Rob Keller – Il gioco del silenzio

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Editore DEA Planeta
Anno 2019
Genere Thriller
336 pagine – brossura e epub


Sembra che certi nodi siano difficili da sciogliere. In certi casi può sembrare intollerabile. Certe situazioni impossibili da rimuovere dai ricordi. Legami slabbrati e sfilacciati consumati dal tempo. I rimpianti. I rimorsi. Tanti i fantasmi che affollano il passato e che per quanto ci ostiniamo a tenere gli occhi chiusi nel disperato tentativo di non vederli, continuano a far sentire prepotentemente la loro presenza attorno a noi. A volte come un dubbio che ci consuma, come un sospetto che ci impedisce di andare avanti o ancor peggio come una minaccia sul nostro futuro.

“il passato ti verrà sempre a cercare, ovunque andrai.”

Cristina vive a Milano con il marito. Lui è un drammaturgo, lei una criminologa ma da un po’ di tempo ormai ha deciso di rinunciare al lavoro per prendersi cura della famiglia, in particolar modo di Leone, il loro bambino che soffre di iperattività. Cristina guida questa famiglia con metodo. Ha bisogno di sentire che tutto procede nel modo in cui lei lo ha immaginato. Sente la necessità che tutto segua uno schema prefissato e questo la inserisce in un ruolo difficile da abbandonare perché in qualche modo la tiene al sicuro dai fantasmi del suo passato ma anche da se stessa.
Quando il padre, con il quale non ha un buon rapporto, la chiama per comunicarle della morte dello zio Francesco, nella cui figura invece ripone gran parte dell’affetto ricevuto durante l’infanzia, qualcosa in lei inizia ad incrinarsi. Con il marito ed il figlio è costretta a tornare a Cadenabbia, un paesino sul lago di Como, dove è nata e cresciuta. Il padre lavorava come orologiaio presso la villa della famiglia Radlach, dove la madre era domestica. Lei è cresciuta proprio lì insieme ai figli dei Radlach, ma dall’altra parte della barricata facendo parte della servitù e non sentendosi mai a proprio agio in quei saloni immensi avvolti nelle ombre e nello scandire del ticchettio dei molti orologi che ne ricoprivano le pareti.

Quando scopre che il padre nutre dei dubbi sulla morte del fratello, ma anche sulla morte di uno degli eredi della famiglia avvenuta qualche mese prima, in Cristina si innesca un meccanismo impossibile da arrestare se non nello scoprire una verità quanto più necessaria per togliere il velo dai ricordi così come evocati dalla sua mente, ma anche per riuscire a guardare al futuro senza più quel peso sul cuore.
Rob Keller, tedesco di padre e italiano di madre, ha vissuto per quarant’anni sul lago di Como per poi trasferirsi in Canada. Questo è il suo primo romanzo e forte si sente questa senso di appartenenza al luogo che lo ha visto crescere. “Il gioco del silenzio” è un thriller che gioca molto sulle suggestioni, sulle atmosfere più che sull’azione o sui conflitti armati. È una storia che si alimenta in una trama che oscilla continuamente tra passato e presente in cui sono sapientemente inserite leggende del posto che arricchiscono le atmosfere sospese e inquietanti attorno al lago, dove tutto sembra immobile ma profondo e imperscrutabile. Laddove le nebbie si levano dalle acque per offuscare la vista e avvolgere le anime. I silenzi si fanno assordanti interrotti solo dalle grida spaventose che evocano nomi come leggende, e dal costante ticchettare degli orologi che scandiscono il susseguirsi delle pagine con un meccanismo che può incepparsi ma sempre pronto a ripartire.

In questa ambientazione suggestiva i personaggi si muovono alla ricerca della verità ma anche nell’ostinazione di mantenere il silenzio su ciò che sembra sia successo. Cristina, che piano piano riesce a riempire il proprio petto d’aria e ad agire al di fuori degli schemi, sentendo il piacere che c’è nel rischio di mettersi di nuovo in gioco. Il marito, Lorenzo, che vede cambiare la moglie e riconosce quella scintilla che li aveva fatti innamorare. Il padre con il quale recupera in qualche modo un rapporto soprattutto nell’interagire con il nipote. La famiglia Radlach che da sempre è stata l’emblema di qualcosa da cui essere terribilmente attratti e spaventati.

“Un groviglio di domande. Una stanza piena di orologi. Questo sono i Radlach: un caso irrisolto.”

La scrittura è semplice e scorrevole e sin dall’inizio ti coinvolge in questo gioco del silenzio. Ci imbattiamo anche in situazioni poco credibili, in luoghi che si possono anche considerare abusati dal genere. Ce ne rendiamo conto ma finiamo per dare il giusto peso a queste imperfezioni perché questa è una dei quelle letture che non dà affanno, che ha il potere di intrattenerti legando il tuo tempo allo scandire delle lancette. Si apre ai tuoi occhi un posto privilegiato dal quale poter essere spettatore di ogni vicenda. E quando finalmente vedrai che cosa veramente è successo, sarai sollevata di sentire quelle parole raccontare per la prima volta una verità difficile da accettare, in quello che è stato un disperato tentativo di riuscire a conviverci per poi lasciare invece che il silenzio scendesse a coprire ogni cosa.

“Amare nonostante” era, dopotutto, l’unica forma di amore che aveva sempre conosciuto.”


Lo scrittore:
Rob Keller è nato nel 1956 sul Lago di Como, dove ha vissuto per quarant’anni, da padre tedesco e madre italiana. Seguendo una tradizione familiare, ha lavorato a lungo come mastro orologiaio. Attualmente abita a Saguenay, in Québec. Questo è il suo primo romanzo, candidato al Premio DeA Planeta 2019.