Tom Hofland – Il cannibale

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Editore Carbonio / Collana Cielo stellato
Anno 2024
Genere Thriller
208 pagine – brossura e ebook
Traduzione di Laura Pignatti


Con un titolo così, lo potremmo pensare un thriller sanguinolento e macabro. E invece Il cannibale è molto più sottile, e direi anche surreale. Surreale quel tanto che basta per dare i brividi, e dare da pensare.

All’inizio sembra un’indagine su un omicidio. Particolare e strano, un omicidio fulmineo, una donna che entra in un ristorante, spara, uccide un uomo ed esce. C’è un testimone, che però ne sa quanto noi. Ovvero niente.
Dunque questo è l’inizio.
Poi, cambio di scena e siamo in un’azienda, l’Aletta. Funzionale, efficiente, contemporanea. Architettura modernista, ai margini di un bosco ancora selvaggio, pieno di cervi e cinghialini. L’azienda però sta per essere venduta. Per poterla vendere, una parte del personale deve essere mandata via. In particolare l’intera funzione vendite. Il cui personale era lì da molto tempo, e si considerava parte fondamentale dell’azienda. Impiegati di cui si conosce la storia, i punti deboli e i problemi, oltre che le competenze e le abilità. Persone non proprio di passaggio. Persone, dai, quasi di famiglia.
Tocca a Lute, responsabile del reparto, convincere quelle persone a dare le dimissioni, diciamo spontaneamente. E lui per primo deve sapere che “non è niente di personale”.

È curiosa, questa sovrapposizione di “niente di personale”, ripetuto ossessivamente come un mantra che ci anestetizza, con il licenziamento del personale. È anche tristemente e in varie forme sperimentata, perché è tipico delle aziende ricorrere alla formula “non è niente di personale” quando stanno eliminando delle funzioni; sono perfettamente consapevoli che alle funzioni corrispondono delle persone, ma preferiscono ignorarlo. Non sei tu che sei diventato inutile, è il tuo lavoro. Come se ci fosse una differenza…
Quindi Lute, angosciato e spiazzato dal compito ingrato che deve svolgere, si affida senza esitazioni a un head hunter incontrato per caso, Lombard, delegandogli i penosi colloqui con le persone con cui pranza ogni giorno e di cui conosce tanti fatti e cose, giustappunto personali.

È a questo punto che il romanzo, sotto le mentite spoglie del racconto di un caso aziendale, volge verso il surreale.
Lombard si insedia nell’azienda con un socio cowboy e un cane nero. E quasi come in un horror noi lettori veniamo trascinati dentro stanze buie e piene di tendaggi, dentro cassoni di camion pieni di terra in cui qualcuno dorme, e dentro dialoghi al limite del non sense. Tutto il personale, tutti gli impiegati che singolarmente pensavano di scamparla, si trovano ad affrontare colloqui stravaganti e situazioni impensabili. Destabilizzati, disorientati, a un certo punto cedono.

La scrittura di Hofland è così liscia e brillante che spesso ci lascia il dubbio: ma ho letto bene? Ma è successo davvero così?
E la domanda dopo, E ora cosa accadrà? porta sempre una nuova sorpresa. Ma per quanto surreale, per quanto estremo, in realtà tutto quello che Hofland racconta è molto reale.
Le aziende possono essere davvero dei mostri. Quando il personale non è più fatto di persone, quando il nostro lavoro e tutto quello che ne consegue non è più un fatto personale, quando il luccichio del denaro che arriva in fretta e senza fatica è l’unica luce, davvero tutto può succedere anche nel mondo reale.
E quindi la lettura di questo romanzo, inquietante ma anche divertente, ci fa molto pensare a quello che è diventato il mondo delle aziende e di chi ci lavora. Che spesso viene chiamato giungla, e magari è un bosco fitto pieno di animali selvatici.
Il confine tra l’umano e il selvaggio non è sempre così ben definito.
Meglio saperlo, ed essere preparati.

Anna Da Re


Lo scrittore:
Tom Hofland, classe 1990, è uno scrittore e podcaster olandese. Nel 2018 il quotidiano “de Volkskrant” lo ha definito il più grande talento letterario dei Paesi Bassi. Il cannibale è il suo terzo romanzo, vincitore, per «la sua sperimentazione formale, il suo senso dell’umorismo e la sua originalità», del BNG Bank Literature Prize 2022.