Editore Einaudi / Collana I Coralli
Anno 2019
Genere Giallo
256 pagine – brossura e epub
È stato inevitabile durante la lettura di “Via del riscatto”, nuovo capitolo con protagonista Imma Tataranni, immaginare i protagonisti della serie TV che tanto successo ha avuto. Il pubblico televisivo ha accolto più che favorevolmente il nostro Sostituto Procuratore Imma Tataranni, una personalità decisamente peperina. Tacco dodici, un outfit colorato e alquanto singolare, piuttosto rompiscatole e attaccabrighe, determinata, un caterpillar nel lavoro, non si ferma davanti a niente e a nessuno.
Un’indole forte che ha ammaliato prima attraverso le parole scritte e poi attraverso il linguaggio televisivo.
Ma poi anche capace di tenerezze e grandi gesti di umanità, perché dietro la scorza dura c’è anche l’Imma sensibile. Una sensibilità che avrà una particolare importanza.
E aggiungo il cinismo, parte integrante del suo carattere.
“Sembra proprio un presepe, con tutte quelle lucine!”
La prossima o il prossimo che se ne usciva così, quanteveriddio, gli sparava. A costo di andarsene in galera, a meno che un giudice di buon senso non le concedesse la legittima difesa… Le mani al collo, alla cognata che si stava lanciando in un panegirico per il panorama mozzafiato, con tutti quei lumicini che si erano appena accesi. Indescrivibile non so trovare altra definizione. E statti zitta aaaaallora… “
Ecco la reazione della Tataranni andando in giro per Matera con la cognata, il fratello di Pietro, suo marito, e una brunetta e una coppia di amici loro. E proprio girando per i Sassi in una fredda serata di febbraio a Imma pare di sentire un colpo di pistola.
Ed effettivamente ha sentito giusto, perché il giorno dopo viene ritrovato il cadavere di Antonio Ribba, agente immobiliare, detto Antonello, raggiunto da colpo di pistola all’interno di Palazzo Sinagra, un edificio disabitato ora in vendita.
Chi ha commesso tale omicidio e con quale movente?
E’ quello che dovrà scoprire Imma Tataranni.
La matassa da sbrogliare è piuttosto intrecciata e le persone coinvolte sono diverse : Girolamo Sinagra, proprietario dell’omonimo palazzo e suoi due figli – Carolina e Guido – , Domenico Paradiso – ex collega del Ribba, che proprio a causa di quest’ultimo ha perso il lavoro – , Barbara De Luca – avvocato, lei e il Ribba avevano intrecciato una relazione -, Ambra – la moglie dell’assassinato.
Gli elementi sono molteplici, c’è da capire, da indagare, collegare i tasselli, trovare il collante giusto, ci vuole molto intuito e Imma ne ha da vendere. E saranno anche molte le arrabbiature lavorative legate ad un argomento che la irrita particolarmente, come persona e come sostituto procuratore, quello della speculazione edilizia. Mani sulla città che vanno fermate, individuare i colpevoli e malefatte, scoprire i meccanismi attraverso i quali chi agisce ne ricava un tornaconto personale ed economico a scapito della legalità e del rispetto per un luogo così caratteristico e particolare. In questo nuovo capitolo Matera – come tantissime altre realtà nostrane – non è immune dal virus del guadagno facile ed illegale, da gente rispettabile all’apparenza ma che in una realtà parallela sguazza nel torbido. Ci sarà posto anche per loro nella mente e nei pensieri di Imma. Pane per i suoi denti!
Vi parlavo prima di una forte sensibilità che avrà un peso determinante nel momento in cui la Tataranni avrà inteso la verità sull’omicidio. Una verità capita ma tenuta nascosta, proprio per l’amore per la giustizia. C’è chi pagherà e chi ha già pagato un prezzo altissimo. Poi c’è la sua famiglia, suo marito Pietro e la loro figlia Valentina che le darà una serie di preoccupazioni, è sicuramente una madre molto apprensiva e per la troppa ansia che possa accadere qualcosa di grave a sua figlia si trasforma spesso in una genitrice che sembra voglia essere di intralcio. Insomma, le scintille non mancano ma servono anche queste per intraprendere il percorso della riconciliazione. E non ci sono solo le scintille familiari, si ripresentano anche quelle quelle relative alla situazione che si è venuta a creare tra lei e il maresciallo Calogiuri.
“Lei, Immacolata Tataranni, coniugata, anni quarantacinque, con prole. Altezza un metro e mezzo, circonferenza più o meno uguale , colore dei capelli non pervenuto. A detta di molti, un cesso. Lui, Ippazio Calogiuri, celibe, anni ventisette, altezza uno e ottantotto, spalle ben messe, capelli biondi occhi azzurri, bello da impazzire. Lei, pubblico ministero. Lui, appuntato dei carabinieri, da un annetto o poco più promosso maresciallo. Missione: toglierselo dalla testa. Risultato: compiuta.”
Sarà effettivamente così? Vedremo…
Seguite la Tataranni per la città di Matera, una Matera che ci riporta in un passato non troppo lontano (considerando che i Sassi sono stati abitati fino agli anni cinquanta), che è diventata una meta turistica ambita, che grazie alle voci di paese darà un bel contributo alle indagini anche nella persona della non troppo amata suocera. Un personaggio grintoso che ha conquistato lettori e pubblico televisivo che aspettiamo di rileggere attraverso le pagine e rivedere attraverso uno schermo tv.
A presto, Imma!
Cecilia Dilorenzo
La scrittrice:












