Editore SEM
Anno 2026
Genere Thriller
304 pagine – brossura e ebook
Dopo Non salvarmi e Cristallo, Livia Sambrotta ritorna in libreria con il suo nuovo romanzo, Fuoco, sempre con Sem Editore.
Protagonista è Lara, docente di lingua e cultura cinese alla Ca’ Foscari di Venezia. La prima fiammata di cui leggiamo è la relazione magnetica che ha con Adrian, un uomo di origine francese che all’improvviso scompare. Si erano conosciuti presso il Sanctuary Relais, uno splendido resort di lusso su una piccola isola disabitata della laguna. Adrian lo definisce un luogo non tanto rassicurante, quanto immorale. Lara si immerge nella storia, che dura ormai da cinque mesi, affidandosi completamente a questa figura che le trasmette sì fiducia, ma nel contempo risulta essere enigmatica e sfuggente. Lara riceve una sua telefonata, una donna è in difficoltà e deve aiutarla. Dopo di che, l’uomo scompare.
“Questo romanzo mi ha attraversato come una combustione, trasformando ogni percezione, ogni certezza in qualcosa in divenire.” così dichiara Sambrotta.
Parte dell’ambientazione è nella bellissima Venezia, un luogo dove l’acqua è l’elemento primario che ha associato al fuoco. Gli aspetti dicotomici del romanzo sono numerosi: una sorta di Yin e Yang che ci accompagnano durante il percorso della lettura e mantengono alta la suspense.
Torna anche Domegge di Cadore, luogo caro all’autrice. Così come torna Rachele, la fotografa del massacro del Ferragosto di sangue raccontato in Cristallo, trasmettendo una sorta di continuità con il romanzo precedente, e questo connubio diventa funzionale alla storia. Cristallo e Fuoco, due romanzi che trovo uniti da elementi che in qualche modo si contrappongono, ma nel contempo risultano complementari: il primo riflette, quindi in qualche modo respinge la luce. Il secondo attrae, ma brucia. Anche qui una ricerca degli opposti, una ricerca di equilibrio tra le due forze.
Si parla di genitorialità, del rapporto conflittuale con la madre: “Se dovessimo basarci su di te, in poco tempo il nostro rapporto si estinguerebbe. Ci hai mai pensato?”. Un padre che non ha mai conosciuto e, per questo motivo, del quale non ne sente la mancanza.
C’è anche un capo della Squadra mobile, Lorenzo Trevisan. Un uomo tutto d’un pezzo, ma anche a suo modo empatico, capace di ascoltare le vittime coinvolte nei casi. Rimane piuttosto a latere nella storia, apportando così un taglio meno procedural e incentrato più sui personaggi che sui metodi.
L’autrice gioca con gli elementi, li scompone e li ricompone, creando una storia per certi versi tridimensionale. Non a caso, l’esperienza della Sambrotta in ambito cinematografico le ha trasmesso gli accorgimenti visivi per restituire al lettore/spettatore il senso della profondità e il volume degli elementi.
E qui l’elemento cardine di tutta la trama è il fuoco, inteso come distruttore ma anche come magnete verso l’ignoto, verso il misterioso. Inoltre, è in grado di plasmare le forme della vita dei personaggi come succede al vetro sottoposto ad alte temperature.
Sambrotta, in questo thriller psicologico, sfodera lentamente le sue carte, bluffando con i suoi personaggi e regalandoci una certa dualità che ne confonde i contorni, a ricordarci che Bene e Male sono due aspetti della stessa medaglia, che la manipolazione mescola verità e bugia all’infinito, che la conoscenza verso il prossimo non è mai così chiara come ci immaginiamo.
“I destini delle persone sono un mistero sommerso che, per quanto ci sforziamo, non riusciremo mai a comprendere. Perché esiste qualcosa di più grande di noi, che ci arresta e ci si risolve, ci decompone per ridarci nuova forma, ci assolve nelle nostre debolezze per trasformarci in nuovi minuscoli esseri.”
Cecilia Lavopa
La scrittrice:
Livia Sambrotta opera da anni nel settore cinematografico, affiancando alla scrittura una solida esperienza nel mondo del cinema. Attualmente lavora per il gruppo UCI Cinemas come Distributor Sales Manager. Per Sem ha pubblicato il thriller Non salvarmi (2021), vincitore del Premio Selezione Bancarella, Cristallo (2024), vincitore del Premio Giorgione Sezione Noir, di cui Palomar Production ha opzionato i diritti cinematografici, e Fuoco (2026).












