Les Edgerton – The Rapist

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Editore Odoya Meridiano zero / Fuori Collana
Anno 2019
Genere noir
120 pagine – brossura e epub
Traduzione di Annarita Guarnieri

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“Sì mi ha provocato. Sì è annegata. Sì avrei potuto salvarla. No non ho cercato di farlo”
Si è può essere depravati e pazzi. Violenti e misogini. Criminali e stupratori. La natura umana è fallace per programmazione genetica ma non si può essere tutto questo e pensare anche lucidamente di avere ragione, di avere idee grandiose. O forse sì perché tutto si gioca sulla moralità. E quando se ne è davvero privi allora cadono tutte le convenzioni e insieme i giudizi, perché si può giudicare una persona che sbaglia non un mostro che si nutre delle sue stesse degenerazioni.

Chi è Truman Pinter? Ce lo dice lui stesso in una lunga narrazione dove l’azione si svolge prevalentemente nei ricordi di uno psicopatico esaltato che spiega la sua natura non azzardandosi mai a darsi del perverso, ma solo parlando di piani. Pinter ha sempre un piano che elabora prima mentalmente e poi cerca di mettere in pratica effettivamente. A volte non ci riesce ma quando lo fa lo spiega e lo giustifica appellandosi alla propria natura e ai sui istinti. Rapire donne e farne carne da macello. E anche quando viene catturato e la gente del suo paese oltre che impiccarlo vorrebbe anche prima castrarlo così da poterlo inviare all’altro mondo comunque menomato, lui ci ride. Truman è rabbioso ma anche narcisista e in carcere parla e racconta, dice e illustra e anche quando alla fine la frustrazione per la sua sorte lo fa piangere lacrime di rabbia trova sempre il modo per dare da mangiare alla sua mente depravata.

The Rapist lo si può comprendere solo leggendolo dalla prima all’ultima pagina perché il termine “spiazzante” rende solo in parte quello che i lettori si ritrovano a comprendere pagina dopo pagina. È un romanzo indefinibile perché non può essere catalogato in nessun genere preciso. Possiede echi di follia tutta sua e una trama che quando pensi possa far ricordare un altro racconto e un’altra storia vira repentinamente e cambia registro. Per gli amanti dei lunghi monologhi letterari può apparire da subito davvero interessante ma superato il primo entusiasmo dei capitoli iniziali comprendono appieno che il racconto per immagini è qualcosa che travalica la stessa storia per sfociare in un lavoro di introspezione che non lascia affatto tranquilli. Leggere The Rapist è una vera esperienza dove Edgerton sembra avere provato un capitolo dopo l’altro senza avere nessun canovaccio iniziale e a tratti anche infischiandosene bellamente del lettore. Le pagine scorrono ad oltranza fino a che lo stesso autore non è più in grado di reggere il mostro che ha creato e conclude il racconto prima che Truman Pinter fagociti anche lui. Il risultato è un romanzo allucinante, qualcosa di mai visto prima e che va letto assolutamente perché anche i lettori ogni tanto hanno bisogno di chiudere un libro pensando che forse non sono riusciti a capire proprio tutto ma che va benissimo così.

Antonia del Sambro

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Lo scrittore:
Les Edgerton cresciuto in Texas e in Indiana, sconta due anni nel penitenziario di Pendleton durante gli anni Sessanta per furto con scasso. La sentenza è il risultato di un patteggiamento che ha ridotto a un solo capo d’accusa decine di furti, una rapina a mano armata e un’accusa di spaccio di droga. Prima di questo “piccolo problema” Les ha servito per quattro anni nella Marina militare statunitense come crittografo. Dopo aver ottenuto la libertà condizionale da Pendleton, Edgerton ha conseguito la laurea (con lode) all’università dell’Indiana.
Oggi fa lo scrittore a tempo pieno e l’insegnante di scrittura creativa. Ha pubblicato diciotto libri in una grande varietà di forme: romanzi, racconti brevi, saggi, sceneggiature e manuali di scrittura. Una delle sue opere più famose è il saggio Hooked: Write Fiction That Grabs Readers at Page One and Never Lets Them Go.
Il libro che invece preferisce è la sua raccolta di racconti intitolata Monday’s Meal, che ha ricevuto una brillante recensione dal New York Times nella quale Les viene paragonato a Raymond Carver.