Anno 2013
176 pagine – brossura
Copertina realizzata da Stefanino Benni
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Seconda inchiesta per l’8° Distretto al Gallaratese composto dalla squadra di Sasà Van Dir, Remo Barocci, Laganakis e Fossati, alle prese con un omicidio di una manager americana, avvenuto al Parco Sempione di Milano. La donna si chiamava Francesca Nava e faceva jogging al parco, quando si è accasciata fra le braccia del commissario Barocci, intento a far sparire i “maniglioni antipanico” cresciuti attorno al suo girovita. Convinto che fosse stata colta da un malore, si accorge invece del sangue che fuoriesce da sotto la scapola, causato dal foro di un proiettile.
Nel contempo, i colleghi Castoldi e Fumagalli cercano di stanare uno stalker, che non accetta di essere stato lasciato dalla sua donna e continua a perseguitarla.
Duplice inchiesta per l’8° distretto, dopo Delitto alla montagnetta e le vittime sono entrambe donne: per una l’epilogo è stato tragico e coinvolge persone benestanti, un brutto caso da risolvere che sarà piacevole come pedalare su uno sterrato con una bici senza sellino. Van Dir e Barocci si dovranno addentrare in un ambiente nel quale appariranno come cani in chiesa, fra auto di lusso e magliette firmate, luci e lustrini che celano disagi molto profondi, in cui il senso della famiglia prevarrà per salvare le apparenze.
Per l’altra donna, un monito a diffidare degli uomini possessivi, che trattano l’essere femminile come proprietà privata. Far emergere il problema e sensibilizzare le autorità, alle volte serve..
Divertente la caratterizzazione dei due personaggi, Sasà – padre olandese e madre napoletana – e Remo – romano doc – che si alterneranno nello sciorinare frasi partenopee e romanesche, strappando qualche sorriso che alleggerisce la storia.
Buoni anche gli altri personaggi, i quali emergono maggiormente rispetto al primo romanzo.
Sempre un po’ debole l’editing, che risparmia sulle punteggiature.
E..correre non nuoce gravemente alla salute!












