Ugo Mazzotta – Mia o di nessuno

1611

Edizioni Todaro / Collana Impronte
Anno 2019
Genere Giallo
252 pagine – brossura e epub

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Ma che bella scoperta.
Questa vice commissario, Pelagia (già il nome è tutto un programma) mi piace troppo e questa storia me la sono bevuta!
Prendete una donna poliziotto, di gradevole aspetto, che ha come animale da compagnia un serpentello; che ha come hobby una rara occupazione, il Kintsugi (arte di ricomporre vasi rotti con l’oro fuso); che non ama le relazioni impegnative,ed in ultimo ha una specie di “coscienza parlante” che non è il…grillo, ma la voce del padre, noto pittore di forte personalità.
Mi pare che tutti questi elementi, insieme, bastino a far comprendere come il personaggio sia speciale. Ma la sua simpatia va oltre i suoi gusti personali: è proprio un bel tipino, con battute e trovate che rendono la storia frizzante ed ironica. Alcune veramente spassose, e ciò non guasta, togliendo un po’ di drammaticità ad una storia gialla a tutti gli effetti.
Accade dunque, in quel di Napoli, che venga scoperto, da Pelagia e dalla sua squadra, un moderno bordello, ben mascherato da un supermercato di cinesi.
Niente di sconvolgente ai tempi nostri, senonché la casa adibita a luogo di piacere appartiene ad un noto avvocato della città, disperato perché la moglie è scomparsa nel nulla alcuni giorni prima, e che si proclama ignaro del…cambio d’uso del suo appartamento.
E allora – si chiedono gli inquirenti – si può aggiungere problemi a problemi, per un uomo che già si dibatte nell’angoscia? E – soprattutto – che è molto stimato da tutti? Quindi bisogna procedere cercando di non fare passi falsi.

Ma Pelagia inizia ugualmente con cautela le indagini e scopre, intanto, che la donna era tormentata da un misterioso stalker, che sapeva sempre dove fosse e che le inviava inquietanti SMS, che terminavano sempre con questa sigla: MODN, cioè Mia o di nessuno.
A questo punto sarebbe logico dedurre che l’autore della sparizione della donna fosse lui, dato che gli ultimi messaggi erano assai minacciosi. Ma neanche un sospetto o un’idea all’orizzonte.. Nebbia totale.

Durante l’indagine, la donna ha frequenti scontri e battibecchi con il vicequestore Pina Guarnieri, che l’apostrofa in un napoletano spassoso: una vera macchietta.
Pelagia intreccia amicizia con l’avvocato dell’indagato, un affascinante uomo con cui spesso ha scambi di pareri, e che la induce a vederlo come una probabile avventura.
Ma i fatti incalzano, e non c’è tempo per l’amore o simili; Pelagia, mentre si avvicina alla conclusione della vicenda, non si accorge di gettarsi a capofitto in acque pericolose.
La parte finale è una corsa verso la verità, che potrebbe anche risultare scomoda, e verso la ricomposizione del mosaico, con tutte le tessere al loro posto.

Romanzo non “impegnato” nel senso classico del termine, ma talmente piacevole e intrigante, che regala varie ore di lettura spensierata.
Ottimo stile di scrittura, uso di frasi argute; la storia strappa parecchi sorrisi e sa il cielo quanto ce ne sia bisogno, in questi tempi!
L’uso del dialetto napoletano da parte di Pina Guarnieri è una trovata senz’altro vincente, e dà un tocco di umorismo al romanzo.
Napoli, nella storia, ha un buon ruolo, ma non è descritta, una volta tanto, con accenni drammatici; si potrebbe affermare che segua lo spirito del romanzo, e la “vediamo” con occhio leggero, senza tristezze.
Unico neo che si potrebbe trovare al lavoro: il colpevole è facile da scoprire. Lo avevo persino indovinato io, che sono normalmente negata. L’ironia e la simpatia della storia fanno però perdonare questo particolare: che importa se si immagina chi è lo stalker? Essenziale è divertirsi leggendo.
E la piacevolezza è assicurata, con questa lettura.
Aspettiamo perciò nuove avventure della originale poliziotta, per altre ore di gradevole passatempo.
Alla prossima!

Rosy Volta

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Lo scrittore:
Biografia narrata dallo stesso Ugo Mazzotta: Non avendo mai fatto in vita mia lo scaricatore di porto, il buttafuori in un night di quart’ordine, l’agente della CIA o il contabile in un postribolo di Bangkok, ero consapevole di non possedere alcuno dei requisiti necessari a intraprendere la carriera di scrittore noir (possibilmente di successo). Ma siccome raramente faccio quello che sarebbe meglio fare, nel 2001 ho scritto il mio primo romanzo giallo, e dopo quello altri cinque. Qualcuno dirà che avrei fatto meglio a fare il contabile o il buttafuori (e magari ha anche ragione) ma così facendo non avrei mai conosciuto Veronica e Tecla, e sarebbe stato davvero un peccato. Ugo Mazzotta ha pubblicato con Todaro Editore la serie dedicata al commissario Prisco: Il segreto di Pulcinella, Indagine privata, L’avvocato del diavolo, La stagione dei suicidi, Che male c’è?, in uscita a febbraio 2014. Merce di scambio, invece ha una diversa protagonista, Alice Caturano, già presente nella serie del commissario Prisco.