Loriano Macchiavelli – Delitti senza castigo

1197

Editore Einaudi / Collana Stile libero big
Anno 2019
Genere Giallo
264 pagine – brossura e epub


L’autore al lettore
… Sta di fatto che un bel giorno del 1974 me lo sono trovato fra le pagine, l’ho studiato, l’ho guardato in faccia e mi sono detto:
“Un questurino così non esiste. Vuoi vedere che è il tipo giusto?”
Avevo ragione: Sarti Antonio, sergente, era il tipo giusto per quegli anni. E anche per i successivi, visto che viaggia ancora sull’auto 28. E sono quarantacinque anni.
Ci sarà un motivo, no?
Delitti senza castigo ci dà il benvenuto tra le sue pagine con le parole del suo autore, il grandissimo Loriano Macchiavelli, al lettore. Il suo sergente, Sarti Antonio, è presente nelle vite dei lettori da quarantacinque anni. E certo che un motivo c’è.
Loriano Macchiavelli è inequivocabilmente, inconfondibilmente, chiaramente, nettamente bravo. Altrimenti non saremmo ancora qui a leggere, apprezzare le sue storie e a seguire sempre con affezione il sergente. Loriano Macchiavelli scrive in modo superbo e mirabile.
E anche questa volta non delude e non potrebbe essere diversamente.

Un accenno alla trama.
Settepaltò si aggira tra i portici bolognesi, la sua è una vita di stenti, raccoglie carta, cartoni e qualsiasi cosa possa essere rivenduto, non potrebbe far del male a nessuno, è una persona buona e sensibile. Perché picchiarlo brutalmente tanto da finire ricoverato in ospedale? Chi potrebbe avercela tanto con lui, con una persona che conduce una vita di difficoltà, miserie e privazioni? Che senso ha prendersela con un individuo inerme?
Sarti vuole capire e dare delle risposte a queste domande. Conosce Settepaltò, lo incrocia quando rientra nella sua abitazione, non riesce proprio ad accettare quello che è successo. E’ una cattiveria che va davvero oltre ogni limite.
Ma non si cambia carattere all’età del mio questurino. Non sopporta i soprusi. E la sua vita è piena di soprusi visti e subìti.”
Una sera il buon vecchio regala al nostro sergente un elmetto. Una ricca signora lo ha contattato per andare a sgomberare la soffitta della sua villa. L’elmetto fa parte del materiale che ha ritirato in seguito allo sgombero.
Quell’elmetto rappresenta una storia, una vicenda che arriva dal passato. Settepaltò e Sarti non lo sanno ancora.

Il titolo ci fa intuire quello che spesso accade nella realtà: i delitti senza castigo, senza colpevoli che paghino per il male fatto, con le vittime che non hanno più voce.
Vittime come due ragazzini che volevano realizzare il sogno di diventare calciatori.
Vittime come due giovani innamorati che si amano e che vogliono vivere la loro vita in due.
Vittime che hanno dei desideri. Carnefici che non hanno idea alcuna di cosa sia un desiderio, che non hanno alcuna sensibilità. E allora in nome dei propri interessi, non considerando la vita e i sogni altrui, decidono ed eseguono sentenze di morte.
Leggere le storie dei due fidanzati e dei due ragazzini, insieme a quella di Settepaltò, è struggente e toccante. Macchiavelli quelle storie ce le sussurra, ce le racconta, e loro, quelle storie, si insinuano e vanno a toccare la sensibilità di chi legge, perché fanno riflettere, fanno pensare, ci mostrano persone che spesso non hanno voce e visibilità – come Settepaltò – o che perdono la vita e il loro delitto rimarrà impunito.
Come per esempio i due innamorati.
Nessuno saprà come i due fagotti siano finiti sotto il portico dei Garganelli bagnato di nebbia e sporco di smog. Solo una sagoma indistinta che passeggia di notte con la rivoltella in tasca sa. Si porterà il suo segreto. Ne avrà forse altri.

Dopo quarantacinque anni Sarti non può essere ritenuto un personaggio di una serie, ma è una persona reale. Di lui ormai si conoscono abitudini, manie, comportamenti, pensieri. Siamo abituati ai dialoghi e battibecchi scambiati con l’agente Felice Cantoni che guida la mitica auto 28. Ritroviamo le descrizioni della città di Bologna, la città dove si svolgono le vicende personali e lavorative di Sarti, una città che durante questi anni ha subìto dei cambiamenti “… Non è cambiata di botto, questo si. Ha cominciato a modificarsi poco a poco. Sarti Antonio, di professione sergente, non saprebbe dire da quando. E neppure il sottoscritto, professione sconosciuta.”
Per me che sono un’umilissima lettrice, è difficile poter parlar in termini e modalità adatte ad un grande scrittore come Loriano Macchiavelli, non ne ho le capacità adatte.
Ma vorrei sottolineare la sua umiltà, perché solo i grandi lo sono, umili dico.
“Quale professione appiccicare a chi perde il proprio tempo dietro a uno sfigato questurino colitico?”
Se non umiltà questa.
Lunga vita a Loriano Macchiavelli e Sarti Antonio.

Cecilia Dilorenzo


Lo scrittore:
Loriano Macchiavelli, bolognese, è uno dei fondatori del noir italiano. Ha pubblicato una trentina di romanzi e ispirato alcune fiction televisive. Einaudi Stile libero sta riproponendo con successo tutta la serie di romanzi con protagonista Sarti Antonio. Sono usciti finora: Fiori alla memoria (2001), Ombre sotto i portici (2003), Le piste dell’attentato (2004), Sui colli all’alba (2005), Cos’è accaduto alla signora perbene (2006), Passato, presente e chissà (2007), Sarti Antonio: un diavolo per capello (2008), che nel 1980 ha vinto la prima edizione del premio Tedeschi, Sarti Antonio: caccia tragica (2009), Strage (2010), L’archivista (2016) e Delitti senza castigo (2019). Macchiavelli ha inoltre scritto un racconto per l’antologia Crimini italiani (Einaudi Stile libero, 2008). Nei Super ET è uscito Trilogia di Sarti Antonio (ultima edizione, 2017), che riunisce in un unico volume i romanzi Le piste dell’attentato, Fiori alla memoria, Ombre sotto i portici (2009), Sequenze di memoria (2011). Nel 2013 ha pubblicato E a chi resta, arrivederci, scritto con sua figlia Sabina (Einaudi Stile libero), nel 2014 Sarti Antonio: rapiti si nasce (Einaudi Stile libero) e nel 2016 Noi che gridammo al vento (Einaudi Stile Libero). Il suo sito ufficiale è all’indirizzo www.loriano-macchiavelli.it