Paolo Colonnello e Antonio Aloni – Operazione Mercurio

1784

Editore SEM Libri
Anno 2018
Genere Thriller
384 pagine – rilegato e ebook
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Il commissario Maki Markaris ha due grandi passioni: il mare e la caccia al polpo, che conserva nel congelatore dei reperti organici del commissariato di Chaniá, sull’isola di Creta. Markaris però ama anche il raki, l’acquavite ottomana al profumo di anice, e le dee. Proprio come Afroditi, la giovane archeologa rimasta orfana di un padre che conservava il segreto più straordinario dell’isola, celebre fin dai tempi più antichi per la leggenda del Minotauro. È seguendo il profumo della bella Afroditi e il rebus della morte di suo padre, che il commissario incontrerà la traccia del più pericoloso e insospettabile criminale di Creta che per molti anni dopo l’invasione nazista ha setacciato l’isola alla ricerca del tesoro più strabiliante.
Sin dalla sinossi è evidente che ci troviamo di fronte a una detection storica, imperniata secondo gli gli junghiani “archetipi dell’inconscio collettivo”, ovvero i quattro personaggi-base definiti Archetipi dell’Eroe. Nel caso di “Operazione Mercurio”, più specificamente sulla figura del mago/ricercatore e lo svolgimento delle sue professioni di ricerca.

Conseguenziale dunque, la parte di narrazione cosiddetta “visibile”, ovvero la presenza degli strumenti di costruzione espliciti, il punto di vista, il colpo di scena e il cliffanger. Elementi essenziali nell’individuazione del soggetto narrante, della prosecuzione della storia nei momenti di stallo, e del cosiddetto “materiale di imballaggio”, ossia i raccordi tra un blocco narrativo e l’altro, il momento di pausa narrativa in corrispondenza di un momento di tensione. Abbiamo optato per un inizio tecnico, poiché gli autori Colonnello e Aloni hanno strutturato il loro romanzo in maniera ottimale da questo punto di vista. La storia ottiene così una giusta metrica d’espressione anche nei momenti statici, lasciando pregustare al lettore un qualcosa che non tarderà ad arrivare. Il “sospeso” del libro è dosato con arguzia, così come i dialoghi sono un mezzo, a volte rapido, a volte più lento, di condurre a quel sospeso chi sta leggendo. C’è capacità narrativa e molti dei personaggi sono il tramite incisivo e penetrante che squarcia e suddivide la storia in spicchi alternanti di passato e presente, dove il punto di contatto è subito evidente ma non di meno allettante per la curiosità del lettore.

I personaggi rendono e misurano i tempi della storia, sono note fissate su un pentragramma studiato e mai lasciato al caso, solido sulle conoscenze settoriali dei due autori e su un accattivante implicito tra i dialoghi dei protagonisti principali. I protagonisti, appunto. Maki Markaris, commissario sull’isola di Creta. Una Creta in pieno tempo di speculazioni edilizie e meta di divertimento. Markaris è affiancato da Kostantinos Merenditis, poliziotto dalle capacità di investigazione non comuni. Il terzo personaggio, quello chiave e che dà il là all’intera vicenda arriva con il nome di una dea: Afroditi, l’archeologa che si rivolge a Markaris, rimasta orfana del padre Demetrios, un pescatore, e lo zio Nikolaos, pope del paese. Entrambi sono morti in circostanze misteriose, molto probabilmente perché Demetrios custodiva il segreto  più straordinario di quell’isola. Come ogni detection che si rispetti, la presenza del villain, dell’antagonista è essenziale e immancabile. In questo caso ha le sembianze di un ex agente della polizia segreta di Hitler, che da molti anni dopo l’invasione nazista è alla ricerca di una ricchezza che si fonda su un’ipotetica tesi, sostenuta dalla stessa Afroditi, secondo cui i Minoici siano nati come colonia egizia e che i faraoni avessero scelto Creta per nascondere i loro tesori. A sostegno di questa ipotesi, un frammento di argilla bilingue, cretese ed egiziano. Forse, la mappa di un tesoro.

“Operazione Mercurio” mantiene le promesse iniziali, diverte e coinvolge, spinge il lettore ad adoperarsi e munirsi di attenzione per seguire le tracce che gli autori forniscono non solo ai personaggi, ma anche a chi sta sfogliando quelle pagine. Tornando alla tecnica narrativa, gli elementi del cosiddetto Triangolo Magico ci sono tutti, esemplari. Il delitto (l’incidente scatenante), il mistero (l’antagonista occulto) e la ricerca della verità (l’obbiettivo). Il piatto dunque è servito, a voi scegliere la maniera migliore per gustarlo cogliendo ogni sapore, accompagnandolo con un buon raki e con un occhio altrettanto indagatorio su un polpo alla griglia.

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini

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Gli scrittori:
Paolo Colonnello, giornalista, responsabile della redazione milanese de La Stampa al suo primo romanzo e il compianto Antonio Aloni, professore di Letteratura greca all’Università degli Studi di Torino, con alle spalle diversi studi sulla cultura ellenica hanno scritto a quattro mani “Operazione Mercurio” per SEM, Società editrice milanese.