Margaret Armstrong – Il mistero della vetreria

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Edizioni Le Assassine / Collana
Anno 2019
Genere Giallo
220 pagine – brossura e epub
Traduzione di Tiziana Prina


Edizioni Le Assassine ci presenta, nella collana Vintage, un romanzo giallo di Margaret Armstrong, illustratrice e autrice americana di fine Ottocento. Il mistero della vetreria rispetta infatti i canoni del classico giallo ponendo però al centro della scena una amabile signora newyorkese di mezza età, la signorina Trumbull.

Immagino che il tempo, bello o brutto che sia, abbia spesso fatto la differenza nella vita delle persone.

La signorina Trumbull lascia la dimora cittadina per recarsi in campagna presso una vecchia amica di scuola, Charlotte, donna dalle molte paturnie, come detto nel romanzo, dedita alla osservazione degli uccelli più che alla compagnia umana. Ed è in un paesino agreste, dove tutti conoscono tutti, che si scopre un mattino un efferato omicidio.

“Nessun dubbio al riguardo, temo. C’è in circolazione un omicida: il dottore dice che sono ossa umane; ne ha avuta conferma al microscopio, ma non sa dire se appartengano a un uomo o a una donna, con i pochi resti a disposizione: niente carne o pelle o capelli, capite.”

Nel forno della vetreria del paese, di cui è proprietario Frederick Ullathorne, uomo burbero e poco amato dai più, vengono rinvenute delle ossa ormai carbonizzate, e solo grazie al riconoscimento di una protesi dentaria, avvenuto tramite il figlio del proprietario, Leo, si scoprirà proprio che quelle ossa appartengono al signor Ullathorne, o almeno così sembrerebbe.

Ma la comunicazione della mia grande novità, la scoperta dell’esistenza di una certa Marcella, lo mise di pessimo umore.

La signorina Trumbull, sempre in compagnia del giovane Leo e dell’amata Phillys, visti i pochi progressi dell’ispettore Skinner, decide quindi di indagare sull’omicidio, specialmente per dimostrare che l’amica Charlotte e Leo non possono avere nulla a che fare con il terribile caso.

Perché ero in pericolo, in grande pericolo. Non lo dubitai nemmeno per un attimo.

In un giallo intrigante e piacevole, sarà la stessa protagonista a ritrovarsi nei guai, proprio perché capace, grazie ad un grande intuito, a vedere ciò che gli altri non sono riusciti a vedere, mettendo a repentaglio la propria vita.

Il lettore si ritrova in una storia capace di superare il tempo, un classico di cui sarebbe impossibile indovinare l’età. È proprio questa la prima impressione che il volume lascia: se non sapessimo già che il romanzo è dei primi del Novecento, potremmo credere di trovarci davanti ad un bestseller degli anni Duemila. L’ambientazione di campagna, così cara a molti giallisti, riporta il lettore – specialmente se cresciuto negli anni ’90 – al clima tipico che possiamo trovare in una di quelle serie televisive che fu un cult: La signora in giallo (meglio conosciuta come il personaggio di Jessica Fletcher). Di particolare interesse è anche l’introduzione all’arte del vetro: è infatti importante all’interno del romanzo l’amore sia per l’arte in sé sia per un particolare rosone che verrà proprio prodotto nel forno in cui verrà consumato l’omicidio. Ma l’arte potrà arrivare ad essere follia? La Armstrong è stata capace di scrivere un romanzo che supera i secoli e le distanze, che le Edizioni Le Assassine presenta sul finire del 2019, dimostrando che i buoni romanzi di ieri possono essere ancora i buoni romanzi di oggi.

Adriana Pasetto


La scrittrice:
Autrice poco conosciuta, ma molto apprezzata da Howard Haycraft nel suo Murder for Pleasure, Margaret Armstrong fu una donna dai molti talenti: per gran parte della sua vita si dedicò con successo all’illustrazione di copertine, ne disegnò oltre 270 in stile Art Nouveau, manifestando un forte interesse per la botanica e in particolare per i fiori selvatici. Nata a New York nel 1867 da una famiglia molto in vista ̶ il padre, oltre a essere un diplomatico, era maestro nella creazione di vetrate artistiche ̶ Margaret Armstrong si dedicò alla scrittura piuttosto tardi, realizzando tre romanzi gialli che trovarono un’eco molto positiva nella critica. Haycraft la consideròuna delle migliori scrittrici tra quelle che ricorsero alla tecnica dell’HIBK (Had I But Know ovvero se lo avessi saputo), di cui Mary Robert Rinehat fu l’iniziatrice: qui la narrazione viene fatta in prima persona da una donna che rimpiange di non aver agito in un certo modo per prevenire un crimine o altri terribili misfatti, se solo fosse stata capace di prevederli.