Omar Di Monopoli – Brucia l’aria

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Editore Feltrinelli / Collana I Narratori
Anno 2021
Genere Noir
208 pagine – brossura e epub


Su un quadrante della periferia dell’Occidente, un dio invidioso o forse solo impotente volge il suo sguardo. Lontano da loft di centri storici gentrificati, rimira l’opera dell’uomo moderno, la sua immensa capacità di autosabotarsi, l’attitudine a trasformare industria in spettri, il cemento in ruderi, il paesaggio in una gita al mare come breve, povero, fugace attimo di distacco dalla matrice nel tardo capitalismo. Non tutti hanno avuto un posto sulla nave del futuro e questa è una storia di quello che resta dopo una catena di disastri, industriali, culturali, e di un coro di donne e uomini, una piccola moltitudine, lasciati indietro, che attendono che il peggio passi. C’è della giustizia ancora ma la catastrofe è già in corso. “Brucia l’aria” di Omar Di Monopoli non può non cominciare che con un incendio. Uno abbastanza grande, terribile così che il suo eco continui a rimbombare nell’immaginario di tutti i personaggi.

E quando gli uomini, arrendevoli, scorati, trasognanti, si ritrovarono tra i coriandoli anneriti di quel funesto carnevale a rendicontare l’entità della devastazione, nella foresta di ceppi capitozzati da cui l’incendio sembrava essersi propagato venne coperto un cadavere.
Erano le spoglie incarbonite di un pompiere.

Venti anni sono passati dall’incendio brutale del litorale di Torre Languorina, Salento e potrebbe essere la costa meridionale del Texas, vicino Galveston o la Louisiana semi abbandonata dopo un ultimo, dimenticato, uragano. Potrebbe perché alcuni personaggi come Rocco Caraglia sono veterani di guerra, una particolare, quella dello Stato contro il traffico di sigarette e la Sacra Corona unita, dove armi automatiche e mezzi blindati artigianali sembrano una profezia ottimista su un altro Levante, quello siriano. Rocco, uscito di galera dopo una lunga pena, e il fratello minore Gaetano, la loro anziana madre e ancora Nunzia e suo marito Gaetano, una guardia giurata che non sa se tra un mese avrà ancora un posto di lavoro, sono tutte, nessuna esclusa, figure tragiche, personaggi in un ecosistema narrativo irreparabilmente danneggiato. In questo sistema il boss debole Precamuerti e l’altra varia umanità in “Brucia l’aria” composta di gangster, culturisti e picchiatori più che antagonisti sembrano altri topi in gabbia, una in cui il cibo, l’acqua e l’aria sono sempre più scarsi e dove la violenza non può non esplodere.

C’era un uomo, nel sogno.
Nessuna faccia, zero connotati: solo un’isola di tenebra nell’angusto semibuio che strozzava la rimessa. Nel sogno Pilurussu era ancora un ragazzino pieno di foruncoli: il piccolo, turbolento Minghella dall’occhio sdrammu che in paese faevano tutti gara a schivare tranne i suoi fratelli e il suo migliore amico, Rocco.

Incontro con l’autore a cura di Luciana Fredella

Oltre al maestrale intreccio di personaggi e personalità – c’è un grave retto da una corda indebolita da fiamme ormai antiche – la lingua della narrazione eseguita da Di Monopoli compone l’opera, non come vezzo ma assolutamente organica a tutta l’ambientazione. Il romanzo tutto sembra dire queste sono le parole di un mondo nascosto e la lettrice e il lettore affrontano la sfida, non facile all’inizio, con un premio però di grande valore: una completa immersione nella vicenda romanzata.
Lo sguardo dall’alto, imparziale sullo svolgimento di Brucia l’aria è quello del late capitalism western dell’ultimo McCarthy. L’attenzione per gli ultimi, i perdenti, gli eroi mancati è quella del romanzo sociale con sottotraccia forse un messaggio: l’incendio nelle periferie del mondo, che brucia tutto di altri lontani e abbandonati, è in arrivo.

Antonio Vena


Lo scrittore:
Omar Di Monopoli, classe 1971, è uno scrittore italiano. Dopo aver lavorato per un decennio come redattore e grafico all’interno di numerose piccole realtà editoriali del Salento, si è affacciato nel panorama culturale nazionale nel 2007 entrando a far parte del catalogo di autori delle edizioni milanesi ISBN.
Il suo primo romanzo è stato Uomini e cani (ISBN, 2007), seguito, l’anno successivo, da Ferro e fuoco (ISBN, 2008), una storia corale ambientata tra i nuovi schiavi della raccolta nei campi dello sperone del Gargano. Nel 2010 per la medesima casa editrice è uscito La legge di Fonzi, terzo capitolo di questa ideale trilogia neo-western che narra di vicende ambientate in un paesino fittizio del brindisino stretto tra le maglie della Sacra Corona Unita.
Nel 2014 pubblica la raccolta di racconti Aspettati l’inferno mentre Nella perfida terra di Dio è del 2016 (Adelphi).