Alicia Giménez-Bartlett – Mio caro serial Killer

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Editore Sellerio Editore Palermo
Anno 2018
Genere Giallo
480 pagine – brossura e ebook
Traduzione di M. Nicola

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La solitudine a volte è necessaria. Un luogo dove ritrovare se stessi. Ascoltare con attenzione il proprio corpo. Il proprio spirito. Rendersi conto, lontano dai rumori e dalle distrazioni della realtà, di ciò di cui abbiamo veramente bisogno. Quali sono le nostre attitudini. O ciò che realmente ci rende felici. O che almeno ci fa sentire in pace con noi stessi senza cedere a richieste o lusinghe capaci di concederci solo momentanei attimi di appagamento.

A volte, invece, la solitudine è un luogo da cui voler fuggire. Una situazione che ci sembra imposta. Uno stato che ci sembra troppo pesante da portare o sopportare. Un silenzio assordante che continua  a rimbalzarci dentro ingrandendo anche il minimo disagio. Insomma a volte il bisogno di una parola, di un abbraccio, di un gesto affettuoso, di una piacevole compagnia, di qualcuno con cui condividere giornate che altrimenti sarebbero vuote, diventa irrinunciabile.

Lo guardai sparire nel portone con un misto di simpatia e di pietà. Ci sono tante donne sole, ma anche vecchi, bambini, studenti. Un po’ tutti sono soli, ricchi e poveri. Forse perfino gli animali da compagnia sono soli. Barcellona è una grande città piena di solitudini.

La solitudine è il tema principale di questo ultimo romanzo dell’autrice spagnola Alicia Giménez-Bartlett, Mio caro serial Killer, edito da Sellerio. L’ispettore Petra Delicado e il suo vice Fermin Garzón, si trovano ad indagare su un complicato caso d’omicidio che ha come vittima una donna  di mezza età, impiegata, non sposata che viveva sola. Nessuna prova. Nessun indizio. Nessun testimone. Solo una lettera d’amore che l’assassino ha lasciato sul corpo privo di vita della donna. Questa volta la nostra coppia di investigatori è affiancata da un nuovo personaggio: Roberto Fraile, ispettore della polizia autonoma della Catalogna. Un giovane uomo sulla trentina che sembra intenda dedicare tutto se stesso, senza risparmiarsi, alla scoperta di chi si nasconde dietro a questo brutale omicidio al quale ne seguiranno altri, secondo le stesse modalità.

Alicia Gimenez-Bartlett è un’autrice che amo e stimo moltissimo. Ho letto tanto di lei. Sia i libri di Petra Delicado che gli altri romanzi in cui l’autrice affronta sempre tematiche importanti e interessanti che ruotano attorno alla società contemporanea. Credo che in questo libro lei abbia saputo unire entrambe queste sue attitudini, perché spesso durante la lettura ho come avuto l’impressione di sentire la sua voce, di conoscere il suo pensiero, le sue opinioni. Sono infatti molti gli argomenti trattati durante lo svolgimento dello trama. Come ho già detto, la solitudine delle donne, che si spingono ad una ricerca disperata di un po’ di considerazione e di compagnia, ma anche di molti degli abitanti di questa città. Inoltre il rendersi conto di come il tempo passi velocemente lasciando i suoi segni.  Di come ci si scopra meno tolleranti con le persone che ci stanno vicine, di come si riconosca ciò che è importante nel momento esatto in cui lo perdiamo, di come ci concentriamo su ciò che è superfluo quando ci rendiamo conto di non poter influire su ciò che è veramente importante. Di come l’intera umanità sia mossa dalla passione. Della situazione in cui si trova chi ha una malattia mentale e delle difficoltà che deve affrontare chi gli vive accanto, spesso senza la certezza di una guarigione. E di tanto altro che vi lascio scoprire durante la lettura.

Petra è sempre protagonista indiscussa e carismatica di questa storia. Con il suo carattere determinato, chiuso e pessimista, che però  considera fondamentale l’ironia, la necessità in certe occasioni di non prendersi troppo sul serio, e il bisogno fondamentale di momenti di distensione in cui mangiare un buon pasto e magari lasciarsi andare in una sonora risata. Attività in cui la può superare solo il suo inseparabile vice Fermin Garzón al quale va riconosciuta una profonda empatia e una innata capacità di affrontare con piglio e garbo ogni situazione, anche quelle inaspettate senza mai lasciarsi cogliere dallo sconforto. Non da meno ,il personaggio di Roberto Fraile che nonostante cerchi di risultare antipatico per la sua solerzia, mi è piaciuto fin da subito. L’ho visto come una porta chiusa che lentamente ha cominciato a lasciar intravedere qualcosa di sé.

Ciascuno è fatto a modo suo. Tutti dovremo avere più tempo e voglia di conoscere gli altri. C’è sempre da guadagnarci.

Leggere un libro di Alicia Giménez-Bartlett è un’esperienza preziosa che consiglio a tutti. Al di là di essere d’accordo o meno con il suo punto di vista, le pagine sono piene di punti su cui riflettere e che non è possibile non considerare come un arricchimento personale.

Federica Politi

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La scrittrice:
Alicia Giménez-Bartlett (Almansa, 1951) è la creatrice dei polizieschi con Petra Delicado. I romanzi della serie sono stati tutti pubblicati nella collana «La memoria» e poi riuniti nella collana «Galleria». Ha anche scritto numerose opere di narrativa non di genere, tra cui: Una stanza tutta per gli altri (2003, 2009, Premio Ostia Mare Roma 2004), Vita sentimentale di un camionista (2004, 2010), Segreta Penelope (2006), Giorni d’amore e inganno (2008, 2011), Dove nessuno di troverà (2011, 2014), Exit (2012) e Uomini nudi (2016, Premio Planeta 2015). Nel 2006 ha vinto il Premio Piemonte Grinzane Noir e il Premio La Baccante nato nell’ambito del Women’s Fiction Festival di Matera. Nel 2008 il Raymond Chandler Award del Courmayeur Noir in Festival.