Gabriele Cantella – Mafiaville

115

Gabriele Cantella è un giornalista e autore italiano, nato a Catania e cresciuto a Gela, la cui terra d’origine continua a influenzare profondamente l’immaginario narrativo. Oggi vive e lavora a Milano, dove si occupa di giornalismo, principalmente in ambito sportivo, coltivando parallelamente una forte passione per la cronaca nera. Per Mursia pubblica “Il Sangue di Giuda” nel 2025.

Dal 13 maggio arriva in libreria “Mafiaville”, il nuovo romanzo di Gabriele Cantella, pubblicato da iDobloni Edizioni per la collana Enigmi.

Il libro sarà presentato in anteprima il 17 maggio 2026 al Salone Internazionale del Libro di Torino.

Questa la sinossi dell’editore:
Nella Gela degli anni ’80, città di sole e sangue, la guerra tra Cosa Nostra e la Stidda trasforma le strade in un campo di battaglia. È un Far West siciliano dove il piombo è legge e l’onore vale più del sangue.
Tano U Trunzu è il miglior sicario di Cosa Nostra. Freddo, preciso, orgoglioso della propria reputazione, è un uomo che uccide guardando le vittime negli occhi. Non è nato cattivo, ma lo è diventato presto. Vive di violenza e sogna una promozione che lo sottragga al ruolo di semplice esecutore. Quando i clan Randone e Segura, indeboliti dall’ascesa della Stidda, gli affidano il compito di reclutare e addestrare nuovi killer, Tano intravede
l’occasione della vita: costruirsi un manipolo di uomini e scalare finalmente le gerarchie.
Tra le sue reclute c’è Saro “Lapazza”, un ragazzo con un talento naturale per la pistola e una crudeltà inquietante. In lui Tano rivede sé stesso, ma più feroce, più puro nella vocazione al male. Mentre lo addestra, intuisce che quel giovane potrebbe diventare
un’arma potentissima… o un pericolo fuori controllo.

Sul fronte opposto si muove Turi U Mulu, figlio del boss Sandocane, cresciuto con una Beretta in mano fin dall’adolescenza. Baby killer spietato, ambizioso e lucidissimo, Turi non si accontenta di essere il figlio del capo: vuole diventare il nuovo padrone di Gela. È lui a sottrarre a Cosa Nostra il canale di traffico con i colombiani, infliggendo un colpo quasi mortale ai rivali. Crede nel destino, ne ascolta la voce, e sa che la guerra è il suo elemento naturale.