Maurizio De Giovanni – Vipera

4209
Editore Einaudi
Anno 2012
312 pagine – brossura con alette

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978880620343GRA

“Primavera. Ricciardi non si fidava della primavera. Non c’era di peggio dell’aria dolce, del profumo di bosco o di mare che il vento soffiava da Capodimonte o dal porto, delle finestre che si aprivano. Dopo l’universo dei silenzi, delle vie gelide battute dalla tramontana, dei geloni e della pioggia fredda, le passioni hanno accumulato tanta di quella energia distruttiva che non aspettano altro che eruttare il loro disordine.”
E’ in arrivo una nuova primavera, per la Napoli del 1932. Si appresta la settimana che precede la Pasqua e i cittadini si dividono tra religiosi dediti al raccoglimento e la preghiera e i goderecci agnostici che cercano il divertimento tra bische e bordelli.
E proprio questi ultimi, hanno come luogo di perdizione e smarrimento il Paradiso, nome molto ironico col nome dell’Eden e le passioni dell’inferno, per indicare il casino più rinomato della città partenopea, quello frequentato dai ricchi, situato nella zona centrale fra negozi costosi e le vie del passeggio. ‘A guardaporte è Fusco Maria – detta Marietta – e Fiorino Lidia, detta – Yvonne – la tenutaria. Ma anche dove si concede amore, possono annidarsi l’odio e il rancore..e una prostituta, la più famosa e ricercata, chiamata Vipera, viene ritrovata morta, soffocata con un cuscino. Chi può averla uccisa? Quale motivo avrebbe avuto?
Anche questa volta, il commissario Ricciardi farà i conti con la falsità e l’ipocrisia, che ammorbano l’aria e la viziano, confondendo sentimenti e ragione, odio e amore. Nel contempo, i profumi dei sapori pasquali confondono a loro volta, ricordando tradizioni antiche come la preparazione del tipico dolce napoletano: la pastiera.
Sembra un tempo tanto lontano, il 1932. Ma lo possiamo percepire, toccare, attraverso il racconto di Maurizio De Giovanni, che ancora una volta ci tiene sul filo delle emozioni. Ogni frase si assesta come un mattone, ognuno dei quali prende forma, fino a creare la storia. Presenti i personaggi noti – che abbiamo avuto modo di apprezzare – come il collega fidato Maione, uomo corpulento e allo stesso modo invisibile durante gli appostamenti. Come Livia e Enrica, innamorate dello stesso uomo e in modi differenti lontane dal suo cuore. Almeno all’apparenza..
L’ombra del fascismo si addentra come una nebbia sottile, che si insinua nelle vite dei protagonisti, che ne spia le mosse, pronta a colpire appena si rileva il mancato rispetto delle regole. E’ una paura che aleggia in ogni atteggiamento, in ogni abito nero scorto a distanza.
La storia della morte di una “banale” prostituta nasconde in realtà una grande storia, fatta di fame e di amore, contrapposti l’una all’altro, ma complici per confondere le idee a chi cerca un colpevole.
Essi si declinano, mescolandosi all’infinito, diventando l’una brama di potere, prevaricazione e invidia; e l’altro gelosia, solitudine, disperazione. E armano le mani, generando una confusa voglia di sangue e di giustizia che si spegne solo nella morte.
Lo stile di De Giovanni è semplicemente vincente, quel modo di raccontare che sprigiona passione e intensità, che rende la morte meno violenta, quasi un trapasso piacevole. Che parla d’amore e di odio con lo stesso vigore, lo stesso ardore. Ogni argomento è calibrato e l’indagine tiene incollati fino alle ultime pagine, divisa tra un ventaglio di moventi e di presunti colpevoli.
Un romanzo letto in un soffio, per il quale l’assenza di interesse da parte di Einaudi per un piccolo blog come il mio – sicuramente tra le case editrici che ho sempre apprezzato per gli autori noir proposti – non potrà essere motivo valido per esimermi dal consigliare spassionatamente la lettura dell’ennesima prova di Maurizio De Giovanni!

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Lo scrittore:
Maurizio de Giovanni (Napoli 1958) ha pubblicato con crescente fortuna da Fandango Libri il primo ciclo del commissario Ricciardi, ambientato nella Napoli del fascismo e composto da Il senso del dolore. L’inverno del commissario Ricciardi (2007), La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi (2008),Il posto di ognuno. L’estate del commissario Ricciardi (2009), Il giorno dei morti. L’autunno del commissario Ricciardi (2010). La serie è tradotta con successo dalla Suhrkamp in Germania, da Payot & Rivages in Francia, da Lumen e La Campana in Spagna.
Per Einaudi, nel 2011, ha pubblicato Per mano mia. Il Natale del commissario Ricciardi (Stile Libero Big), con cui inizia il ciclo delle festività, sempre ambientato a Napoli. Con Mondadori “Il metodo del coccodrillo” nel 2012 e, nuovamente per Einaudi, “Vipera”.
Qui la recensione del romanzo Per mano miaIl metodo del coccodrillo e l’Intervista