Diego Collaveri – Il commissario Botteghi e il Mago. L’ultima illusione di Wetryk

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Editore Fratelli Frilli / Collana Tascabili Noir
Anno 2018
Genere Noir
240 pagine – rilegato e epub

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Il ritorno di Botteghi con un nuovo capitolo “Il commissario Botteghi e il Mago – L’ultima illusione di Wetryk”. Ritorno che coincide con una storia che prende spunto da un noto illusionista livornese – appunto Tony Wetryk, nome d’arte di Antonio Pastacaldi – con un intreccio che metterà nuovamente alla prova il nostro commissario.
Al dare il via alle indagini il ritrovamento del cadavere di Corrado Nenciati – titolare del suo studio notarile – all’interno della villa appartenuta all’illusionista, ed esattamente in quella parte dell’edificio utilizzata dal mago come laboratorio. Il notaio Nenciati si stava occupando della vendita della villa. A breve sarebbero state aperte le buste con le offerte per accaparrarsi l’abitazione. I pretendenti sono tre : Emilio Ghinassi – nome d’arte Emelius – , Françoise Monthlé – in arte Le Grand Arnaud, Iginio Leone – proprietario della Galleria Antiquaria Leone a Milano, collezionista di oggetti appartenuti a grandi maghi del passato -.
A insidiare il progetto dei tre, l’entrata in scena di Alessio Marchigiani che proclama una certa e particolare discendenza, dichiarandosi quindi erede. Ci sono tutti gli ingredienti per dar corso al giallo che si dipanerà tra le pagine dell’ultimo libro in ordine cronologico di Diego Collaveri.

Ho trovato lo spunto utilizzato dall’autore delicato ed interessante e la scelta di riprendere dal passato una figura dimenticata lodevole.
Quante volte camminando magari per una città che non conosciamo e stiamo visitando, ci imbattiamo in vie intitolate a persone di cui non conosciamo l’esistenza, di cui ignoriamo la
storia. Ecco, a Livorno non c’è neanche una via che ricordi l’illusionista che all’apice del successo ha abbandonato la sua importante carriera. Una figura suggestiva che ha regalato tanto al suo pubblico ma che viene relegata nell’angolo più buio e più lontano del cassetto della memoria collettiva. Riportare alla luce ciò che è stato dimenticato, ecco la considerevole operazione dell’autore. Ricordare per non dimenticare, ripescare dalla memoria per dare quanta più visibilità possibile a chi è stato segregato nel dimenticatoio.
“Non riuscivo a non intristirmi ogni volta che pensavo a che fine avesse fatto il suo nome e la sua storia. Un’ingiustizia simile era davvero difficile da accettare… Qualcuno si ricorderà mai di noi e di quanto ci è costato ciò che abbiamo fatto?
Ho ritrovato Botteghi con la sua squadra, gli agenti Busdraghi e Mantovan, sempre efficienti e collaborativi. Mariella, la proprietaria del ristorante La Boa, cara amica di sempre del commissario. Mariella intuisce tutto su Botteghi, sa capire i suoi silenzi, comprende i suoi tormenti, lo sostiene con la sua amicizia e anche questa volta percepisce qualcosa …
Un po’ però ti conosco e c’è qualcosa di diverso”. Quella donna era come un segugio per le variazioni umorali. “Stanno accadendo alcune cose “le confessai. “Mi trovo in situazioni che non riesco bene a comprendere o gestire”. “Cose belle o brutte?” chiese. “E’ proprio questo che vorrei capire” risposi sincero. “Sembrano vive, cambiano in continuazione”. “Perché sono vive, è la vita. Dovresti cambiare anche tu con loro” suggerì. “Mica ti farebbe male. Può far paura, perché siamo troppo attaccati all’ovvio che conosciamo, però a volte è l’unico modo per andare avanti”.

Queste nuove situazioni sono dovute alla presenza di una donna, Vittoria De Marco, commissario capo della narcotici. I due si incontrano spesso, ed è un rincorrersi e un ritrovarsi che fa piacere a entrambi. Per Botteghi uno spiraglio di luce, un respiro profondo quando i pensieri cupi il respiro glielo fanno mancare. Sono proprio curiosa di conoscere l’evolvere di questa parentesi rosa!
Per chi ha letto i precedenti titoli (se non lo avete ancora fatto, vi consiglio di recuperare) oltre ai personaggi citati, ritroverete le deliziose descrizioni della città di Livorno. L’amore per la città rimane immutato e si percepisce attraverso le parole dell’autore che ne descrive strade ed odori, e sembra proprio di sentirlo quell’odore salmastro tipico delle città di mare.
Vi riporto la descrizione che ne fa del Libeccio. “Indomabile e capriccioso, duro e tagliente come uno scoglio. Noi livornesi abbiamo legame con questo vento, è l’unico che chiamiamo per none, forse perché quando soffia non puoi non riconoscerlo. E’ come qualcuno che incontri dopo tanto tempo e non è cambiato di una virgola, oppure come il parente burbero
che sai di dover sopportare per forza durante le feste, ma che se non ci fosse farebbe mancare quell’atmosfera di famiglia a cui sente di appartenere”.

