Joe Lansdale – Sotto un cielo cremisi

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Editore Einaudi – Collana Super ET
Anno 2019 (prima pubblicazione 2009)
Genere Giallo
288 pagine – brossura e epub
Traduzione di Andrea Mattacheo


Ogni scrittore ha una sua diversa evoluzione letteraria, dettata da svariate motivazioni nelle quali annoverare le case editrici che richiedono titoli come biscotti della nonna, o bulimie scrittorie che devono trovare sfogo a tutti i costi. Questi percorsi di evoluzione per alcuni sono progressivi, lineari e senza grossi scossoni, per altri assomigliano a grafici sismici con picchi impressionanti verso l’alto e altrettante cadute verticali verso il basso. Questi ultimi hanno reazioni differenti di fronte a tali estremi e la tendenza è quella di puntare sempre più verso il basso che provare a risalire, con le giuste eccezioni. In questa tornata di recensioni ho avuto modo di veder confermata questa mia sensazione (chiamarla tesi mi sembra pretestuoso), oltretutto in modo molto esemplare: due autori con lo stesso nome (Joe e Jo), due autori longevi, prolifici e dal grande seguito di pubblico. Due autori che hanno sortito effetti nettamente opposti, e quello che ne viene fuori alla grande non è quello che ci si poteva aspettare dal principio.

Siamo al settimo libro della serie ed è evidente come Lansdale abbia messo un po’ il pilota automatico, ma solo in apparenza. Diciamo che oramai scrive seguendo un percorso ben delineato, cosa che non gli preclude di uscire dalle righe quando e come vuole: abbiamo il problema, normalmente una cosa banale al principio, ma poiché i nostri due Hap e Leonard la risolvono nel loro usuale modo caciarone ecco che si tramuta in un problema ben più grave e complesso, complessità che si traduce in complicazioni per il duo. Iniziano a morire persone come mosche, oltre a quelle già decedute nel prologo, le donne o si armano o è meglio che lascino la città. Potrebbe capitare che vengano chiamati rinforzi, ma è da valutare. Battute virili sparse ovunque come lo zucchero a velo sul pandoro, toccano sia la stabile omosessualità di Leonard che la mentalità di “bravo ragazzo” di Hap con una venatura hippy. Necessita, spesso, un cambio di scenario che a volte vede Hap e Leonard come cacciatori, ma di gran lunga è più facile che siano i cacciati, con grande dispiacere di chi li insegue. C’è, quasi sempre, un grande cattivo che si rivela difficile da uccidere. Ci sono tante risse, scontri a fuoco con un significativo conteggio dei corpi rimasti a terra. E tutto finisce con i nostri eroi che vengono sbatacchiati qua e là, occasionalmente fatti saltare in aria, che tornano a casa alle loro vite dozzinali un po’ più saggi e un po’ più tristi. Poi vanno a leccarsi le ferite prima che la trama del prossimo libro – l’ennesimo sanguinoso circo carnascialesco – arrivi in città.

Ecco, detta così sembra che questa trama sia ricicciata ad libitum. Poi accade una magia e la magia si chiama Joe Lansdale. La magia è quella di prendere una trama oliata e ben definita e andarla a scardinare con perizia laddove è necessario, quel tanto che basta per tenerla ancorata al tessuto epiteliale conosciuto, ma farla evolvere in un organismo a sé stante. Certo è una magia che ha, a volte, dei controeffetti – come ogni magia, del resto – e quindi l’incantesimo non sempre sortisce l’effetto desiderato, ma quando capita è maestoso. Come questo, dove quella che inizia con una apparentemente normale richiesta di un vecchio amico detective di recuperargli la nipote finita in un brutto giro, verrà gestita dal duo con la solita riconosciuta lungimiranza e ben presto quello che doveva essere un lavoretto facile si tramuta in un vero tsunami.
Dopo alcune tra le più belle – descrittivamente parlando – scene di scontro a fuoco (che se hai visto almeno un paio di film di Tarantino diventano subito tangibili), improbabili aiuti dell’FBI, poliziotti corrotti, spacciatori e un enorme coccodrillo (enorme!) che farebbe una gran figura in un qualsiasi scontro di wrestling, i due chiudono la faccenda a modo loro. Punto.

Quando si tratta di Hap e Leonard, la trama del libro è secondaria (a volte terziaria). I due protagonisti, con le loro maschere di umorismo e violenza, sono quelli che fanno la differenza, quelli che servono a Lansdale per darci un metro di valutazione e di lettura della sua America, ma che servono anche a rendere una trama secondaria un ottimo sfondo per le loro azioni così fuori dal comune. Questo non vuol dire che la trama sia brutta o altro, solo che non è il punto focale. Capito questo, il libro è una piccola chicca a cui bastano meno di metà delle pagine dell’altro Jo per fare la differenza. E che differenza.

Michele Finelli


Lo scrittore:
Joe R. Lansdale (Gladewater, Texas, 1951) ha scritto oltre venti romanzi e centinaia di racconti, ed è forse il piú geniale autore di genere contemporaneo. Tra le sue opere pubblicate da Einaudi Stile Libero: La sottile linea scura, Tramonto e polvere, Acqua buia, La foresta, Notizie dalle tenebre, Paradise Sky, Io sono Dot, L’ultima caccia, In fondo alla palude e, per la serie di Hap e Leonard, Una stagione selvaggia, Mucho Mojo, Il mambo degli orsi, Bad Chili, Rumble Tumble, Capitani oltraggiosi, Una coppia perfetta, Honky Tonk Samurai, Bastardi in salsa rossa, Il sorriso di Jackrabbit, Hap & Leonard. Sangue e limonata e Sotto un cielo cremisi.