidente mortale in cui ha perso la vita un soggetto bianco di circa settanta anni, vestito in maniera eccentrica ed antiquata.
A un primo sguardo la sensazione di déjà vu che viene confermata poi dall’identità della vittima. Si tratta di Ciuffo d’oro, nome d’arte di Mario Brans, cantante, idolo delle masse popolari negli anni sessanta e settanta. Alla guida dell’autovettura, Gilberto Mangili, autista e tutto fare, rimasto illeso se non per qualche escoriazione e contusione da poco, che sostiene di aver perso il controllo della macchina pur mantenendo una velocità moderata e in condizioni atmosferiche non disperate. Dopo le prime indagini e analisi sulla vettura appare chiaro che qualcuno ha manomesso il tubo che porta l’olio ai freni, e si arriva a formulare l’accusa di omicidio.

Manrico Spinori si trova a capo dell’inchiesta guidando un nuovo gruppo di agenti, tutte donne, che come ogni neonato gruppo si trova a dibattersi tra incomprensioni, cercando di appianare le differenze e di approfittare delle spiccati doti investigative di ognuna di loro. Deborah Cianchetti, ispettrice, alta un metro e ottanta, capelli a caschetto, di una bellezza irruente quasi quanto il suo carattere volitivo e impulsivo. Gavina Orru, di origine sarda, piccoletta, occhialuta, una vera maga delle rete. Sandra Vitale, una quarantenne dai modi gentili che riuscirebbe a far confessare chiunque con naturalezza e facilità.
Manrico, consapevole del fatto che un tale omicidio ha bisogno di forza e freddezza, ingredienti che si alimentano nel fondo di ogni vita, guida la sua squadra in un’indagine che affonda nel passato della vittima andando a togliere maschere, plasmate con metodo nel corso di un’esistenza.

“Io sono il castigo”, è il primo romanzo di Giancarlo De Cataldo, in cui dà vita a un personaggio davvero particolare che sicuramente diventerà protagonista di tante altre storie che ci appassioneranno, come a me è successo in questa. Manrico Spinori, di nobili natali, che vive con l’anziana madre vittima di ludopatia, dopo aver divorziato dalla moglie con la quale condivide un figlio, Alex, poco più che adolescente, che vive in libertà le sue aspirazioni canore. Un uomo grande, appassionato dell’opera e di donne, verso le quali dimostra non solo un interesse fisico ma anche spirituale, con le quali condividere attitudini e passioni intellettuali. Un magistrato che ricerca un parallelismo in ogni inchiesta che si trova ad affrontare con le opere liriche, certo del fatto che in esse sia già stato raccontato tutto delle pulsioni che muovono verso il delitto.

“non esiste esperienza umana – delitto incluso – che non sia già stata raccontata da un’opera lirica.”

Un romanzo noir che grazie a uno stile semplice ci lascia scivolare sulle parole come sulle note di una melodia, attraverso lo sbrogliare della trama, conducendoci a ficcare il naso nelle debolezze dei suoi personaggi, servendosi anche del dialetto romano che aggiunge ritmo alla narrazione.
Una storia in cui ci si addentra in un dolore al quale non è possibile abituarsi; dove si cerca di giudicare ogni reato secondo le medesime regole; dove la città di Roma ci viene mostrata anche lontana dai luoghi di maestosa bellezza ma rivelata negli angoli in penombra dove le vite restano relegate nell’anonimato; dove percepire la maniera in cui un sentimento ci obbliga nelle azioni togliendoci la libertà di scegliere; dove si intuisce la possibilità di felicità e lo scarso interesse di molti nei riguardi delle verità; dove ci si interroga sulla differenza tra nemesi e castigo.

“La colpa, semmai, è quella di scambiare la vendetta per giustizia.”

Federica Politi


Lo scrittore:
Giancarlo De Cataldo è nato a Taranto e vive a Roma. Per Einaudi Stile libero ha pubblicato: Teneri assassini (2000); Romanzo criminale (2002 e 2013); Nero come il cuore (2006, il suo romanzo di esordio); Nelle mani giuste (2007); Onora il padre. Quarto comandamento (2008) ; Il padre e lo straniero (2010); con Mimmo Rafele, La forma della paura (2009);Trilogia criminale (2009); I Traditori (2010); con Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, Giudici (2011); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); Giochi criminali (2014, con Maurizio de Giovanni, Diego De Silva e Carlo Lucarelli); Nell’ombra e nella luce (2014); con Carlo Bonini, Suburra (ultima edizione, SL 2017) e La notte di Roma (2015); con Steve Della Casa e Giordano Saviotti, la graphic novel Acido fenico (2016); nel 2018 ha pubblicato L’agente del caos. Ha curato le antologie Crimini (2005) e Crimini italiani (2008). Nel 2019 sono usciti Alba nera (Rizzoli) e Quasi per caso (Mondadori). Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente. Come si diventa Pertini, tratto dal suo libro omonimo (Rizzoli 2014). Nel 2019 sono usciti Alba nera (Rizzoli) e Quasi per caso (Mondadori). Insieme a Graziano Diana ha diretto il documentario Il combattente. Come si diventa Pertini, tratto dal suo libro omonimo (Rizzoli 2014). Nel 2020 ha pubblicato per Einaudi Io sono il castigo. Un caso per Manrico Spinori.