Editore Le Assassine / Collana Oltreconfine
Anno 2019
Genere Giallo
270 pagine – brossura e epub
Traduzione di Marina Grassini
“Nessuno dei tre poteva sapere che di lì a cinque anni, dall’apertura di una scatola sarebbe uscito un urlo che non poteva essere ignorato: l’oscurità non sempre basta per tenere nascosto il male.”
Botwsana. Amantle, ventidue anni, giunge in questo villaggio sperduto per compiere il suo tirocinio. Si ritrova alle dipendenze di due infermiere che si approfittano della propria posizione, aprendo l’ambulatorio quando vogliono, trattando male i malati che sono giunti lì anche da molto lontano e relegando lei, la nuova arrivata, alle occupazioni più disparate. Per esempio, la pulizia di uno sgabuzzino, dove forse molti degli oggetti accatastati non hanno mai visto altro che lo strato di polvere da cui sono ricoperti. Ma Amantle non è una persona che si scoraggia facilmente e si mette con metodo in questa nuova impresa. Quando si ritrova tra le mani una vecchia scatola classificata con un codice “Neo Kakang: CBR-45/94/’” decide di indagarne il contenuto e scoprire che in essa sono custoditi dei vestiti insanguinati cambierà decisamente il corso delle sue giornate in quella terra selvaggia lambita da foreste rigogliose.
Infatti, quegli abiti appartenevano a Neo, una bambina del luogo di dodici anni scomparsa misteriosamente nel nulla cinque anni prima. I suoi vestiti erano stati ritrovati da un ragazzo che li aveva portati subito alla polizia, la quale non fu mai in grado di mostrarli alla famiglia. Scaricando la colpa da un agente all’altro la scatola venne smarrita e le indagini si interruppero nell’addossare la probabile morte della bambina alle bestie feroci, forse leoni. Verità mai digerita dalla famiglia che fin da subito sospettò che dietro ci fosse qualcosa di molto più grande e spaventoso.
Ora il ritrovamento di questa scatola getta una bomba tra la popolazione del villaggio che prende in ostaggio le due infermiere, insorgendo contro le autorità e la polizia chiedendo a gran voce la verità. Amantle, che si sente responsabile per aver acceso questa miccia, si schiera al fianco dei membri della comunità, utilizzando i mezzi e le conoscenze che ha a disposizione per arrivare sì a svelare i segreti che aleggiano attorno alla scomparsa della bambina ma per impedire anche che ci siano ulteriori spargimenti di sangue.
Unity Dow, giudice dell’Alta Corte del Botswana, famosa per le sue battaglie per i diritti umani, ora ministro per gli Affari esteri e la Cooperazione internazionale, in questo romanzo ci preleva dal nostro quotidiano per farci partecipi della realtà del territorio a cui appartiene, una realtà spesso difficile, dove si trovano a lottare anche per le cose più semplici e dove spesso si trovano ad alzare le loro voci per reclamare i propri diritti. Una terra immersa in una natura selvaggia dove insieme alle tradizioni sono radicate antiche credenze soprannaturali, dove ci si reca dagli stregoni in cerca di soluzioni ai propri problemi, dove le persone spariscono per essere sacrificate in omicidi rituali. Dove l’istruzione non è un fatto scontato, così come l’uguaglianza tra uomo o donna, laddove questa tenta faticosamente di guadagnarsi una propria posizione nella società che non sia solo all’interno della propria famiglia.
Una lettura semplice ma piacevole, che a volte si dilunga un po’ troppo nei momenti in cui ci sono da prendere delle decisioni, ma che sa incuriosire e coinvolgerti dentro alla storia. Il personaggio di Amantle, protagonista positiva di questo libro, spicca tra le pagine per il proprio carattere volitivo, per il coraggio con cui sa imbracciare una battaglia facendola propria. La figura di Neo, invece, vittima di questo romanzo, è una presenza costante nella propria assenza durante tutto lo svolgimento della trama con questo urlo viscerale che scuote le coscienze ricordandoci che il male, anche attraverso i suoi molteplici volti, è un fatto universale e che la paura può impedire ad una bocca di aprirsi ma non ad una coscienza di tacitarsi.
“che ci sia un mostro nascosto in tutti noi? E se siamo tutti così paralizzati dalla paura, se non osiamo affrontare questo demone, chi presterà ascolto all’urlo dell’innocente?”
Federica Politi
La scrittrice:
Unity Dow, giudice, attivista per i diritti umani, scrittrice e ministro del governo del Botswana è nata in un’area rurale dove i valori tradizionali erano dominanti; ha frequentato Giurisprudenza all’Università del Botwsana e dello Swaziland e poi a Edinburgh in Scozia, suscitando con la sua educazione occidentale un misto di stima, ma anche di sospetto.
Impegnata nella difesa dei diritti delle donne, è stata tra le fondatrici di EmagnBasadi, la prima organizzazione femminile del Paese. Si è occupata dei diritti dei gay e ha partecipato anche alla creazione di Aids Action Trust.
Prima donna giudice dell’Alta Corte del Botswana, si è impegnata molto per la democratizzazione delle leggi del Paese, per esempio nell’ambito del diritto di famiglia.
Personaggio poliedrico, ha dimostrato il suo valore anche come scrittrice; nei suoi libri spesso emergono i conflitti tra i valori occidentali e quelli tradizionali, ma anche i problemi riguardanti i rapporti tra uomo e donna in un continente afflitto dalla povertà come quello africano. Dow ha contribuito al libro Schicksal Afrika (Destino Africa) dell’ex presidente tedesco Horst Koehler (2009), e ha spesso fatto parte di missioni dell’Onu in Sierra Leone e Ruanda. Oltre al conferimento della Legion d’onore francese, Unity Dow è stata menzionata al Women of the World Summit nel marzo 2011 come una delle 150 donne che “scuotono il mondo”.
Dal 2013 è entrata in politica e da allora ha più volte rivestito il ruolo di ministro.












