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Contorni di Noir | September 22, 2017

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La Cosa Marrone Chiaro – Fritz Leiber

| On 20, Apr 2015

Editore Cliquot . Collana: Biblioteca n.1
Genere Horror – Sci-Fi
Anno 2015
Edizione: e-pub.
Traduzione: Federico Cenci.


lieberChe l’avvento del e-book potesse essere il viatico alla nascita di realtà editoriali interessanti era chiaro. Oggi, dopo aver letto il lavoro pubblicato in e-pub dalla Cliquot di Roma, questo concetto si ribadisce fortemente. La mia Pusherdilibricapodicontorni (a.k.a. Cecilia) mi ha recapitato questa piccola chicca qualche giorno fa. Il nome dell’autore – a un lovercraftiano quale il sottoscritto – ha fatto subito il solletico, creando incontri di sinapsi che mi hanno ricordato come Leiber fosse già apparso in almeno un paio delle antologie in mio possesso… Eccolo infatti in  “Tales of the Lovecraft Mythos” edito dal Del Rey nel 1992 con il racconto “To Arkham and the Stars” e in precedenza in “Tales of the Cthulhu Mythos” – sempre di Del Rey – nel 1990 con “The Terror From The Depth” originariamente pubblicato nel ’76 in “Disciples of Cthulhu”.

Ok, dopo questo sfoggio da bibliofilo, veniamo al dunque. Il lavoro di collazione che vede come traduttore Federico Cenci – che firma anche una notevolissima prefazione che vi consiglio caldamente – mette insieme sette racconti totalmente inediti di Fritz Lieber effettuando una scelta che mette in mostra l’elasticità narrativa del nostro. Altra menzione speciale va all’appendice saggistica a firma dello stesso Lieber (notevolissima). Ecco, avete fra le mani un gioiellino letterario. Fatene buon uso.

Il percorso tracciato da Cliquot e la scelta dei racconti riesce, a mio avviso, a mettere d’accordo gli appassionati di genere come coloro che magari acquistano per curiosità e non hanno ancora passione per il fantastico. Lieber ha un grande talento nel calare tutti i suoi racconti in una quotidianità che trascina facilmente il lettore a seguirlo: l’aspetto paranormale (inteso come fuori dal comune n.d.r.) degli accadimenti diventa così molto più simile a un evento che può accadere a chiunque in qualsiasi momento. C’è quella sorta di prossimità dell’orrore quale piega naturale del nostro quotidiano, il concetto per cui esso non si trovi in chissà quale dimensione soprannaturale, ma sia elemento fondante della realtà, posizione molto simile a quella che avevamo visto in Blackwood e che rifulge in Lovecraft.

Questo orrore, nelle sue manifestazioni più o meno terribili, ci viene presentato anche tramite un altro aspetto: Cliquot ha scelto di pubblicare le storie in ordine cronologico cosa che – per gli appassionati del genere – è una grande attrattiva. Permette, infatti, di vedere come un autore abbia maturato via, via il suo scrivere, il suo stile e come questo fosse strettamente dipendente non solo dalla sua capacità, ma anche da quello che il mercato, il gusto, richiedeva. Ricordate che stiamo parlando di letteratura popolare, racconti che – inizialmente – venivano pubblicati su riviste quali Weird Tales, i cui editori erano molto legati al sentire del pubblico: se “tira” si pubblica, se no, nulla da fare. Così trovate inizialmente mostri terrificanti, ombre, belle donne in pericolo in un tipico stile Pulp; poi la lunghezza dei racconti muta (pensate al racconto che dà il titolo alla raccolta, che è in due parti…), e la complessità della trama si adegua: storie dove l’aspetto “mentale”, suggestionale, filosofico, è fortemente presente.

“Quanto a considerare la tua storia una favola o un’invenzione, mio caro Franz, sappi che per me la bontà di una storia è già la più alta prova della sua verità. Non faccio alcuna distinzione fra realtà e fantasia, tra l’oggettivo e il soggettivo” (“La Cosa Marrone Chiaro”).

Quindi se volete saperne di più sulla Villa del Ragno, o la Megalopolimanzia, non fatevi sfuggire la lettura di questo libro.

Michele Finelli


Lo scrittore:
Fritz Reuter Leiber Jr (1910-1992) nacque a Chicago, figlio di Fritz Sr, celebre attore shakespeariano. Muovendosi sempre con grande disinvoltura in tutti i generi del fantastico, dall’horror alla fantascienza alla fantasy, iniziò la carriera alla fine degli anni Trenta nei pulp magazine Unkown, Weird Tales e Astounding Science Fiction.

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