Emanuela Cocco – Come ama il buio

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Editore Nottetempo
Anno 2026
Genere Noir
336 pagine – brossura e ebook


“Con la persecuzione dei baci e con la fuga, nell’agguato della noncuranza, con le parole e le lame, con la paura e l’attesa, nel silenzio carnefice: così è come ama il buio.”

Nel torrido agosto romano i cadaveri di due coppie di coniugi vengono ritrovati in un piccolo appartamento borghese alla periferia della città. Si tratta di Maurizio Girola, vecchio ragioniere in pensione, della moglie Elvira, anche lei pensionata, e di Alice Rosso e Samuel Galla, giovani fidanzati appena trasferitisi nel palazzo che erano andati a conoscere gli anziani vicini fermandosi con loro per quattro chiacchiere e un caffè. Tutti morti, tutti uccisi da colpi d’arma da fuoco.
Dai primi esiti le indagini sembrerebbero muoversi verso una specifica direzione, ma c’è qualcosa che non convince il commissario Toni Montixi, che indagherà con i suoi uomini per mettere ogni tassello nel posto che gli compete, scoprendo una verità inconfessabile e assolutamente inaspettata.

Sono questi gli aspetti principali attorno a cui ruota la trama noir di Come ama il buio, di Emanuela Cocco. Una storia da cui non è stato facile staccarsi, che entra nelle ossa, sotto la pelle e nell’anima, che si sedimenta nella coscienza e lascia la voglia di leggerne ancora, completamente immersi nelle atmosfere cupe di una trama che lascia il segno.
Un romanzo interessante e capace di distinguersi nel vasto panorama contemporaneo grazie ad una serie di elementi particolarmente significativi. La scrittura, innanzitutto, magnetica e intensa, che colpisce fin dalle prime righe grazie a un utilizzo sapiente del linguaggio, equilibrato in ogni sua componente e capace di penetrare nel profondo. Ma anche le atmosfere, l’ambientazione, la storia, i personaggi, avvolti in quell’oscurità che permea le pagine e che rivela i lati più nascosti dell’animo umano, dove si annidano i segreti, i misteri, le perversioni, quel lato privo di luce che si mostra solo nel buio.

Ed è proprio in questo contesto, nello sfondo nero e vischioso di un racconto che si compone di morte, dolore e miseria umana, che emerge e si muove il commissario Toni Montixi, protagonista straordinaria, originale, carismatica, figura ipnotica che riesce a catalizzare immediatamente l’attenzione. Un personaggio femminile davvero ben costruito in tutte le sue sfaccettature fisiche ed emozionali, che s’impone all’interno della storia grazie ad una serie di caratteristiche che la rendono assolutamente unica. Perché Toni, donna affascinante in ogni sua sfumatura, ammirata certo, ma anche temuta da colleghi e sottoposti, ha un passato terribile alle spalle, un trauma vissuto nell’infanzia, tuttora avvolto nel mistero, che ne ha irrimediabilmente segnato l’esistenza lasciandole una ferita indelebile e quella particolare condizione psicologica – “che lo psichiatra che l’aveva in cura chiamava fantasie disadattive” – che la spinge a volte a distaccarsi dalla realtà, perdendosi in una dimensione irreale, quasi febbrile.

E mentre la mente vaga e lo sguardo si dissolve, Toni, immersa in un sogno lucido che la trasporta altrove, coglie particolari, nessi, emozioni, collegamenti, approfondendo l’essenza di un avvenimento, anche se complesso e brutale. Una dote singolare e davvero incredibile, che la rende un’investigatrice eccezionale e che, guidandola nelle azioni e nei pensieri, le consente di percorrere i meandri tortuosi delle indagini più complicate, scoprendo realtà insospettabili.
Ed è proprio nell’intreccio dei vari piani, nel loro fondersi e confondersi, in quel perdersi fra i sospetti, gli indizi, le supposizioni e le rivelazioni, che si esprime la forza di una narrazione cui si resta letteralmente incollati e in cui niente è come sembra, che intrattiene ma fa anche riflettere, restituendo il ritratto autentico di questi tempi difficili, in cui i temi delle relazioni tossiche, dell’abuso e della dipendenza affettiva sono ancora drammaticamente attuali. Una storia che resta dentro, che lascia pienamente soddisfatti e che regala personaggi cui ci si affeziona, prima fra tutti una protagonista davvero indimenticabile di cui non ci si stanca mai di leggere e che spero di poter incontrare di nuovo.

Un ultimo accenno merita in conclusione anche la copertina del romanzo, accattivante e curata in ogni suo dettaglio. Grazie all’immagine contemporanea e ai toni scuri evoca perfettamente le atmosfere della storia incuriosendo al primo sguardo e rimanendo impressa nella mente.

Linda Cester


La scrittrice:
Emanuela Cocco vive a Roma, dove lavora come editor freelance. Ha scritto per il teatro e la televisione. Ha fondato la scuola di scrittura “Scrivere di notte” e le riviste digitali Terra di nessuno – Critica della drammaturgia e Degrado Rivista. Collabora con la webzine letteraria Carmilla. È autrice di Tu che eri ogni ragazza (Wojtek, 2018) e Trofeo (Zona 42, 2023).