Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso – A distanza ravvicinata

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Editore Fratelli Frilli / Collana Supernoir
Anno 2020
Genere Noir
208 pagine – brossura e epub


“A distanza ravvicinata” è il primo romanzo in coppia (dopo numerosi racconti in diverse antologie) di Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso. Si potrebbe dire: attenti a quei due.
Ma non parliamo di Danny Wilde, l’americano e di Brett Sinclair, l’inglese, bensì dei liguri e genovesi Sabrina De Bastiani e Daniele Cambiaso. Restando alle serie televisive, quelle di qualità degli Anni’60 e Anni’70, potrebbero essere definiti gli Avengers del noir, riferendoci a John Steed e Emma Peel dell’omonima series.
Aplomb ed eleganza frizzante: una miscela esplosiva.
“A distanza ravvicinata” è il loro primo noir e gli Avengers in questione fanno subito centro con un’indagine in parallelo che ha il sapore dell’investigazione classica di uno spionaggio tout court in terra genovese.
Perché parliamo di indagine in parallelo?
Perché i protagonisti sono due. Pietro Farnè e Mistral Garlet, che hanno in comune solo il tempo, il luogo e il fatto. Ma non la parola, non la conversazione, non il dialogo.
Ciò che li accomuna, ovvero l’omicidio di una turista tedesca, tale Gertrud Stingel, nella riviera genovese e la conseguente indagine con forti implicazioni internazionali (in cui a poco a poco, emerge anche il rapporto a dir poco conflittuale tra la stessa signora teutonica Gertrud e la sua badante Viviana.

Un rapporto, autoritario e denigrante, malato, che riecheggia in parte la relazione tra le sorelle Bette Davis e Joan Crawford nel magnifico What Ever Happened to Baby Jane?), vive in realtà due approcci differenti che non collimano mai, se non sfiorandosi in modo casuale come una prolungata occhiata di qualcuno verso la spiaggia sotto di lui.
Mistral e Pietro, si trovano coinvolti, chi per dovere all’Arma, chi per un bisogno intrinseco di ricerca della verità nato soltanto da un contatto visivo e poche parole scambiate sotto un ombrellone, in qualcosa di veramente pericoloso. Qualcosa che vede affiorare un passato ormai lontano, un passato quanto mai attuale per quello che il nostro paese sta vivendo negli ultimi anni.
In questo contesto, Pietro e Mistral vivono le loro esistenze all’interno del plot investigativo.
Una vita fatta di un amore contrastato per Pietro. Un amore fragile e messo alla prova, ma al contempo reso saldo proprio dai dubbi, dai silenzi, dalle negazioni e dalle tentazioni.
Un’esistenza fatta di studio, di riposo, di ricerca, di comprendersi e di conoscere la propria esistenza per Mistral. Il suo rapporto con la famiglia, le amicizie ritrovate e subito smarrite in un giro di orologio tanto lento quanto invadente, un amore che può arrivare all’improvviso, insistente e sottile come una pioggia estiva.
Mistral ricorda la Dorothy McGuire di The Spiral Staircase. Anche Mistral, in un certo senso, è muta, ma è tenace nonostante la paura nel voler scoprire la verità.

Intorno al romanzo di indagine si interseca, germoglia e dà frutti, un altro tipo di indagine. Quella umana, quella dei rapporti, delle sconfitte, delle necessità.
Senza nemmeno respirarsi, ma sentendosi. Anche da lontano.
Due anime differenti e simili, che si annusano sullo stesso campo d’azione, negli stessi luoghi visti con occhi differenti, in dettagli diversi che diventano segno distintivo di un modo d’agire e di pensare. I due autori tessono, intrecciano e tirano le fila della vicenda, con gran mestiere e sensibilità.
Il lato procedurale, nel sommerso di un ballo di spie e di azione appena annusata, ma non per questo meno letale (tra gli altri, nota di merito all’indovinatissimo, tagliente, pratico e dalla sfacciata franchezza, Pergolesi, che pare provenire da molto lontano, dalle pagine di un Ludlum o un Forsyth in un cross over spionistico di ottimo livello), viene affiancato dall’indagine dell’umano sentire, quel feeling universale che tocca e imprigiona gli esseri umani in pensieri codificati, atavici, che ci uccidono a volte il cuore, o ce lo feriscono soltanto, che scendono in profondità fino all’anima, o ci bivaccano solamente nei paraggi senza mai avere il coraggio di sconfinare. Ognuno ha la propria ombra da osservare, con cui convivere. Chi per lavoro, chi per affetti e DNA dell’animo.
Un’ombra che può salvare, essere redenzione o supplizio, un’ombra che ci siamo donati, in un certo senso, che ci siamo plasmati a nostra disimmagine e insomiglianza.
L’ombra è sempre diversa e siamo tutti a una “Distanza ravvicinata” da essa.
In un duello al sole da vincere o perdere che ci concede il vantaggio di decidere se continuare la sfida o lasciare la mano inerte lungo il fianco, lontana dalla fondina.

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini


Gli scrittori:
Sabrina De Bastiani è redattrice di ‘Thrillernord’, per cui cura recensioni e interviste, ed è autrice di racconti pubblicati su riviste e antologie, tra cui Racconti liguri (Historica) e 44 gatti in noir (Fratelli Frilli).

Daniele Cambiaso è nato Lavagna (GE) nel 1969 e vive a Genova. Ha pubblicato i romanzi Ombre sul Rex (Fratelli Frilli Editore, 2008); L’ombra del destino (Rusconi, 2010), scritto con Ettore Maggi; Off Limits (21 Editore, 2015); La logica del burattinaio (Algama, 2016) scritto con Rino Casazza.
Ha curato le raccolte di racconti Crimini di regime (Laurum, 2008) e Crimini di piombo (Laurum, 2009) con Angelo Marenzana; Nero Liguria (Perrone Lab, 2011), Neronovecento (Cordero Editore, 2013). Suoi racconti sono comparsi in svariate antologie, tra le quali ricordiamo: Carabinieri in giallo (Giallo Mondadori, 2008), Bersagli innocenti (Dario Flaccovio, 2009), Nudi e crudi (Eclissi, 2015).