Fabio Rodda – Il respiro del faggio. La prima indagine di Vera e Petrella

8

Editore Salani / Collana Le Stanze
Anno 2026
Genere Giallo / Thriller
352 pagine – brossura e ebook


Bologna è una di quelle città la cui bellezza stona con fatti di cronaca e omicidiari. Non le si addicono stragi, morti illustri e crimini efferati eppure… viene assassinata con diverse coltellate, in casa sua, la Rosi, al secolo, Rosina Malvezzi vedova di Giovanni Zaniboni. C’è qualcosa che stona con una rapina finita male. La Rosi è benestante e ha un figlio, Enrico, con problemi di droga ospite in una struttura di recupero, Villa Felice, sita su uno dei colli bolognesi. Enrico viene subito indagato perché è fuggito da Villa Felice e di lui si son perse le tracce. L’omicidio di Malvezzi non è l’unico evento delittuoso che si verifica nella città delle Torri. All’interno della comunità moldava, un ragazzo, Mihai Ceban per gli amici Mişa, viene trovato morto dopo una caduta che risulta essere molto sospetta. Mişa, a detta del fratello Vlad e degli amici più stretti, pare fosse coinvolto in traffici poco chiari.

Nella questura di Bologna il sovrintendente Antonio Petrella con il suo staff, comincia a indagare nella vita della vittima e del figlio senza tralasciare alcuna pista, ivi compresa la possibilità che a commettere il delitto della Rosi non fosse stato il figlio. A svolgere un’indagine privata sulla morte dubbia di Mişa invece c’è Vera Rotari, una ragazza moldava giunta in Italia con la mamma appena adolescente e divenuta nel tempo consulente traduttrice delle intercettazioni in lingua moldava e russa per la questura di Bologna grazie all’amicizia nata qualche anno prima con l’allora agente scelto Petrella. La soluzione dei casi arriverà inattesa sia per chi indaga che per chi legge.

Il romanzo si articola su due plot che hanno in comune il sovrintendente Petrella, l’agente Angela Graffi e Vera. Tuttavia sono molti i personaggi che animano le pagine del romanzo e si muovono con tanta naturalezza da sembrare veri. Ogni personaggio ha un suo carattere, una sua storia e gli intrecci fra loro sono concreti, reali. In un andirivieni tra presente e passato l’autore gioca con le dei vite protagonisti per permettere al lettore di portarsi al passo con le loro vite e di coinvolgerlo emotivamente. Personalmente ho gradito il modo in cui Rodda ha trattato certe tematiche come quelle legate agli ambienti dell’alta borghesia o alle fragilità di chi apparentemente ha tutto ma in fondo è carente di quella serenità che per sua natura non ha prezzo e non si può comprare, e ho apprezzato come ha parlato della comunità moldava, che come tante altre che sono giunte in Italia, sono sconosciute e proprio per questo emarginate e/o attaccate da pregiudizi.

Spesso capita che mi avvicini a un autore che non conosco, con curiosità, con prudenza e a volte con scetticismo e Fabio Rodda è stato una bella scoperta. Sicuramente una nuova voce del noir che vale la pena seguire.

Luciana Fredella


Lo scrittore:
Fabio Rodda (1977) ha studiato Filosofia a Bologna, dove per anni è stato socio dell’Orsa, storica osteria del centro. Collabora con varie case editrici, come lettor e ghostwriter. Questo è il suo primo romanzo.