Fabio Delizzos – L’inganno Machiavelli

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Editore Newton Compton
Anno 2021
Genere Thriller storico
384 pagine – brossura e epub


Roma 1503, la morte di Alessandro VI per terzana maligna contratta durante un convivio, un pranzo all’aperto nella vigna del cardinal Castellesi in riva al Tevere che si è prolungato fino a buio e la contemporanea messa fuori gioco per colpa della stessa severa malaria di Cesare Borgia, duca di Valentinois, aveva immediatamente scatenato maldicenze e sospetti. Ma inutile gridare all’avvelenamento o peggio perché anche Castellesi, che quella sera ospitava i Borgia era stato male. Niente vino avvelenato dunque, ma malvagie punture di zanzare anofele che non guardano mai in faccia a nessuno, neppure ai papi. Ragion per cui il pontefice, in preda a un’altissima febbre accompagnata da atroci dolori, mal di testa, vomito e convulsioni, seguite infine dall’apoplessia che aveva indotto il coma, era morto il 18 agosto. Suo figlio Cesare, ammalato e incapace di reagire aveva ricevuto un duro colpo, perché la morte del suo protettore e padre lo aveva colto indifeso e soprattutto impossibilitato a mettere in atto qualunque piano di attacco e difesa avesse previsto.
Dal 18 agosto quindi la capitale, in attesa del conclave per eleggere il successore del Borgia, è in preda ai disordine con le genti degli Orsini, capitanate da Fabio, figlio di Paolo a capo della congiura di Magione contro il Valentino e da lui fatto garrottare a Senigallia, e con quelle, guidate da Giampaolo Baglioni e dal figlio dodicenne Malatesta, che imperversano per le strade, predando e uccidendo per un nonnulla, mentre Cesare Borgia, ancora febbricitante, è arroccato con i suoi fedeli a Castel Sant’Angelo.
Nella notte del 24 ottobre del 1503, su ordine del Gonfaloniere a Vita Pier Soderini, Niccolò Machiavelli sarà costretto a partire per Roma. Dopo la morte di Alessandro VI infatti, una prima inquietante o meglio minacciosa missiva, firmata Belfagor, era giunta a Firenze da Roma indirizzata alla Repubblica, guidata da Soderini, seguita dopo pochi giorni da una seconda, destinata a Niccolò Machiavelli, Secondo Cancelliere della Repubblica e Segretario dei Dieci. Missiva di fatale contenuto, anche quella firmata Belfagor che evidenziava chiaramente come qualcuno volesse la sua morte. Chi l’aveva scritta cominciava insultandolo, citava sua moglie Marietta, sua figlia Primerana, proseguiva con una sequela di ingiurie e terminava con le parole: “Fra poco morirai.”
Pur conscio di dover lasciare sole la figlia e la moglie incinta, anzi, prossima al parto, Machiavelli sa di dover ubbidire. Perché la Repubblica glielo impone e quella missione, per la quale metterà a rischio la sua vita, sarà molto importante addirittura fondamentale per la salvezza della Chiesa.
Arrivato a Roma il 27 ottobre, Niccolò Machiavelli scoprirà infatti che, mischiati alle trattative tra porporati, contemporanee alla apertura di banchi di scommesse sul nome del futuro papa, e alla scelta e ai preparativi delle sale in Vaticano destinate al Conclave, in città, per strada e nelle chiese una dopo l’altra, si stanno verificando una serie di morti inspiegabili, tutte ohimè imputabili a Belfagor, un mostro, un qualcosa di spaventoso che le annuncia e le accompagna.
Ma quale malefica esalazione del diavolo ha provocato quelle morti, all’apparenza naturali? Tutte morti a quanto pare provocate dalla stesso Belfagor che ha firmato la lettera ricevuta da Machiavelli. Ma chi o che cosa si cela dietro quel nome? Ma e soprattutto Cesare Borgia ha qualcosa a che fare con gli eventi terribili che stanno terrorizzando Roma? O invece sono i suoi peggiori nemici che hanno intrapreso una spietata e infernale vendetta.

Non sarà facile scoprire chi e perché, soprattutto in questo momento con Roma diventata una città in preda all’anarchia della legge del più forte. O del più crudele. E bisogna scansare i pericoli dappertutto, che siano i vicoli, i corridoi dei palazzi, le stanze riservata alle cortigiane nelle taverne e sfidando gli strali degli esorcisti… E Machiavelli che potrà contare sull’ unico aiuto della duttile spada della sua guardia del corpo, dovrà sbrogliare il mistero e risolvere un diabolico enigma, prima che sia troppo tardi. E dovrà anche usare il suo intuito e la sua intelligenza, se vorrà farcela a restare vivo.
Un thriller picaresco che in buona parte si rifà puntigliosamente a date ed episodi storici reali, quali il viaggio a Roma di Niccolò Machiavelli e le date a esso collegate, quali la sua visita al Cardinale francese d’Amboise, detto Roano e l’esatto giorno dell’elezione di Giulio II. Come è esatto che durante il suo soggiorno romano il vice cancelliere fu ospite del cardinale Francesco Soderini, abile politico e negoziatore. Ci fu veramente una lettera scritta a Papa Borgia dal suo datario, nella quale si faceva menzione di una terribile arma definita: fuoco ardente e fumo avvelenante, con cui si pensava di annientare l’esercito francese di stanza a Ostia. È vera anche la teca d’oro contenente il santissimo sacramento dell’altare che, per la profezia di un astrologo, Alessandro VI portava sempre con sé ma dimenticò di prendere il giorno del convito nella vigna del cardinale Castellesi, come si dà storico credito al fatto che il pontefice possedesse uno scrigno segreto contenente il Libro del Comando.

Mischiando a personaggi realmente vissuti altri di fantasia ma ben calibrati, Delizzos distilla e svela pian piano le tenebrose storiche atmosfere di un’ipotetica congiura rinascimentale. Muovendosi con rara e colta abilità, tra descrizioni di stuzzicadenti d’oro, armi antiche, eccellenti ricostruzioni ambientali di palazzi, giardini, chiese e conventi e osterie romane del ’500, passa con disinvoltura dai corridoi vaticani ai più luridi quartieri romani, rifugio e riparo della feccia cittadina, si inventa e introduce con efficacia nella storia, che aleggia crudamente tra il fantastico e l’esoterico horror, il misterioso Belfagor. Lui insomma? Il diavolo? E chi può dire? Di lui si parlava addirittura anche nella Bibbia e persino il Machiavelli si dilettò di scriverne un raccontino.

Patrizia Debicke


Lo scrittore:
Fabio Delizzos vive a Roma. Laureato in filosofia, musicista, è strategic writer per molte televisioni internazionali. Per la Newton Compton ha pubblicato i romanzi La setta degli alchimisti (2010) e La cattedrale dell’Anticristo (2011), i cui diritti di traduzione sono stati venduti in Russia e Spagna. La loggia nera dei veggenti è stato pubblicato nel 2013, e dell’anno successivo è I peccati del papa. Le indagini dell’investigatore Bellorofonte Castaldi. Sempre nel 2014 il suo racconto “Il labirinto del male” appare nell’antologia Delitti di Capodanno, per Newton Compton. Nel 2016 esce invece Il collezionista di quadri perduti, sempre per la casa editrice Newton Compton ecc. ecc.