Roberto Centazzo – Tutti i giorni è così. Le storie di Cala Marina.

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Editore Tre60 / Collana Narrativa Tre60
Anno 2019
Genere Giallo
216 pagine – brossura e epub


“Questo è quello che succede nel bar, a pochi metri da me. Io, con la scopa in mano, sto pulendo l’atrio.
Dietro la vetrina quei personaggi sembrano gli attori di un film muto. Il maresciallo nemmeno mi ha cercato. Eppure sono sempre qui, come gli altri, ma è come se non esistessi.
Per questo ho deciso di scrivere questa storia.
La metto su carta, per sfogarmi: se non posso parlare con gli altri almeno parlerò a me stesso.
Chissà se riuscirò a scoprire il colpevole prima di loro. Pensa che smacco!”.

Roberto Centazzo mi ha piacevolmente sorpresa con questa storia. Abituata ai suoi simpatici membri della Squadra “Minestrina in brodo”, mi sono trovata proiettata non solo in un mondo diverso, ma in un romanzo scritto con stile diverso, e con personaggi singolari. Il migliore è sicuramente Adelmo, l’addetto alle pulizie muto, che pronuncia la frase sopra citata (almeno, nella sua mente), ed è in un certo senso, a tratti, la voce narrante.
La vicenda si svolge a Cala Marina, una località immaginaria della Riviera, in cui chissà quanti paesini simili si specchieranno…
Precisamente, poi, tutto ruota intorno alla Stazione delle Ferrovie dello Stato, con una rosa di personaggi, legati alla zona in qualche modo, e che via via andiamo a conoscere.
C’è Silvano, l’edicolante che trascorre il suo tempo leggendo fumetti, per ingannare le ore.
C’è la barista Ludovica, donna affascinante e saggia, che lavora duramente per mantenere una sorellina disabile.
Poi Dalmasso, il capostazione. Non può mancare all’appello il capo del posto locale di polizia, Maresciallo Norberto.
Ancora, il tassista Bartolomeo, che vive le sue attese di clienti facendo parole crociate.
Infine, Martinelli, il professore di matematica che fa il pendolare.
Manca Taddeo, il gabbiano, primo cliente la mattina presto del bar di Ludovica, per avere qualche bocconcino.

Un po’ di trama.
A Cala Marina non accade mai nulla: sempre i soliti gesti,i soliti discorsi. Una vita tranquilla e senza storia, che scorre proprio, perciò serena.
Ma…una mattina accade qualcosa: una donna bellissima vestita di bianco scende dal treno, compra una rivista , entra in una cabina telefonica, e poi sale su un taxi e si allontana. Tutti sono incantati da questo diversivo: soprattutto il maresciallo, che già fa il cascamorto con Ludovica, vorrebbe farsi notare, parlarle, ma niente! E resta in loro solo il ricordo fuggevole della sua bellezza. Dopo pochi giorni, la notizia sul quotidiano: Persona scomparsa!
E la persona in questione altri non è che Liliana Borromini, la bellezza scesa dal treno. Tutti si sentono coinvolti, persino Adelmo, l’inserviente muto e ignorato da tutti, che ha però un vantaggio su di loro: essendo in grado di leggere il labiale, ha capito il nome della persona a cui Liliana ha telefonato.
Il maresciallo Norberto sente che, in un paese dove “tutti i giorni è così”, è arrivato il momento della sua riscossa: ora avrà modo di trovare la donna e la sua fama subirà un’impennata verso l’alto.
E cominciano le indagini, le supposizioni, le piccole scoperte.

Alla fine, quello che sembrava nato per essere un delicato e piacevole romanzo di costume, si rivela pure un giallo, sebbene non da paura. Ancora una volta Roberto Centazzo ha colto nel segno, dimostrando innanzitutto come, oltre al suo ormai collaudato canovaccio della Minestrina in brodo (che spero non abbandonerà), possa trovare nuove idee e trame originali.
Mentre la storia si dipana, i personaggi diventano più delineati; vengono a galla le loro sfumature, le loro vite. Il romanzo diventa una ricerca corale della verità, soprattutto dopo che il cadavere della donna verrà scoperto. Allora non si tratterà più di sapere qualcosa di lei, di trovarla, ma di scoprire l’assassino.
Centazzo ha uno stile di scrittura piacevole, sicuro, ricco di sfumature, senza essere prolisso. E’ un buon conoscitore dell’animo umano e delle sue emozioni; deduzione , questa, che si evince non solo dalle storie che scrive, ma da piccole “chicche”: riflessioni che piazza ogni tanto nei suoi capitoli, e che danno spessore alla storia.

“Quanto pesano i ricordi! Già, bella domanda: quanto pesano?
Se si potessero pesare i pensieri, ci accorgeremmo che il novanta per cento è zavorra. E quella zavorra è fatta di ricordi. Pietre, macigni, blocchi di cemento, i ricordi sono così. Ti trascinano a fondo”.
E così, quello che sembrava inizialmente un romanzo semplice, tranquillo, rivela aspetti che a prima vista erano sfuggiti! Un paesaggio quasi irreale, un mondo passato (le cabine telefoniche!), dei personaggi simpatici ed universali.
Ingredienti che, mescolati, danno come ricetta finale un ottimo piatto! Promosso.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Roberto Centazzo è autore dei romanzi della serie che ha come protagonista il giudice Toccalossi, pubblicati dai Fratelli Frilli Editori: Giudice Toccalossi, indagine all’ombra della Torretta (2010), Toccalossi e il fascicolo del ’44 (2011), Toccalossi e il boss Cardellino (2012), Toccalossi cerca casa (2013) e Toccalossi e l’impicciona (2015). Sempre con protagonista il giudice Toccalossi, ha pubblicato il romanzo Signor giudice basta un pareggio, scritto a quattro mani con il giornalista Fabio Pozzo (TEA, 2013). Nel 2019 pubblica con Tre60 Tutti i giorni è così