Enrico Fovanna – L’arte sconosciuta del volo

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Editore Giunti / Collana Scrittori Giunti
Anno 2020
Genere Giallo
348 pagine – rilegato e epub


“Il resto è nulla. Buio. Oblio. Fiori di campo e silenzi nella notte. Il vento che pettina i ginepri, le mura di tufo sopra il lago d’Orta, una camera vuota in un convento, dove l’aria della notte entra dalle fessure degli stipiti senza trovare nessuno che la respiri”.
Prosa o poesia?
Questo ci si domanda, durante la lettura di questa lunga, magica storia, a cavallo fra presente e passato.
Magica, sì: ci trasporta infatti in una dimensione fatta di molti momenti quasi irreali per tanta bellezza, ma dove anche la violenza può presentarsi in modo inaspettato a rompere l’armonia della quotidianità.
Là, nel paese quasi incantato di Premosello, è difficile pensare a qualcosa che non sia pace, serenità. Eppure, un fatto terribile accade.
Mentre l’infanzia del protagonista Tobia procede tra scuola, svaghi con gli amici, un amore acerbo che gli regala i primi turbamenti, un compagno, Gioacchino, scompare nel nulla.
Tobia è stato l’ultimo a vederlo, anzi, ha avuto con lui un diverbio, in una drammatica situazione; ma non lo dirà a nessuno, portandosi questo rimorso nel cuore per molti anni. Dopo alcuni giorni, un’altra compagna di scuola, Fiorella, viene trovata morta. Uccisa, probabilmente dalla stessa mano.
Il paese è nel terrore; bambini osservati a vista, timori da ogni angolo…

Tempo dopo, una lettera anonima scritta a macchina indica il luogo della sepoltura di Gioacchino, e proprio qui il bambino viene trovato. La macchina per scrivere è quella di una persona insospettabile, Padre Camillo: un frate molto amato dai bambini, mandato per intrattenerli in una sorta di oratorio, con giochi, passeggiate, lezioni sulle piante e sugli animali. Il frate, legato al segreto, non dà spiegazioni e viene prontamente allontanato in luogo sconosciuto a tutti.
È un dolore per Tobia, che, unito alla partenza del suo amore in erba, Carolina, gli dà per la prima volta nella vita il senso della parola sofferenza., dell’abbandono.
La famiglia del ragazzino si trasferisce poi in Liguria, e il tempo che passa, la vita che continua, contribuiscono ad accantonare in un angolino remoto i ricordi dolorosi.

Sono passati quarant’anni.
Tobia è ora medico legale, single e vive a Milano. Nel momento in cui sta attraversando una crisi esistenziale, dovuta al lavoro che non lo soddisfa più, e ad un matrimonio finito, riceve da Ettore, suo antico compagno di giochi, una telefonata: è morto Lupo, il loro amico, il “matto del villaggio”, e lo invita a tornare a Premosello per i funerali.
Andare, e affrontare dopo tanti anni i fantasmi del passato, quelle morti rimaste irrisolte, la figura mai dimenticata di Carolina, tutto un bagaglio ingombrante di ricordi, oppure fingere di non sapere nulla?
E Tobia torna al suo paese tanto amato, ma mai più rivisto.
Qui, il passato ritorna impetuoso, e lo travolge. Compagni ormai adulti, con le trasformazioni che la vita ha portato; le case, conosciute ad una ad una; “quel ”ciliegio, albero per lui speciale; il luogo vicino al capanno dove vide per l’ultima volta Gioacchino vivo. Infine, un quadernino prezioso.
Sfioro la copertina, antica e liscia.
…Sotto i polpastrelli c’è un luogo lasciato al buio da quarant’anni. Forse quel che avrei voluto sapere, per tutta la vita”.
Ed è proprio qui, grazie a quelle pagine sgualcite dal tempo, che Tobia ricostruisce una storia dolorosa di tanti anni prima, e riesce finalmente a guardare al futuro con occhi diversi; occhi più limpidi, volti alla speranza e ai cambiamenti: quasi quelle parole fossero state scritte apposta per lui, per ridargli pace.
Saltando in discesa tra sassi e gradini, come una capra, galleggio sulle emozioni di una pace sconosciuta”.

Potrei riassumere tutte le mie considerazioni con due parole: romanzo incantevole.
L’autore, Enrico Fovanna, ha precisato, nei ringraziamenti, che la parte gialla è stato quasi un “di più”, un’aggiunta per dare vitalità, brio a una storia di ordinaria normalità.
Senza nulla togliere a questo aspetto – anche la suspence dei casi irrisolti ha il suo peso nell’insieme, così come la risoluzione del giallo – la storia è pervasa da una poesia tale, che da sola basterebbe a dare valore al romanzo.
Il racconto di un’infanzia felice, con i giochi, le scorribande in campagna, le prime emozioni; le rivalità, i malumori…le scoperte! Tutto è narrato con un linguaggio speciale: pare di vedere le scene descritte, di sentire i profumi della campagna, del bosco; di cogliere il vociare di bambini che giocano con Padre Camillo; di sentire lo sciabordio dell’acqua, mentre Tobia pesca le trote col padre….
Non è da tutti saper rivivere, nel romanzo, l’infanzia, con immagini, suoni, voci, colori, profumi talmente reali da arrivare dritti al cuore di chi legge. Come se fosse lo spettatore di uno spettacolo incantato. Il giallo, alla fine, è stato solo una scusa per narrare una bellissima storia.

Se, come afferma l’autore, molti protagonisti della vicenda si rifanno a personaggi del suo paese, realmente esistiti, sono certa saranno onorati di essere stati narrati con tanto amore e poesia, e diventati così, in un certo senso, immortali. E il paese, Premosello, assurge anch’esso alla gloria della notorietà!
Inutile aggiungere che lo stile di scrittura è perfetto, con una cura del vocabolo, una capacità di trasmettere emozioni, unica!
Un romanzo toccante, intenso, veramente speciale, nel suo genere, che non sarà l’ultimo, mi auguro.
Consigliato a chi cerca, oltre il giallo, il romanzo di qualità.

Rosy Volta


Lo scrittore:
Enrico Fovanna, è nato a Premosello (Vb) nel 1961. Vive a Milano, dove si occupa di temi sociali, immigrazione, diritti umani. Il 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro di Berlino, è stato assunto dal quotidiano «Il Giorno» dove ancora oggi lavora. Con Il pesce elettrico, suo romanzo d’esordio poi ristampato nel 2002, ha vinto il Premio Stresa 1996 e il premio Festival del Primo romanzo, al Salone del libro di Torino 1997. Ha pubblicato anche per E/L e Utet e realizzato reportage da Paesi in guerra all’estero, tra cui Iraq e Afghanistan.