Editore SEM
Anno 2023
Genere Giallo
272 pagine – brossura e epub
“Sono inchiodata qui. Gli occhi fissi sulla scarpa. Rosa. Piccola. La stringa bianca slacciata. Attaccato c’è il resto. Il resto del corpo io non lo guardo. Non ce la faccio. La scarpa basta e avanza. Si chiamava Cinzia. Aveva sette anni. Era scomparsa da due giorni. Quando ti sparisce una figlia preghi di trovarla presto. Preghi che non le facciano male. Preghi che la lascino in vita anche se le hanno fatto del male. Preghi di ritrovarla in qualunque modo, in qualunque condizione. Alla fine, preghi che ti concedano almeno una bara su cui piangere. Ed è questa l’unica preghiera che un Dio crudele ha ascoltato. Il suo cadavere lo abbiamo trovato. ”
Giulia Ferro è un personaggio che resta dentro, che entra sottopelle per non andarsene più. Forte, tenace, lo sguardo disincantato di chi ha conosciuto il lato più difficile della vita, Marina Visentin le ha dato qualche grado in più – è vicequestore –, quasi a ricordare che le donne possono assumere una posizione di comando anche senza lasciarsi necessariamente travolgere dall’emotività e dalle insicurezze che così spesso ci vengono cucite addosso, quasi fossero un equipaggiamento standard di cui non ci si riesce a liberare.
Questa volta Giulia si trova di fronte all’orrore più devastante, quello che sconvolge nel profondo per lasciare dietro di sé lo sgomento più istintivo, la disperazione più vera. La morte di una bambina, ancora piccola, indifesa, è capace di gelare le ossa e gettare nello sconforto, soprattutto quando l’indagine non procede, non ci sono indizi e l’immobilità diventa una palude dalla quale non si riesce ad uscire. Ed è proprio nel dipanarsi di una trama così ben congegnata, fra le pieghe di un’indagine difficile che si protrae senza risultati per gran parte del romanzo, che il personaggio di Giulia emerge in tutta la sua profondità, quella complessità che la rende unica, quel carattere ruvido che si accompagna a una spiccata sensibilità e quella capacità di vedere e di sentire il mondo circostante, il dolore, la rabbia, senza riuscire però a uscirne fino in fondo, lottando con i fantasmi del passato che inesorabilmente continuano a riemergere.
Una storia che si muove fra sospetti e segreti, che tocca le corde più profonde dell’inconscio e che indaga le dinamiche più oscure della società e delle relazioni familiari, delineandone la complessità attraverso una scrittura consapevole, capace di sostenere il romanzo nella sua interezza, quello stile pulito che riesce a pennellare la psicologia dei personaggi attraverso l’uso sapiente delle parole e dei dialoghi – primi fra tutti quelli di Giulia con l’inseparabile amico e collega Alfio Russo – che avvolgono il lettore nell’atmosfera di una trama che lascia dietro sé l’eco delle riflessioni più intime e che si muove sullo sfondo di un’ambientazione che ancora una volta diventa essa stessa protagonista, quella Milano che Marina Visentin riesce a raccontare nel suo profilo più vero, reale.
Un giallo coinvolgente, profondo, che non delude le aspettative e che consegna ancora una volta al lettore una protagonista capace di graffiare l’anima lasciando un segno indelebile e la voglia di leggerne ancora. Un ultimo accenno merita infine la copertina del romanzo, dall’immagine significativa e indubbiamente d’impatto, capace di attirare l’attenzione del lettore e di evocare i contenuti emotivi della storia.
Linda Cester
La scrittrice:
Marina Visentin, nata a Novara, vive e lavora a Milano. Laureata in filosofia, è traduttrice, consulente editoriale e ha collaborato con varie testate nazionali, scrivendo di cinema. Ha pubblicato testi di critica e storia cinematografica, libri di filosofia e psicologia. Dopo la fiaba noir Biancaneve (Todaro Editore, 2010), ha scritto La donna nella pioggia (Piemme, 2017). Con SEM ha pubblicato Cuore di rabbia (2021) e Gli occhi della notte (2023).












