K. C. Constantine – Lo scambio imperfetto

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K.C. Constantine ha rappresentato un mistero per il mondo editoriale fino al 2011, quando ha finalmente rivelato la sua identità, accontentando i numerosissimi fan: Carl Constantine Kosak, classe 1934, ex marine, giocatore di football, cronista e docente di scrittura creativa. Annoverato tra i migliori scrittori statunitensi, nei suoi 17 romanzi della serie di Rocksburg, immaginaria cittadina della natia Pennsylvania, Constantine ha descritto tre decenni di quella provincia americana tenuta ai margini della crisi industriale così come William Faulkner ha raccontato il profondo Sud rurale. Di K.C. Constantine Carbonio ha pubblicato anche Il mistero dell’orto di Rocksburg (2018).

Già disponibile in libreria il suo romanzo “Lo scambio imperfetto” edito da Carbonio editore, di cui vi riportiamo la trama:

In un gennaio quanto mai uggioso del 1979, a Rocksburg, Pennsylvania, l’ispettore Mario Balzic deve vedersela con le assurde richieste del giovane e ingenuo sindaco appena insediato. Di fede repubblicana, il petulante Kenny Strohn ha la pretesa di poter ridurre subito e drasticamente il numero dei crimini, dimostrando di non conoscere affatto né la macchina della giustizia né tantomeno il tessuto cittadino.
La scoperta di un efferato omicidio mette ulteriormente a dura prova l’umore di Balzic: sul marciapiede di South Main Street, davanti alla bottega del barbiere locale, una giovane sconosciuta è stata brutalmente uccisa, colpita in pieno viso dal proiettile di una pistola di grosso calibro. Nel frattempo due lussuosi appartamenti arredati in modo identico sono stati depredati, senza che i proprietari abbiano sporto denuncia.
Ancora una volta è al Bar Muscotti che Balzic, tra un bicchiere ben colmo di vino e qualche boccale di birra, carpirà le informazioni utili per arrivare alla risoluzione dell’indagine. Ed è qui che incontreremo una carrellata di personaggi locali indimenticabili, ritratti con il tocco fine e l’abilità di un maestro riconosciuto.
Tra le pieghe di una cittadina molto meno sonnolenta di quanto vorrebbe apparire, prospera un sottobosco di criminalità descritto fin nelle sue più curiose sfaccettature. Constantine offre un ritratto disincantato e ironico, e a volte spietato, di una società che si regge su taciti accordi tra chi detiene il potere e dove il pregiudizio razziale verso gli afroamericani sembra un male congenito e inestirpabile.
Un’America di fine anni ’70 vista con gli occhi degli immigrati di seconda generazione che in un piccolo centro dell’immensa provincia assistono sgomenti alla chiusura delle fabbriche, all’aumento della disoccupazione e al dilagare dei fast food.
Grazie alle vivide descrizioni e ai dialoghi potentissimi ed esilaranti, prendono vita figure memorabili, dallo spacciatore disperato allo spregiudicato trafficante di cocaina, dall’astuto reverendo consolatore di anime e tenutario di un equivoco e redditizio speakeasy al giudice che la sa lunga, dall’anziana madre ossessiva alla timida stagista, dal poliziotto irreprensibile all’ufficiale corrotto, in un’esplosione incontenibile di umanità varia, saggia e dolente.
Ancora una volta Constantine supera i confini del genere e dà prova di una notevole personalità autoriale coniugando superbamente riflessione e intrattenimento. Il lettore si ritrova a fianco del suo poliziotto burbero ma dal cuore grande, in un susseguirsi di scene assolutamente magistrali.