Franco Vanni – La regola del lupo

1894

Editore Baldini+Castoldi
Anno 2019
Genere Thriller
288 pagine – brossura e epub

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Magari non funziona per tutti alla stessa maniera. Magari dipende dal nostro vissuto, dalle scelte fatte, da cosa o in chi ci siamo imbattuti, da come abbiamo saputo reagire agli eventi, soprattutto a quelli inaspettati, dagli sguardi in cui ci siamo ritrovati quando ci siamo guardati attorno smarriti. Magari dipende da quello da cui fuggiamo, o da quello che andiamo cercando. Ci sono infinite possibilità e un numero finito di probabilità. Ma può succedere che a lungo andare si finisca per odiare ciò che ci ha reso felici. Forse perché ha perso quello straordinario potere. O forse perché ci ricorda ciò che non sappiamo più ricreare, nemmeno provare. Forse perché guardarsi indietro è così doloroso quando quello che abbiamo davanti è così spaventoso.
Così, un vecchio pescatore, scivola lento sull’acqua scura e ferma del lago di Como navigando da Pescallo verso Bellagio, perso nei suoi pensieri tra sensazioni perdute. Ed è proprio quando si trova a passare davanti ad una pianta di glicine che è stata per lui in passato, il rimedio alle ombre e alle paure da cui si sentiva attanagliato sulla terra ferma, meccanismo che ora sembra abbia smesso di funzionare, che sente due spari di pistola inframezzati dal grido incomprensibile di un uomo.

Questa mattina hanno ucciso un uomo a Bellagio. Hanno trovato il cadavere sul tender di una barca a vela fuori dal porticciolo di Pescallo.”

Dopo “Il Caso Kellan” Franco Vanni, giornalista, torna in libreria per Baldini+Castoldi con “La regola del lupo”, un romanzo in cui ritroviamo il suo protagonista, Steno Molteni, cronista di nera, questa volta alle prese con un caso avvenuto nella città di Bellagio, sul lago di Como, dove lui è nato e cresciuto.
Filippo Corti è la vittima. Quarantenne, milanese. Al momento si trovava a bordo della sua imbarcazione con tre suoi amici per festeggiare il suo compleanno. Al mattino, dopo aver sentito degli spari ed un grido, le persone che erano con lui, sostengono di averlo trovato già esanime, appena risaliti dalle cabine. Mentre Steno Molteni acquisisce le prime notizie sulla vittima da Milano, Salvatore Cinà, maresciallo dei carabinieri, da trentanni a Bellagio e vicino alla pensione, padre del suo amico e poliziotto, Raffaele Cinà, indaga in loco con l’aiuto di Walter Sala, appuntato.
Ho letto questo romanzo quasi subito dopo il primo e questo mi ha permesso di creare un filo continuo nello sviluppo del personaggio di Steno Molteni ma anche di notare il miglioramento dell’autore sia nello stile ma soprattutto nello sviluppare una trama avviluppandola saldamente ai personaggi, portandoci con polso fermo in un presente, ma anche nel passato, senza smorzare l’interesse e il coinvolgimento nella lettura anzi alimentandolo di continuo ma senza strafare e con estrema naturalezza.

Ne risulta un libro capace di farti sprofondare dentro i vissuti dei suoi protagonisti senza farti perdere il gusto di una trama gialla in cui c’è da scoprire il colpevole di un delitto che per forza di cose va ricercato in un ristretto numero di persone, uniche presenti al momento dell’omicidio. Un gioco a scoprire le carte dove nessuno sembra essere colpevole e nessuno innocente, dove la sete di vendetta può portare a sbagliare e dove i sentimenti finiscono sempre, per complicare tutto.
Il protagonista Steno Molteni, mi ha conquistata fin dal primo libro ma in questo la mia attenzione è stata catturata quasi interamente da Salvatore Cinà, dal carisma che sprigiona da questa figura che assume sfumature leggendarie, dalla sua saggezza, dalla sua ironia, dal modo in cui conduce le indagini con la sapienza dovuta all’esperienza ma anche al fiuto innato che con il tempo si è affinato. Altro personaggio che rimane in ombra ma che ai miei occhi brilla per la curiosità che suscita ogni volta che spunta tra le pagine del romanzo, è il signor Barzini, amico di famiglia di Steno, che si è trasferito da tempo a Milano per dirigere l’hotel dove Steno vive ad un prezzo scontato facendo il barista per alcune sere a settimana. Il signor Barzini è sempre perfetto, sempre preciso, sempre informato su ciò che succede e sembra essere custode di un passato avvolto nelle ombre, sul quale spero che nei prossimi romanzi l’autore farà più luce, svelando ai nostri occhi altri lati di questa preziosa figura.

Numerose le tematiche in questo libro che definirei denso di significati: almeno io ne ho trovati parecchi e non c’è stato bisogno di scovarli perché i fatti ma anche ciò che non succede, mi ha parlato con chiarezza. Della paura di invecchiare e di morire. Di come le regole che ci diamo spesso si schiantino sulla vita. Di quanto sia importante soffermarsi a guardare chi abbiamo davanti per riuscire a capirlo. Di come nessuno di noi sia una cosa soltanto e men che mai quella più evidente. Di come sia difficile staccarsi di dosso un’etichetta, specie se ereditaria. Di come attaccarsi a qualcosa e non fare altro che rincorrerla senza esserne mai sazi, possa portare alla distruzione o comunque ad un’eterna infelicità. Di come ci sia data un’occasione, ed una soltanto. E soprattutto di come non riusciamo a staccarci da quella che abbiamo visto sfumare senza più riuscire nemmeno a vedere le altre che ci sono capitate.
“La Regola del Lupo” è un romanzo che svela un meccanismo, che spiega una regola e come questa possa essere ribaltata. Dagli eventi, sì, ma soprattutto da una potentissima volontà.

Federica Politi

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Lo scrittore:
Franco Vanni (Milano, 1982), cronista al quotidiano «la Repubblica», ha seguito centinaia di casi di cronaca nera e giudiziaria. È docente al master in Giornalismo dell’Università Cattolica. Insegna all’Accademia del giallo. Con tre amici cura il blog di pesca anonimacucchiaino. it. Nel 2015 ha pubblicato Il clima ideale, suo primo romanzo, premiato come migliore esordio italiano alla trentesima edizione del Festival du Premier Roman de Chambéry. Nel 2017, con Andrea Greco, ha scritto il saggio d’inchiesta Banche impopolari. Nel 2018 ha pubblicato per Baldini+Castoldi il giallo Il caso Kellan, in cui compare per la prima volta come protagonista il giornalista-investigatore Steno Molteni.