Giancarlo Vitagliano – La ballata di Sant’Ilario

2

Editore Homo Scrivens / Collana Gattii e vicoli bui
Anno 2026
Genere Giallo
252 pagine – brossura


Il criminologo napoletano Emilio Severi, per gli intimi Milo, di rientro da un evento tenutosi a Forlì a causa di una pioggia torrenziale subisce un incidente che danneggia gravemente la sua auto. Non potendo affrontare un lungo viaggio è costretto a cercare un’officina nel paese più vicino, Sant’Ilario. Qui si imbatte in un affittacamere, il signor Casimiro, che con gentilezza e ospitalità gli offre la possibilità di fermarsi per la durata della riparazione.

Milo è un personaggio famoso soprattutto per il supporto professionale offerto alle forze dell’ordine e per Casimiro sembra un segno del destino perché gli chiederà di indagare sulla scomparsa di un suo ospite cui era molto legato, Renzo, avvenuta diversi anni prima. Titubante da un lato, ma obbligato a trattenersi dei giorni per la riparazione dell’auto, decide di accettare. Facendo domande in giro impara a conoscere il paese, i suoi abitanti e le relazioni fra loro, conosce Renzo attraverso gli episodi che lo hanno coinvolto e si fa travolgere dalla passione unita alla leggera freschezza di Sophia. La verità sulla scomparsa di Renzo metterà Milo di fronte a una scelta importante e di coscienza.

Sul paesino di Sant’Ilario c’è tutta una narrazione legata al grande Faber e per ammissione dell’autore il riferimento è voluto. Ambientare una storia in un paese inesistente, seppur molto conosciuto, permette all’autore di far muovere i suoi personaggi più liberamente e nello stesso tempo di creare luoghi che siano funzionali alla storia. Il romanzo è reso in prima persona e l’io narrante è quello di Milo. Non esistono rinvii, né flash-back e dunque la lettura risulta scorrevole e il linguaggio fluente. Non manca l’ironia cui sono abituati i lettori di Vitagliano ma non va sottovalutato quanto è possibile leggere fra le righe.

Questo è il quarto romanzo della serie in cui è protagonista il criminologo. La serialità, se da un lato lega i lettori dall’altro permette, in virtù di questa vecchia conoscenza, di spaziare nelle vicende narrate e di porre il focus sui personaggi che di volta in volta Milo incontra. Ne La ballata di Sant’Ilario sono Sofia, Elvio, Casimiro, Romano, Dante e, file rouge che lega questo agli altri della serie, è l’attenzione posta ai rapporti affettivi, familiari e ai traumi legati a essi. Questo perché Milo ha un passato che vorrebbe allontanare da sé ma dal quale non può prescindere: il femminicidio della mamma (affrontato nel romanzo Milo. Detective per amore), che lo rende particolarmente sensibile a certi casi.

Che sia un thriller, un noir o un cozy, come in questo caso, la lettura può insegnare molte cose, soprattutto a non fermarsi alle apparenze e a indagare, attraverso i personaggi, l’intimo della propria anima. Giancarlo Vitagliano si conferma grande conoscitore della mente umana, oltre che del cuore, essendo cardiologo e come in ogni romanzo tante sono le citazioni da quelle musicali a quelle letterarie. Da promotore culturale (è infatti curatore della rassegna letteraria Libri sul Lago), alla fine del romanzo, ha inserito un racconto di Giovanni Taranto – La maledizione del capitone quale tributo al vincitore del Premio Nazionale di Letteratura Crime “Corvo Nero” 2026.

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Giancarlo Vitagliano, napoletano, cardiologo, appassionato di storie (libri, fumetti, cinema, serie TV), di musica e di moto, ha pubblicato racconti e romanzi (alcuni premiati), tra i quali: Il viaggiatore perfetto (2015), Che musica ascolti (2018), La notte dei supereroi (2019), Senti che fuori piove (2019), Fraises (2023), La storia comincia così (2026) e la serie in corso: Milo. Detective per amore (omonimo 2017), Il mistero delle ragazze dai grandi occhi (2022), Quando cala la nebbia (2024), La ballata di Sant’Ilario (2026). È stato fondatore e direttore della rivista digitale dedicata al pulp “Edgar” ed è direttore artistico della rassegna letteraria “Libri sul Lago”.