Lorenzo Beccati – L’ombra di Pietra

1559
Editore DeA Planeta Libri
Anno 2018
Genere Giallo
287 pagine – brossura e ebook
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Siamo a Genova, agli inizi degli anni 1600. La giovane protagonista principale è Pietra, rabdomante. Il suo ferro del mestiere è, quindi, proprio una bacchetta da rabdomante, bacchetta che dovrebbe avere il potere di dare le risposte agli enigmi e quesiti posti a Pietra.

Nella realtà è Pietra che con la sua arguzia, intelligenza, capacità di osservazione è in grado di dare quelle risposte. Ma non vuole che si sappia, desidera che le persone credano comunque il contrario, credano che il potere sia quello della bacchetta. Questo perché preferisce rimanere in disparte, predilige non essere lei al centro dell’attenzione. Rimanere in secondo piano le permette di essere più libera e indipendente, e non rimanere così incastrata nella sua figura di rabdomante.

In una società totalmente e completamente maschilista, dove la donna non ha moltissime possibilità se non quella di essere moglie e madre, e nel peggiore dei casi svolgere il mestiere più vecchio del mondo, dove non ha diritto ad avere un’istruzione, l’autore pone al centro di tutto proprio una donna, una donna intelligente, arguta, libera, indipendente, che sa leggere e scrivere, che sa badare a se stessa. E proprio a lei le autorità locali si rivolgono per risolvere due casi. Scoprire l’assassino che ha eseguito quattro omicidi, tutti nello stesso modus operandi, e ritrovare il celebre pittore Rubens, rapito e tenuto prigioniero chissà dove. Tutti chiaramente sono convinti che sarà la bacchetta a risolvere i misteri, ma quelle di Pietra sono delle vere e proprie indagini, frutto di ricerche e osservazioni. La rabdomante utilizza la sua intelligenza ed arguzia ed arriva brillantemente così alla risoluzione.

Pietra non è l’unica donna sulla quale l’autore pone la sua attenzione. Altre figure femminili hanno una forte importanza nelle storie narrate. Figure che, però, a differenza di Pietra non hanno la sua sensibilità e che utilizzano sì, anche loro, arguzia ma non sul versante del bene, ma su quello del male. Figure che in nome di un amore malato non si fanno scrupoli e perseguitano i loro obiettivi solo ed esclusivamente per vendetta. L’aspetto che ho apprezzato meno nel contesto della valorizzazione della figura femminile e in particolare di quella di Pietra, sta nell’aver attributo alla rabdomante, in diverse situazioni che ritroverete durante lo svolgimento delle vicende, le fattezze di una Lara Croft. Avete presente quei film d’azione dove la protagonista tutta da sola combatte contro un uomo o anche diversi uomini contemporaneamente e ne esce sempre e comunque vincitrice? Quei film sempre d’azione dove si hanno a disposizione magicamente oggetti che servono esattamente in quel preciso momento per mettere fuori uso l’avversario?

Da un libro voglio qualcosa di diverso, non voglio ritrovare un film d’azione dove situazioni non proprio verosimili la fanno da padrona. Per il mio cuore di lettrice un libro deve trasmettermi altro rispetto a scene che non aggiungono nulla alla storia, se non togliermi il gusto della lettura. Ho preferito la Pietra fiera e indipendente rispetto a quella mascherata da Lara Croft. C’è spazio anche per l’amore che scoppia teneramente e nello stesso tempo con passione tra Pietra e il giudice Donato Sanzio, un amore che regala loro delle forti emozioni, ma l’amore qualche volta non basta, anche se tenero e forte, non basta.

Un libro che mi ha convinta solo in parte considerate, come spiegavo in precedenza, quelle continue e ripetute situazioni da set cinematografico che come lettrice non mi hanno conquistata. Molto apprezzabile nella narrazione, invece, la descrizione di Genova e i suoi caruggi, la vita quotidiana dell’epoca, le figure dei popolani immersi nelle loro povertà, il potere e la ricchezza invece delle classi nobili e delle autorità politiche. Una descrizione di un’epoca così distante e lontana che regala, quindi, spunti interessanti.

Cecilia Dilorenzo

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Lo scrittore:
Lorenzo Beccati, (Genova, 1955). Come autore ha collaborato al successo di programmi che hanno fatto la storia della tv italiana, tra gli altri Drive-In, Paperissima e tuttora Striscia la notizia. Ha scritto film, opere teatrali e romanzi; tra gli ultimi ricordiamo Pietra è il mio nome (2014) e Aenigma (2016).