Ma non manca anche la nostalgia. Come in tante altre città ci sono dei cambiamenti che ti lasciano l’amaro in bocca, attività e negozi che non ritrovi più, un legame con il passato che si spezza, il rimpianto di quello che non è più e che era legato ai tempi dell’infanzia e della giovinezza. Conseguenze che derivano dalle metamorfosi dei volti delle città. E infine Botteghi e i suoi tormenti: il ricordo di sua moglie Nadia, indelebile e doloroso, e la lontananza incolmabile che lo separa da sua figlia Valentina. Lei lo odia e questa sofferenza il commissario non la sopporta più ma non può fare altrimenti per tutto l’amore che prova nei confronti di sua figlia. Questo amore riuscirà prima o poi a scalfire il gelo che si è creato tra lui e Valentina?
Vi invito a passeggiare per Livorno, ad ammirare la deliziosa Terrazza Mascagni, a seguire le indagini del commissario Botteghi che attraverso la sua vita professionale e quella quotidiana si mostra così com’è, fragile e vulnerabile. Come sempre accade, i risultati delle indagini porteranno ad una conclusione legata esclusivamente a degli interessi economici,
interessi che sovrastano tutto e tutti e che ogni volta lasciano sconcertati.
Primo su tutti il commissario Botteghi, che sono sicura ritroveremo in un nuovo capitolo.
Alla prossima!

Cecilia Dilorenzo

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Lo scrittore:
Diego Collaveri. Dal 1992 al 2000 lavora in campo musicale, collaborando con Emi Music come chitarrista, arrangiatore e paroliere. Nel 2000 comincia a scrivere narrativa e poesia, ottenendo premi e riconoscimenti. Nel 2001 vira verso la sceneggiatura, prima teatrale e poi per il cinema breve; l’anno successivo con la prima regia vince il concorso Minimusical indetto da La Repubblica e Fandango, con quest’ultima collaborerà come sceneggiatore per i successivi quattro anni. Intraprende un percorso didattico/formativo con vari registi italiani (tra cui Paolo Virzì, Davide Ferrario, Ruggero Deodato, Francesco Falaschi, Umberto Lenzi), studiando storia della cinematografia mentre lavora sui vari set. Nel 2003 fonda la Jolly Roger productions, etichetta indipendente per produzioni video(videoclip, backstage, live show, booktrailer). Nel 2006 viene invitato dall’Universtià di Pisa, dipartimento Cinema Musica Teatro, a intervenire nell’ambito del seminario “il cinema classico Hollywoodiano”. Nel 2009 viene inserito nell’Enciclopedia degli Scrittori Contemporanei. Nel 2013 alcuni suoi racconti noir sono apparsi sul settimanale Cronaca Vera. Dal 2014 collabora con LaTelaNera.com come critico cinematografico. Dal 2015 al 2017 è docente di sceneggiatura e storia del cinema presso Scuola di Scrittura Carver di Livorno.Nel 2018 è tra i docenti del corso Form.Ed – Tecnico della Gestione delle Fasi di Lavorazione Editoriale indetto da Provincia di Livorno e Regione Toscana.È tra gli ideatori di “Paura sotto la Pelle”, prima rassegna di incontri in Italia dedicata al genere mistery/crime e le sue trasposizioni tra narrativa, cinema e fumetto, tenutasi a Bologna a dicembre 2017, patron Pupi Avati.Finalista Premio Alberto Tedeschi – Il Giallo Mondadori 2015. Finalista Garfagnana in Giallo 2016 e 2017. Menzione speciale della giuria Festival Giallo Garda 2017 e 2018, Premio Best al premio letterario internazionale di Montefiore 2018. Oltre alla serie Anime Assassine, nel genere noir è autore per Fratelli Frilli Editori di L’Odore Salmastro dei Fossi, Il Segreto del Voltone, La Bambola del Cisternino(in concorso al Premio Scerbanenco 2017).