Maurizio de Giovanni – Il pianto dell’alba. Ultima ombra per il commissario Ricciardi

2280

Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2019
Genere Noir
236 pagine – brossura e epub


“Non che fosse un principe di sangue, o un multimilionario con vasta pratica di danze, cavalli e possedimenti.
Era invece silenzioso e schivo, nervoso e malinconico, con due occhi da animale braccato colmi di solitudine”.
E’ questo l’uomo a cui oggi mi appresto a dire addio.
Dopo avere chiuso l’ultima pagina, e dopo avere atteso che lo spesso velo di lacrime si attenuasse, provo a dire al commissario Ricciardi il “mio” addio.
Ricciardi, caro amico, è arrivato il momento temuto; lo sapevamo.
Eravamo preparati? Non lo so; secondo me non si è mai pronti per gli addii.

Durante questa lettura, che ho cercato di assaporare in ogni pagina, senza chiedermi “come” sarebbe stato l’addio, ma continuando a non comprendere il motivo per cui un autore scelga di mettere la parola fine ad una serie profondamente amata dai lettori…ho gustato – ripeto – ogni attimo.
Non vorrei neppure, contrariamente alle solite abitudini, narrare la trama.
Non è ora ciò che conta maggiormente; sono le piccole storie nella storia, i momenti, le emozioni. Dirò solamente che il ritrovare Ricciardi felicemente (e finalmente aggiungo) sposato con Enrica, è stato già un momento di profonda commozione. Me li vedevo, gli sposi emozionati, con Maione e Modo testimoni, andare verso l’altare. E poi, la maternità. Con tanta gioia così il cuore potrebbe anche scoppiare.

La parte storica, narrata in modo impeccabile dall’autore, ha secondo me un ruolo sì importante, perché è la causa di fatti dolorosi che oscurano la serenità di Ricciardi, ma ha, ai miei occhi di lettrice romantica, una luce sfumata. Ci sono, nel romanzo, tanti momenti struggenti, intensi, densi di emozioni e di poesia (quella nota, de Giovanni! E grazie per questo regalo finale… Vedi il capitolo sul vento) che fanno soffermare l’attenzione più sui sentimenti, che sugli avvenimenti.

E poi, tutti i personaggi amati. A loro io vorrei dare il mio saluto. Quanto ci mancherà Maione? Noi, che abbiamo visto nascere la sua amicizia (quasi unica!) con Ricciardi; che abbiamo pianto con lui pensando al suo Luca, morto troppo presto, e allo sconquasso che ne è seguito, nella sua famiglia. E il suo lavorare col superiore in sintonia perfetta, senza neppure bisogno di parlare…
E Bambinella? Non si può parlare di uno senza l’altra: dialoghi spassosi e surreali, unici momenti di comicità pura, anche nelle storie più drammatiche.
Difficile tratteggiare un personaggio quasi grottesco, a volte, ma imbevuto di profonda sensibilità e pronto a tutto, pur di aiutare il suo amico Maione.

Il Dottor Modo è un altro pezzo di cuore che se ne va con loro. Lui e il suo cagnolino – ombra, due figure indimenticabili. La sua rettitudine, la dedizione verso i malati; i vizietti, anche, narrati con levità. Infine, le sue profonde convinzioni politiche, coraggiose in un momento pericoloso per tutti. Come non lasciarlo con rimpianto, come persona cara e conosciuta da sempre…

Enrica, tra le donne che hanno preso parte alla vita di Luigi Alfredo, che tanto ha fatto sospirare noi lettori nel corso delle storie, brilla di luce intensa. Non per nulla è stata il grande amore. Un uomo così straordinario e diverso non poteva che innamorarsi di lei.
Se in queste pagine l’autore ha parlato molto d’amore, era perché “doveva”.
Avendo deciso di chiudere almeno ci ha fatto percepire, a pelle, il sentimento immenso che li legava, che meritavano, in fondo, dopo tante traversie.
E noi abbiamo sognato con loro, anche se per poco. Abbiamo atteso trepidanti, per sapere se la cara Nelide avesse fatto giusti pronostici.
Persino Rosa, la vecchia defunta governante, ha in questa vicenda ancora una parte, breve ma importante, e soprattutto inquietante.

Luigi Alfredo, barone di Malomonte, e tu?
Come faremo a scordarti; a non aspettare il prossimo romanzo con ansia, per vedere se…qualcosa si sarebbe mosso, e quali altri intrighi avrebbe escogitato la bellissima Livia, per prendere un posticino nel tuo cuore? Anche lei arriva al capolinea senza il suo smalto, senza il fascino di sempre, ma semplicemente donna che ha sofferto più di quanto meritasse.

Tu, che hai portato per tante storie il tuo carico di dolore, e lo hai condiviso con noi lettori, tu resterai nel nostro cuore, come uno dei più bei personaggi creati da uno scrittore.
Noi non possiamo che accettare questo addio, ed essere grati a Maurizio de Giovanni per questo regalo prezioso. Grazie.
E se un giorno vicino o lontano Maurizio tornasse sulle sue decisioni…noi siamo qui in attesa.

Rosy Volta

 

Lo scrittore:
Maurizio de Giovanni, nato nel 1958 a Napoli, dove vive e lavora, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue(2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera(2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome(2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018). È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco). Con I bastardi di Pizzofalcone(Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbreappare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembreè incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli pubblica I Guardiani.Del 2018 è Sara al tramonto (Rizzoli), Sbirre (Rizzoli), scritto in collaborazione con Massimo Carlottoe Giancarlo De Cataldo, del 2019 è Le parole di Sara (Rizzoli)