Lluc Oliveras – Il sogno di Dalí

8

Editore Món Edizioni
Anno 2026
Genere Giallo
401 pagine – brossura
Traduzione di Laura Mongiardo


L’arte sopravvive all’artista? Può davvero renderlo immortale e far rimanere in vita non solo il suo nome ma anche il suo spirito creativo? Sono queste le domande che sottintendono al romanzo “Il sogno di Dalì” dello scrittore catalano Lluc Oliveras, pubblicato da Món Edizioni e ben tradotto da Laura Mongiardo.
L’opera sulla carta è un giallo e in effetti la trama ruota attorno ad alcuni misteri da risolvere, come la probabile falsificazione di alcune opere di Salvador Dalí, la ricerca di un falsario attraverso indagini informali condotte da un medico e da un detective, oltre alla presenza di intrighi legati al mondo dell’arte e dei servizi segreti. Nelle pagine di Oliveras si trovano quindi vari elementi di suspense, colpi di scena, indagini, sospetti e una vera e propria “caccia” al colpevole, con personaggi che si muovono tra Barcellona, Parigi e Cadaqués per svelare la verità su opere d’arte false e misteriose sparizioni.

Tuttavia il nucleo del romanzo consiste proprio nel dilemma filosofico sull’arte e sulla memoria, concepita non solo come ricordo personale ma come elemento che plasma l’identità di un luogo e delle persone che lo abitano. In questo contesto l’arte diventa strumento di immortalità e antidoto alla paura della morte non solo per l’artista, ma persino per le generazioni a venire, influenzate nel loro immaginario collettivo dalle suggestioni del maestro.
Perciò “Il sogno di Dalì” è molto lontano dai canoni del giallo classico: accanto all’intreccio investigativo, l’autore sviluppa anche temi esistenziali, riflessioni sull’arte, la memoria, la morte e la creatività, con una forte componente psicologica e onirica. La narrazione alterna momenti di introspezione e di indagine, fondendo il mistero con la biografia romanzata di Salvador Dalí e con atmosfere quasi fantastiche; e alterna riflessioni sulla vita dell’artista a un episodio che coinvolge la comunità locale del villaggio di La Bisbal, creando un ponte tra la memoria personale e quella collettiva.

Lo stile narrativo di Oliveras è volutamente evocativo e ricco di immagini suggestive, come se l’autore volesse utilizzare una prosa che richiami la pittura surrealista di Dalí: descrizioni vivide, passaggi fluidi e ambigui tra realtà e sogno, un costante gioco nel quale realtà e finzione si intrecciano lasciando al lettore il compito di interpretare i confini tra ciò che è vero e ciò che è immaginato. Una scelta stilistica che contribuisce a creare un’atmosfera sospesa, in cui il tempo sembra dilatarsi e la narrazione assume i contorni di un sogno.
Un giallo atipico, quindi. Un’opera che riesce a fondere le componenti di mistero e investigazione con una profonda riflessione sull’arte e sulla vita, arricchita da elementi letterari e psicologici che lo rendono un libro molto originale e leggibile su più livelli.

Giorgio Ballario


Lo scrittore:
Nato a Barcellona nel 1977, Lluc Oliveras ha scritto una dozzina di romanzi, spesso di genere giallo noir, e ha girato numerosi documentari su personaggi illustri della sua città, come l’architetto Antoni Gaudì. Nel 2011 con il romanzo “Confesiones de un gánster de Barcelona” ha vinto il premio Rodolfo Walsh alla Semana Negra di Gijòn, il più importante festival di letteratura poliziesca in lingua spagnola. È anche musicista e ha inciso un disco con la rock band Maledetta.